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Associazione Levi-Montalcini: l’importanza e il sostegno alla motivazione dei ragazzi

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di Silvia Caruso

Il protocollo d’ intesa tra l’Associazione Culturale Chimicare e l’Associazione Levi-Montalcini a.p.s. è stato un percorso di condivisione di idee e obiettivi.

L’ Associazione Levi-Montalcini nasce con lo scopo di assistere e aiutare i giovani a scegliere con consapevolezza il lavoro, sia esso manuale o intellettuale, per il quale si sentono maggiormente portati ed aiutare con borse di studio, con sovvenzioni per le rette scolastiche o l’acquisto di libri di testo quei ragazzi che per motivi economici non potrebbero proseguire gli studi.

L’ ing. Piera Levi-Montalcini, presidente dell’ Associazione Levi-Montalcini, ci racconta questi anni di attività. Dalle sue parole si capisce come non sempre il motivo di un buona professione è dettata da un ottimo voto, ma  la motivazione può essere la spinta che farà la differenza nella vita dei giovani di ogni generazione. Sarà importante che il “sistema scuola” faccia luce su queste motivazioni.

Quanti sono i ragazzi che l’Associazione ha aiutato a realizzare il percorso desiderato?

È difficile indicare un numero preciso di ragazzi che come Associazione abbiamo incontrato e aiutato in questi anni. Questo perché solitamente il nostro primo incontro avviene con l’intera classe della scuola secondaria di primo grado. Solo successivamente i singoli ragazzi si rivolgono ai nostri orientatori, ed essendo minorenni, verranno accompagnati al colloquio con i genitori. L’incontro sarà dunque fra orientatore e ragazzo, poi verrà ascoltato il ragazzo in presenza dei genitori e infine si dialogherà singolarmente, prima solo con il ragazzo e poi solo con i genitori. Abbiamo notato che cambia totalmente la capacità di esprimersi dei ragazzi quando sono soli e non si sentono condizionati dalla presenza dei familiari. Sarà nostra cura poi spiegare, in presenza dei genitori, quello che il ragazzo è portato a fare perché sarà molto importante seguire le sue aspirazioni piuttosto che scegliere un percorso che non gli piace o non riesce a fare.

In queste occasioni di incontro spieghiamo che per uno studente è meglio perdere un anno o 6 mesi in una scuola sbagliata provando ciò che si voleva fare, piuttosto che rimanere tutta la vita con il dubbio che non si è potuto provare ciò che si voleva studiare. Certe volte è una mediazione fra ragazzi e genitori. Per esempio in Calabria alcuni ragazzi si sono rivolti alla nostra Associazione per proseguire gli studi iscrivendosi alla scuola di agraria ma i genitori erano contrari, convinti che l’ unico sbocco occupazionale sarebbe stato quello del contadino. Ai genitori abbiamo spiegato che in realtà la scuola di agraria poteva portare alla professione di guardia forestale piuttosto che altre attività, così abbiamo accompagnato i genitori e gli studenti ad un’ iscrizione più consapevole, con grande soddisfazione per tutti.

Secondo lei, sono cambiate le prospettive per i giovani in questi dieci anni di attività?

In dieci anni le esigenze dei ragazzi non sono cambiate molto anche se c’è da dire che i nostri centri di orientamento risentono meno dei cambiamenti. Questo perché si trovano soprattutto nelle piccole città dove il cambiamento è meno sentito dalle grandi città. È cambiato sicuramente l’ordinamento scolastico, ma non credo che loro siano cambiati molto. I ragazzi sono ancora molto influenzati dal clima del momento, non riescono ancora a scegliere con un’analisi cosciente di ciò che vogliono fare. Non hanno chiare le idee sul mondo delle professioni e del lavoro, ecco perché i nostri centri li portano a contatto con i luoghi di lavoro, il lavoro in fabbrica, il lavoro dei professionisti dove possono rivolgere domande al titolare e iniziare a capire bene il lavoro che pensano di voler fare.

