4 pillole di “consapevolezza chimica” dagli scritti di Primo Levi – XVIII Mostra del Libro di Cavallermaggiore

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Essere un genio in una certa disciplina non significa necessariamente aver realizzato in essa una grandiosa scoperta, ma anche semplicemente aver “scoperto” il modo, il percorso per abbattere i suoi confini: non soltanto quelli che la separano dalle altre discipline, ma in primo luogo proprio quelli, di solito i più tenaci, che la rendono inaccessibile, e spesso anche inaccettata, dal folto mondo dei non addetti ai lavori.
La genialità di Primo Levi, chimico e scrittore torinese (1919-1987), consiste proprio in questo.

Omaggio a Primo Levi - frontespizio - presso XVIII Mostra del Libro di Cavallermaggiore
Oltre l’esperienza del chimico, maturata in ambiti molteplici e variegati, inizialmente artigianali, successivamente industriali, a partire dall’Italia del primissimo dopoguerra, oltre l’esperienza umana inimmaginabile – e pure vissuta – della deportazione e della vita presso il campo di concentramento di Auschwitz, oltre l’abilità narrativa, nata non a caso proprio dall’urgenza di raccontare le atrocità vissute nei più noti scritti autobiografici “Se questo è un uomo” e “La tregua”, e successivamente confermata da una carriera letteraria di tutto rispetto…
Oltre a tutto questo, vi è il Primo Levi divulgatore scientifico.  Una figura fondamentale a livello internazionale nel suo ruolo di mediazione culturale fra un mondo di scienza e conoscenza chimica ritenuto dai più indecifrabile, un po’ iniziatico ed al quale guardare con una certa diffidenza, ed il mondo dei non chimici, dei non scienziati, quello della gente comune, che magari la chimica l’ha a malapena conosciuta a scuola, o forse neppure lì.   Una figura quella del divulgatore scientifico che nel caso di Levi ha rischiato per molti anni di passare in secondo piano solo in funzione della ricchezza del personaggio sotto tutti gli altri e più conosciuti aspetti ma che in modo particolare in questo 2011, proclamato dall’ONU Anno Internazionale della Chimica in quanto disciplina “fondamentale per la nostra comprensione del mondo e dell’universo” è stata giustamente ripresa, valorizzata e portata al grande pubblico in contesti diversi, dai convegni scientifici agli alle performances multimediali, sia in ambito nazionale che internazionale.

Proprio alle valenze culturali e sociali più che mai attuali degli scritti a carattere chimico-divulgativo del grande scrittore torinese è stato dedicato l’intervento “Omaggio a Primo Levi: 4 pillole di consapevolezza chimica”, a cura dell’Associazione Culturale Chimicare, tenutosi nell’ambito della XVIII edizione della Mostra del Libro di Cavallermaggiore (CN).

salone espositivo della Mostra del Libro Cavallermaggiore XVIII edizione 2011La coincidenza con l’occasione dell’inaugurazione della tre giorni, aperta alle ore 18.00 di venerdì 2 dicembre presso la Sala Polifunzionale della cittadina del cuneese, ha contribuito ad alimentare il richiamo di pubblico e di personalità del mondo della politica e della cultura, dal Presidente della Provincia di Cuneo, Gianna Gancia, che ha speso importanti parole di apprezzamento per la manifestazione e per la stessa opera di Levi, agli assessori della Regione Piemonte Pier Francesco Toselli e Federico Gregorio.
Mentre nel salone sottostante del Centro Polifunzionale gli stand delle case editrici e delle librerie esponevano le loro novità editoriali, nella sala conferenza sopraelevata, davanti ad un pubblico eterogeneo fatto da insegnanti e curiosi, professionisti e politici, giornalisti e semplici lettori, le personalità della vita politica ed amministrativa locale, dal Sindaco, il cavalier Antonio Parodi, all’Assessore alla Cultura Davide Sannazzaro, introducevano ai presenti non soltanto l’evento imminente, iscritto sotto la sezione tematica della Mostra “Geni della Chimica”, ma l’intero programma della rassegna, cresciuta anno dopo anno, fino a raggiungere proprio in questo 2011 la sua “maggiore età” grazie anche al contributo dell’Associazione Liber.Lab, rappresentata per l’occasione da Valerio Costanzia.

