“Comunicare la Chimica nell’epoca del web2.0” – il primo workshop a Torino

In data venerdì 09 settembre 2016 l’Ordine dei Chimici del Piemonte e della Valle d’Aosta e l’Associazione Culturale Chimicare organizzano a Torino un workshop dal titolo:

“Comunicare la Chimica nell’epoca del web.2.0”

dalla cultura della diffidenza alle responsabilità educative:
come sta mutando 
la percezione della disciplina
fra i “non addetti ai lavori”?


INTRODUZIONE TEMATICA

Comunicare la Chimica - nell'epoca del web2.0La diffusione dei nuovi media supportati da internet sta consentendo a ciascuno di creare e di diffondere, oltre che semplici opinioni e pareri, anche contenuti che assumono la forma esteriore di informazioni e di notizie.
In numerosi ambiti della vita pubblica e sociale questa opportunità è stata accolta con grande favore come segnale di un ampliamento delle libertà di fatto di esercitare il diritto individuale di opinione e di espressione, nonché come strumento per la partecipazione alla vita comunitaria ed alla sua organizzazione.  Nell’ambito scientifico, al contrario, la possibilità offerta anche a persone prive delle necessarie competenze o neutralità di punto di vista di sbilanciare in modo sensibile lo scenario dell’informazione disponibile per comune il cittadino “non addetto ai lavori” verso posizioni infondate dal punto di vista scientifico – se non in taluni casi palesemente faziose – sta iniziando a creare situazioni problematiche per quei soggetti ed istituzioni che possono in qualche modo subire gli effetti dell’orientamento dell’opinione pubblica su posizioni infondate.

Le dinamiche proprie della diffusione culturale tramite internet ed i suoi social network sono infatti tali da relativizzare, se non in molti casi da invalidare a priori sulla base di una sempre più diffusa “cultura della diffidenza”, il ruolo di garanzia che, fino a pochi anni fa, era riservato ai soggetti che storicamente, e spesso anche ufficialmente, dovrebbero essere riconosciuti come maggiormente autorevoli in materia, privilegiando invece l’interlocutore che risulta di fatto più abile nelle tecniche di persuasione e di diffusione dell’informazione.

La chimica risulta uno dei settori scientifici e tecnologici in assoluto più colpiti dagli effetti negativi di questo nuovo fenomeno sociale, non tanto a causa della nascita di nuove correnti di pensiero e di azione derivanti da frequenti e ormai ben radicati fraintendimenti culturali di fondo, quanto in ragione della possibilità offerta alle tradizionali istanze di sfruttare una cassa di risonanza mediatica formidabilmente efficace per velocità, globalità e pervasività sociale.
Nell’ultimo decennio, ed in particolare ad iniziare dal 2011, proclamato dall’ONU “Anno Internazionale della Chimica”, è aumentata considerevolmente la sensibilità delle Istituzioni verso la necessità di migliorare il rapporto, specie in chiave culturale e quindi tramite azioni di divulgazione scientifica, tra gli “addetti ai lavori” nel settore della chimica e la popolazione civile. Sullo scenario italiano, oltre alla cosiddetta “terza missione” – legata appunto alla diffusione culturale – affidata in questo contesto dal MIUR all’Università, si assiste certamente ad una sempre maggiore presenza della chimica nei contesti divulgativi organizzati sul territorio in forma di festival scientifici, conferenze tematiche e laboratori didattici. Lo stesso purtroppo non può dirsi a proposito della presenza in rete, dove la comunità scientifica italiana, pur attivissima nel suo insieme, risulta ancora muoversi in ordine sparso, attraverso il fiorire di iniziative spontanee anche di grande valore intrinseco ma comunque di scarsa efficacia diffusiva, spesso frutto della buona volontà di singoli o di piccoli gruppi più o meno organizzati di addetti ai lavori.

Siamo ormai ben consapevoli che non soltanto l’attività professionale scientifica di ciascuno di noi, ma anche e soprattutto la possibilità di poterne trasferire i risultati nel contesto civile – ad esempio tramite l’introduzione di prodotti o l’industrializzazione di processi – non può in alcun modo prescindere dall’orientamento dell’opinione pubblica, e questo sia in ragione della possibilità di azione diretta (si pensi ad i movimenti di contestazione, fino alle azioni di sabotaggio), sia in ragione della sua capacità di condizionare le scelte politiche e quindi legislative in materia. Quanto sta accadendo nell’ambito medico con la diffusione di convinzioni contrarie alla vaccinazione di base nella prima infanzia è solo un esempio – per quanto eclatante – del potenziale derivante dall’interazione di posizioni scientificamente scorrette – più o meno in buona fede che siano – con i moderni media telematici partecipativi.

D’altra parte nessuno si auspica, in un contesto democratico, di dover stringere ulteriormente il grado di regolamentazione della diffusione di informazioni su internet. Quello che è possibile ancora discutere, in seno alla comunità scientifica ma con il supporto imprescindibile degli esperti ad essa esterni, più vicini alle discipline della comunicazione, della sociologia ed agli stessi blogger, è come intendere un nuovo posizionamento e quindi nuove e più efficaci strategie di comunicazione per i soggetti e gli enti già portatori della missione istituzionale di generazione e di diffusione culturale in ambito scientifico, proprio ad iniziare dalla chimica che, fra tutte, almeno nel nostro scenario nazionale risulta con tutta probabilità il campo di studi e di applicazione più bersagliato da istanze e da azioni comunicative avverse.

 

INFO

loghi ordine dei chimici e chimicare
L’evento si colloca nell’ambito del progetto biennale “Indagine sulla percezione della chimica e dell’attività del chimico in ambito non professionale in Italia tramite i nuovi media” condotto dall’associazione Chimicare su incarico dell’Ordine dei Chimici del Piemonte e della Valle d’Aosta a partire dal 2015.

Fra gli argomenti trattati, con il supporto di chimici ed altre professionalità del mondo scientifico, giornalisti, umanisti e blogger:

  • immagine e percezione della chimica e dell’attività del chimico
  • dinamiche di comunicazione scientifica nel web
  • la cultura del sospetto nel rapporto con le scienze applicate
  • ruolo e responsabilità dell’educazione e della diffusione culturale

L’evento è aperto a tutte le professionalità dell’ambito scientifico, della comunicazione e dei nuovi media, compresi i curatori di blog e social a tema scientifico.

Ai chimici che ne faranno anticipatamente richiesta sarà riconosciuto il rilascio di n. 5 crediti formativi CFP, previo rimborso pari a 30.00 € per spese di registrazione e segreteria.

Quando:  venerdì 09 settembre 2016, dalle ore 8.30 alle ore 17.30
Luogo:   presso Environment Park – sala Copenaghen – via Livorno, 6o – Torino


Informazioni e Registrazione:

Per approfondimenti sul programma, sugli organizzatori e sui partecipanti:
    Associazione Culturale Chimicarecontatti@chimicare.org

Per la richiesta dei crediti formativi:
necessaria la registrazione al portale della formazione Cogeaps e l’iscrizione all’evento attraverso il portale stesso.
Altre forme di iscrizione non verranno prese in considerazione al fine del rilascio dei crediti formativi.

Ordine dei Chimici del Piemonte e della Valle d’Aosta
segreteria@chimicipiemonte.it

 

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