La vostra attività vuole far conoscere i mestieri artigianali ed industriali meno noti con corsi di imprenditoria e la realizzazione di filmati illustrativi che raccontano lavori utili nel sociale, nella comunicazione, nella diagnostica medica e nel complesso rapporto uomo macchina. Perché questa vostra scelta?

Stiamo cercando di fare dei piccoli filmati sintetici ed esplicativi per far vedere qual è il tipo di lavoro, cosa si nasconde dietro un nome lavorativo. Per esempio l’aggiustatore meccanico: in molti potrebbero pensare che aggiusta una macchina utensile ma in realtà non è così, perché sarà la persona che darà uno stampo alla macchina. I mestieri sono molti e anche le specializzazioni e ci sono delle terminologie che possono trarre in inganno, non solo i ragazzi ma anche gli adulti.

L’artigianato è un patrimonio italiano enorme e vogliamo preservarlo e farlo conoscere alle nuove generazioni. Non abbiamo una particolare predilezione per i vari settori del lavoro, anche se prediligiamo i settori scientifici. Ad oggi sono i settori che hanno maggior sbocco professionale, con la minor affluenza e soprattutto sono fra i settori di sviluppo economico della società. L’ innovazione tecnologica, le nuove tecnologie, la ricerca scientifica sono i settori che portano a sbocchi di migliori condizioni di vita e migliori condizioni di lavoro rispetto ad altri tipi di lavoro, non per questo meno nobili, ma a volte meno richiesti. Per esempio studiare lettere moderne è una buona scelta ma, se tutti studiassero solo lettere moderne, ci sarebbe un sovraccarico di offerta con una richiesta che però è sempre la stessa. Mentre alle facoltà scientifiche abbiamo un’ adesione molto inferiore e la richiesta di specializzati o tecnici è in continua crescita.

Tra l’altro, uno degli obiettivi, non palesi ma velati, è quello di spingere molto le ragazze a non aver paura a confrontarsi anche sul settore tecnico perché ci sono dei settori dove le donne non sono ancora presenti. Viviamo ancora molto di stereotipi nella nostra società italiana.

I centri di orientamento dell’ Associazione sono presenti sul territorio italiano ma non in maniera capillare. Può un giovane studente che non ha la possibilità di avere un centro territorialmente vicino, rivolgersi a voi per usufruire del vostro sostegno?

Senz’altro. È più facile se c’è un centro di orientamento perché sono gli orientatori a segnalarci i ragazzi, ma tutti i professori delle scuole possono segnalarci gli studenti che a loro sembrano motivati. Noi utilizziamo un metodo diverso dagli altri, non ho mai voluto usare il metodo del merito, perché per noi è più importante la motivazione che il voto che si ha. Poniamo che un ragazzo abbia tutte sufficienze e si sente portato per qualcosa che però in quel momento non lo stimola, il risultato del suo voto non è solo colpa sua. Forse è anche colpa del “sistema scuola” che non ha capito le sue esigenze e magari è un ragazzo che ha una grande volontà per un altro settore ma solo accompagnandolo in questo percorso anche i suoi voti saranno migliori.

Il vostro lavoro si avvale anche di convenzioni e collaborazioni con Università, centri di ricerca, enti e associazioni che svolgono un ruolo cardine sul territorio per informazione scientifica e comunicazione al pubblico. L’Associazione Culturale Chimicare è fra le ultime ad essere stata accolta per iniziare una collaborazione attiva nel territorio. Quanto è importante spiegare la cultura della chimica ai ragazzi, anche se faranno scelte lavorative “non chimiche”?

La chimica è fondamentale. Noi siamo chimica, e conoscere le basi è importante. La chimica non è solo acqua, terra, prodotti di sintesi e molto altro, ma siamo soprattutto noi. Ecco perché avere una conoscenza anche della chimica aiuta a capire meglio molto di noi e del nostro mondo.

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