intervento su Primo Levi di Franco Rosso (associazione Chimicare) e Valerio Dell'AnnaArsenico, Azoto, Cerio e Carbonio: quattro elementi chimici, dai nomi dei rispettivi capitoli de “Il Sistema Periodico”, la raccolta quasi totalmente autobiografica di racconti (solo 2 su 21 sono infatti di fantasia) ispirati ciascuno ad un diverso elemento chimico, pubblicata da Primo Levi per i tipi dell’Einaudi nel 1975.   Una selezione di quattro capitoli, letti ed interpretati sapientemente nei loro punti salienti dal noto attore saluzzese Valerio Dell’Anna, introdotti e commentati singolarmente, nelle loro implicazioni psicologiche, storiche, economiche e sociali (in una sola parola: “culturali”) da Franco Rosso dell’Associazione Culturale Chimicare, con il supporto della proiezione di slide.
60 minuti di performances, a metà strada tra letteratura, happening e divulgazione scientifica dove, specie nel capitolo finale Carbonio, la successione delle immagini proiettate scandisce il ritmo delle altrettante immagini evocate dalle parole dell’Autore, in un crescendo poetico che permette al lettore, o in questo caso allo spettatore, di prendere poco per volta coscienza – anche sul piano empatico – di come egli stesso sia parte del Tutto, e come di questo Tutto la chimica sia il linguaggio unificante.

pubblico all'inaugurazione della XVIII Mostra Libro CavallermaggioreIl primo spunto di riflessione prende il via con il capitolo Arsenico, che descrive un episodio autobiografico nel quale Levi, all’inizio degli anni ’50 chimico alla prime armi in uno spaccato inedito dell’artiginalità del lavoro del chimico che … dai mezzi tecnologici, si trova a dover analizzare – o come aveva richiesto il suo cliente, una persona sicuramente semplice – a “chimicare” un campione di zucchero, che si era poi scoperto essere dolosamente contaminato di arsenico.   Quale migliore occasione per una riflessione retrospettiva su come è cambiato il mestiere del chimico, forse più negli occhi di chi lo vede da fuori (e che vede mezzi sempre più moderni, sofisticati e sterili, fra i quali i computer la fanno la padrone) che nella realtà dei fatti, dove quello del chimico resta comunque un autentico “mestiere”, fatto di conoscenza, esperienza, intuizione e creatività.   E’ così che il termine “Chimicare”, che in una prima fase significava in qualche modo “sottoporre allo studio ed all’esame del chimico”, poi in seguito malamente tradotto (e come dimenticare l’assonanza ricordata dallo stesso Levi fra “tradurre” e “tradire”?) in un freddo e quasi automatico “analizzare”, può e deve essere rivalutato, reinterpretato e rivisitato nei suoi significati più alti e più profondi.   Chimicare, dal quale la relativa associazione culturale nata nell’aprile 2011 ha preso il nome, significa in qualche modo “sottoporre all’esame del chimico ed al suo speciale punto di vista” una problematica, anche fra le più insospettabili.

Il capitolo che segue, Azoto, prende spunto sempre da un’esperienza dello stesso periodo nella vita di Levi, quando un bizzarro cliente gli commissiona la preparazione chimica (detto in linguaggio tecnico “la sintesi”) di una sostanza, l’allossana, che a contatto con le mucosa genera un colore rosso persistente: peccato che una delle materie prime essenziali per la sua preparazione, almeno nella realtà povera ed ancora un po’ disorganizzata dell’Italia della ricostruzione, sia proprio l’acido urico, quello reperibile negli escementi di polli e rettili (da qui una serie di esperienze di colore del giovane Primo in giro per cascine e giardini zoologici), oltre che in piedi e mani rigonfiamenti dovuti alla gotta e persino in alcune forma di calcoli renali.

possibili sorgenti di acido urico
Un’occasione quella presentata da questo racconto per affrontare uno dei nodi culturali fondamentali della chimica: quello dell’identità chimica, per la quale due sostanze (purchè pure) che hanno identica struttura chimica (molecolare, conformazionale, atomica, isotopica, ecc) sono di fatto la stessa sostanza. Immediatamente connesso a questo punto vi è il concetto di relazione struttura-proprietà: tutte le proprietà di una sostanza (da quelle fisiche a quelle chimiche e reattive, da quelle biologiche a quelle farmacologiche/tossicologiche) dipendono esclusivamente dalla suddetta struttura chimica.  “Ergo” ogni distinzione e speculazione sulla base dell’origine di due sostanze chimicamente identiche, con risvolti sul loro effetto o sulle loro proprietà più o meno benefiche, è pura filosofia e non trova alcuna conferma scientifica.

