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“Che mondo sarebbe senza chimica?!” – resoconto della tavola rotonda fra chimici e verso la cittadinanza, presso il Cagliari Festival Scienza 2011

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La chimica della Sardegna, nelle sue espressioni più diversificate e d’eccellenza, si è riunita intorno a un tavolo, martedì 8 novembre, in occasione del Cagliari Festival Scienza.
pubblico alla tavola rotonda "E' possibile un mondo senza chimica?"Dietro al tavolo uno schermo per proiettare video ed immagini a supporto degli interventi, davanti il pubblico numeroso composto in prevalenza da studenti della scuola secondaria di secondo grado, quella che fino a qualche anno fa chiamavamo “scuole superiori”, con i loro insegnanti, insieme ad altri professionisti del mondo scientifico, della cultura in genere ed anche semplici appassionati.
facciata centro culturale ExMàCerto il luogo dell’ex mattatoio di via San Lucifero (ora centro culturale ExMà), ornato tutto intorno da una fila di teste bovine scolpite, una diversa dall’altra, con i suoi due piani, i numerosi ambienti ed un ampio cortile per eventi all’aperto, è sembrato ancora una volta essere la cornice ideale per questo festival di divulgazione della scienza, il Cagliari Festival Scienza, giunto quest’anno alla sua quarta edizione con il titolo “Fra Cielo e Terra”.

Uno sforzo ingente per gli organizzatori del comitato ScienzaSocietàScienza presieduto dalla dott.ssa Carla Romagnino, ampiamente ricompensato non solo dal numero dei partecipanti ma dallo stesso entusiasmo che traspare dagli interventi dei ragazzi prossimi diplomandi delle scuole tecniche della Sardegna, chiamati come protagonisti in un progetto di divulgazione scientifica a tutto campo.

alcuni dei relatori della tavola rotonda
Mentre nella sala conferenza al piano superiore si svolgono presentazioni, incontri e dibattiti, come la nostra tavola rotonda “E’ possibile un mondo senza chimica?”, nell’ampio salone del piano terra, negli altri locali più distaccati e nel cortile tutto intorno è un brulicare di stand dimostrativi dove i ragazzi più grandi, debitamente formati e vestiti di camice, illustrano ai ragazzi più giovani, ai loro familiari ed a tutti i visitatori incuriositi le basi scientifiche del mondo che ci circonda.
visione d'insieme - stand dimostrativiDalla fisica alla chimica, dall’astronomia alla biologia, passando per la matematica e la geologia l’approccio, quando è possibile, è sperimentale e quando proprio non è possibile si presentano per lo meno gli strumenti ed i metodi di lavoro dello scienziato specializzato sull’argomento.
coloranti per tessuti estratti da pianteSi scoprono così antichi metodi di tintura dei filati, basati sull’utilizzo di pigmenti naturali estratti da piante, ma pur sempre costituiti da sostanze chimiche, ai principi fisici che stanno dietro all’impiego degli strumenti di lavoro usati ancora oggi in campo minerario (una realtà molto ben conosciuta, e purtroppo oggi non più sufficientemente valorizzata in Sardegna), all’impiego di estratti colorati di fiori come la rosa e l’ibisco per determinare il pH della soluzioni, fino alla presentazione delle conseguenze talvolta inaspettate e sorprendenti della proprietà fisiche di materiali anche di uso comune.
A completare la zona degli stand una ricca raccolta di totem formati da pannelli illustrativi, a descrizione dei grandi personaggi che hanno tracciato la storia della scienza ed in senso più ampio della cultura degli ultimi secoli: da Linus Pauling a Lavosier, da Marie Curie a Mendeleev, con una serie di pannelli di straordinaria fruibilità nella loro immediatezza comunicativa relativi alla storia della scienza e degli scienziati italiani in questi ultimi 150 anni, ovvero a partire dall’unificazione geografica e politica del nostro Paese.
stand con dimostrazioni di effetti fisiciSi scopre così, per taluni inaspettatamente, la ricca e continua tradizione scientifica italiana, una cultura di fondo che, al di là degli ostacoli e dei mancati supporti economici, pare chiaramente continuare anche ai giorni nostri, come dimostra la ricca collezione di esempi e di “casi di studio” portata in scena proprio in occasione della tavola rotonda “E’ possibile un mondo senza chimica?”.

