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Al via la collaborazione tra CnS “La Chimica nella Scuola” e l’associazione Chimicare: intervista a Luigi Campanella, ex presidente della SCI

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Luigi Campanella Chimicare – Immaginando che molti dei nostri lettori, per lo più tecnici ma non necessariamente chimici, non abbiano mai sentito parlare non soltanto della rivista Cns “La Chimica nella Scuola”, ma neppure della Divisione di Didattica della Chimica e forse della stessa SCI, riuscirebbe a riassumerci la posizione ed il ruolo di questi enti nell’ambito dell’associazionismo scientifico italiano?

L.C. – L’appartenenza per formazione ed interesse ad una disciplina, che può anche essere (come nel caso della chimica) un settore industriale induce gli appartenenti ad aggregarsi per costituire una massa critica capace di suggerire (non dico imporre) soluzioni alla politica ed alla società. La SCI nasce con questa finalità. L’insegnamento è un’attività molto specifica all’interno di una disciplina o settore da qui la nascita all’interno della SCI di una Divisione di Didattica per aggregare al suo interno tutti coloro che sono impegnati in questa specifica attività.
Oggi la comunicazione è un’esigenza di qualunque attività e, nel caso delle associazioni, alla capacità di concretizzarla è affidata la potenzialità di arruolamento. La Divisione Didattica d’intesa con la SCI, ha in questa linea promosso la nascita del giornale Chimica nella Scuola, in origine nato per gli insegnanti di Chimica nella Scuola e poi progressivamente sviluppato anche nella direzione della ricerca educativa in chimica.

 Chimicare – Qual’è il target di utenza al quale si rivolge primariamente la rivista “La Chimica nella Scuola”? Intendo soprattutto nella distinzione fra scuola secondaria ed insegnamento universitario. Esistono riviste italiane analoghe, focalizzate su altre discipline scientifiche?

L.C. – Il target principale sono gli insegnanti della scuola, ma per quanto detto prima anche i docenti universitari sono attivamente interessati. Questo ha finito per saldare il segmento scuola al segmento università nell’attività didattica. Esistono analoghi esempi di giornale nel campo della Fisica, della Biologia, delle Scienze Ambientali, delle Scienze Naturali ed anche delle Scienze Umanistiche.

copie della rivista CnS - La Chimica e la Scuola Chimicare – Quale spazio compete nella rivista ad argomenti inerenti la cultura della chimica più in senso lato, quindi non necessariamente in una prospettiva didattica? In piè di pagina la copertina della rivista riporta chiaramente l’elenco degli argomenti trattati: storia e didattica della scienze, chimica e comunicazione, didattica, epistemologia e museologia.Si potrebbe quindi definire CnS come una rivista di “cultura della chimica”?

L.C. – Premesso che il nome del Giornale obbliga a preferenziare gli aspetti didattici, in copertina abbiamo voluto indicare anche gli altri trattati nel giornale, magari non con la stessa regolarità della didattica, e cioè storia, comunicazione, epistemologia e museologia. Penso proprio si possa complessivamente parlare di Cultura Chimica.

 Chimicare – Didattica e Divulgazione scientifica: un binomio spesso destinato ad intrecciarsi.  Se si ammette tradizionalmente che la didattica riguardi il percorso formativo della persona in crescita e la divulgazione l’approccio della persona già “matura” verso un argomento verso il quale è estraneo, non possiamo tuttavia trascurare il fenomeno della cosiddetta “analfabetizzazione di ritorno”. In un sistema scolastico che, nel bene o nel male,qualche base di chimica le trasmette quasi a tutti, non si potrebbe immaginare anche un ruolo più o meno esplicitamente formativo della divulgazione scientifica della chimica?

L.C. – La divulgazione è un’attività molto importante, ma anche complessa: si rischia di sconfinare nel pressapochismo per amore di semplificazione o al contrario nel tecnicismo spinto per amore di rigorosa fedeltà scientifica. Eppure oggi la richiesta di divulgazione è molto spinta, una delle più elevate e continue.
La SCI si è data altri strumenti di divulgazione, ma anche CNS ha rubriche che possono concorrere con il loro contenuto a queste attività. L’eventuale assunzione di CNS a primario soggetto attivo per un ruolo esplicitamente formativo della divulgazione scientifica della chimica meriterebbe una valutazione molto attenta, critica e analitica.

 Chimicare – Qual’è il rapporto tra la rivista “La Chimica nella Scuola” e la Divisione di Didattica Chimica della Società Chimica Italiana?

L.C. – Ovviamente i rapporti sono stretti: il CdR del giornale è costituito da tutti membri appartenenti alla Divisione di Didattica e di conseguenza le scelte da loro adottate per i contenuti e per l’impostazione del giornale non possono non essere in linea anche con le posizioni della Divisione di Didattica. Altrettanto ovviamente c’è da dire però che CNS rivendica una sua autonomia editoriale.

divisione didattica chimica della SCI

 Chimicare – Quali saranno le linee di tendenza per il futuro della rivista CnS?

L.C. – Di recente il CdR ha stabilito i contenuti di un fascicolo tipo che prevede la regolare presenza di articoli di didattica per la scuola primaria e secondaria, di ricerca educativa, di percorsi di chemical education, anche in relazione allo sviluppo tecnologico degli strumenti di comunicazione e trasferimento dell’informazione e l’alternanza di altri articoli nel campo della storia, dell’epistemologia, della museologia. Sono previste anche due rubriche una dedicata alle notizie flash, una affidata a Federchimica in base ad un recente accordo che vuole fare arrivare nelle Scuole la voce dell’industria chimica. C’interessa il rigore scientifico degli articoli e questo ci ha fatto sancire un doppio referaggio positivo prima della pubblicazione di un contributo.

 Chimicare – Cosa rappresenta per CnS l’apertura verso l’Associazione Culturale Chimicare, un’organizzazione no-profit che, lo ricordiamo, nonostante la sua posizione di eccellenza nel > settore della divulgazione della chimica destinata ai non addetti ai lavori specie in ambito web, sfugge almeno per il momento dai tradizionali inquadramenti che vedono riportare a pochi grandi soggetti istituzionali il ruolo di mediatore tanto nella didattica quanto nelladivulgazione della chimica?

L.C. – Apprezziamo Chimicare e riteniamo che l’accordo fra 2 soggetti con caratteristiche così differenti per scelte dei rispettivi responsabili possa essere virtuoso, in quanto capace di integrare il rigore della comunicazione scientifica con la comprensibilità e l’accessibilità richieste da qualsiasi iniziativa di divulgazione, che voglia rispettare la propria finalità.

 Chimicare – Non possiamo che ringraziarla per la fiducia accordata prof. Campanella: sono certo che questa collaborazione non potrà che favorire la conoscenza reciproca e lo scambio costruttivo di esperienze tra le persone che seguono da anni la nostra associazione tramite la sua attività sul web ed i lettori della vostra rivista, e più in generale i numerosi effettivi della Divisione di Didattica della Chimica della SCI.

  


screenshot homepage del sito web Didattica Chimica

ARGOMENTI CORRELATI

 Testo originale dell’accordo tra la Redazione della rivista CnS “La Chimica nella Scuola” e l’Associazione Culturale Chimicare

 Pagina ufficiale della rivista CnS “La Chimica nella Scuola”

 Divisione di Didattica della Chimica della SCI

 

 

 

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