Quello che è seguito è invece un brano dal sapore completamente diverso, ad iniziare dall’ambiente descritto, quello del campo di concentramento di Auschwitz, solo illusoriamente addolcito dal fatto di trovarsi nell’ambiente “protetto” di un laboratorio chimico, quello a servizio dell’industria BUNA, dedicata alla produzione del butadiene, il monomero essenziale per la produzione di co-polimeri utilizzabili come gomme sintetiche, della quale la

stabilimento della BUNA ad Auschwitz

stabilimento della BUNA ad Auschwitz

Germania bellica aveva un grande bisogno.   Primo Levi, selezionato ad un certo punto fra i deportati per lavorare lì (tanto da poter dire che la laurea in chimica forse gli salvò la vita), spinto dalla fame cerca in tutti i modi (riuscendoci in più di un caso) di sintetizzare sostanze alimentari, o per lo meno metabolizzabili, magari estremamente sgradevoli alla vista ed ancor più al gusto, pur di placare il senso della fame e di fornire un po’ di preziosa energia al suo corpo debilitato.   Anche se alla fine decide che, nell’economia del lager, risulta più conveniente il semplice furto di materiali da rivendere, in primo luogo il famoso Cerio che da il nome al capitolo, un lantanide allo stato elementare che, opportunamente ridotto in minuscoli bastoncini, può funzionare da pietra focaia negli accendini.
L’insegnamento che possiamo trarre da questo racconto prende le mosse dalle considerazioni precedentemente avanzate relative al concetto di identità chimica ed alle relazioni struttura chimica / proprietà, e punta a mostrare come l’adozione di un punto di vista chimico, libero tanto da preconcetti di natura filosofica o spirituale, quanto dai messaggi di un certo marketing e di una certa economia, permetta di relativizzare concetti che a prima vista ci sembrano assiomi contrapposti come quello di “naturale” e di “artificiale” (o sintetico), fino alla stessa concezione popolare di “sostanza chimica”.   Molto meglio utilizzare altri aggettivi, più specifici per cosa vogliamo realmente intendere (es. la sua beneficità/nocività, il suo impatto ambientale, la reperibilità o meno di una tal molecola in natura, la sua presenza in forma isolata o in miscela con altre, il suo valore organolettico, ecc.

L’intervento chiude con un omaggio al più poetico dei racconti de Il Sistema Periodico e non a caso l’ultimo della stessa raccolta, Carbonio, che ha dato spunto a quella che è stata presentata come una mini-performance all’interno dell’intervento.   La proiezioni di immagini fotografiche, singole o in rapida successione, ha accompagnato la lettura del testo di Levi, richiamando gli stessi oggetti evocati nell’eterna Odissea di un atomo di carbonio – proprio Lui, uno specifico personaggio – nel trasferirsi da una forma all’altra, inorganica ed organica del nostro pianeta, passando attraverso geologiche ere d’oblio fino ad immergersi in vorticosi cicli biochimici, fino ad arrivare alla cellula del cervello dell’Autore dalla quale è partito lo stimolo nervoso per tracciare il punto finale con il quale chiude il racconto.

Valerio Dell'Anna, Pier Francesco Toselli, Davide Sannazzaro, Franco Rosso, Antonio Parodi

(da sinistra a destra) Valerio Dell'Anna, Pier Francesco Toselli, Davide Sannazzaro, Franco Rosso, Antonio Parodi

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intervento di Gianna Gancia - Presidente della Provincia di Cuneo - all'inaugurazione della XVIII Mostra del Libro di Cavallermaggiore

intervento di Gianna Gancia - Presidente della Provincia di Cuneo - all'inaugurazione della XVIII Mostra del Libro di Cavallermaggiore

Link ed approfondimenti:


Chi-mi-Libra: la Mostra del Libro di Cavallermaggiore si veste di chimica

Locandina

 

Pieghevole

 

Comunicato stampa

 

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