La domanda, posta in questi termini, suona certamente come una provocazione, specie per gli addetti ai lavori.   Ecco che allora si procede con gli opportuni “distinguo” fra la chimica in quanto scienza naturale, quella sulla base del quale sono composte tutte le cose materiali che compongono il nostro mondo, compreso il nostro stesso corpo (questa chimica è chiaramente imprescindibile in quanto fondamento stesso del mondo così come lo intendiamo) e la chimica di derivazione antropica, quella dei prodotti di sintesi, dell’industria chimica, spesso ottenuti a partire da fonti naturali, sempre comunque pensati e sviluppati per rispondere ai bisogni dell’uomo (curarsi, vestirsi, muoversi, dotarsi di oggetti, comunicare, ecc).  Una chimica questa che, per quanto tacciata talvolta di distaccarsi in modo eccessivo dalla natura, basandosi su mere logiche di profitto, ha saputo migliorare nell’ultimo secolo in modo determinante la qualità e la speranza di vita dell’umanità, aprendo gli occhi negli ultimi decenni non solo al nostro futuro immediato di specie umana, ma al destino ed alla salvaguardia dei delicati ecosistemi che sono la risorsa certamente più importante del nostro pianeta.

Maria Vittoria Massidda

Maria Vittoria Massidda

Dopo una breve apertura dei lavori da parte della dott.ssa Maria Vittoria Massidda in qualità di organizzatrice del Festival in seno al comitato ScienzaSocietà Scienza, la parola è passata al presidente dell’Associazione Culturale Chimicare, il chimico Franco Rosso, chiamato a coordinare la tavola rotonda con lo scopo di riportare le varie esperienze dei relatori, alcune più generali, altre indubbiamente più specialistiche, nell’ambito del quadro del convegno, ovvero del suo titolo, consentendo al pubblico in sala, composto prevalentemente da “non addetti ai lavori” di poter seguire ed apprezzare gli interventi come tasselli di un quadro unitario, quello che fa per l’appunto della chimica uno dei pilastri sui quali si poggia la nostra vita di tutti i giorni.

Davide Peddis

Davide Peddis

Il concetto stesso di chimica, il significato del termine ed il suo campo di pertinenza, fino all’avanguardia del mondo delle nanotecnologie: un modus operandi che fino a pochi anni fa è stato il sogno di generazioni di chimici, nella speranza di poter manipolare singolarmente gli atomi per la creazione di strutture microscopiche, talvolta di veri e propri congegni, in tutto simili a quelli del nostro mondo macroscopico, semplicemente su scala nanometrica: su questi argomenti si è basato l’intervento di Davide Peddis, ricercatore associato presso l’Istituto di Struttura della Materia del CNR ed il dipartimento di scienze chimiche dell’Università di Cagliari.

Luca Mameli

Subito dopo, l’intervento di Luca Mameli, chimico libero professionista intervenuto in qualità di rappresentante dell’Ordine dei Chimici di Cagliari, Nuovo ed Oristano ha riportato l’attenzione del pubblico a confrontarsi con ben più contingenti problemi, questioni che se non affrontati adeguatamente possono a ragione mettere in forse lo sviluppo stesso della chimica, oltre che di numerosi altri settori industriali: stiamo parlando della gestione dei rifiuti, compresi quelli pericolosi.   Un contesto normativo, analitico ed operativo in continua evoluzione, dove il chimico gioca un ruolo essenziale, anche nella prospettiva del riutilizzo dei rifiuti e delle necessità di bonifiche ambientali dei siti eventualmente contaminati, in una logica razionale secondo la quale – stando al parere del coordinatore – solo la chimica ha tutte le carte in regola per poter controllare la chimica medesima.
Quasi a fare da contaltare a queste problematiche è seguito l’intervento di Daniela Monstesu che, in relazione all’attività di coordinamento dei settori qualità ed ambiente attualmente svolta presso la ditta OttanaPolimeri (gruppo Indorama) ha parlato in qualità di esperta nel settore dei polimeri plastici ed in particolare dei poliesteri come il PET delle bottiglie in plastica, evidenziando aspetti per molti inattesi della problematica.   Una bottiglia in plastica pesa molto meno di una in vetro, quindi il suo trasporto richiede meno energia; il materiale del quale è costituita può essere riciclato varie volte e, alla fine del ciclo, può essere utilizzato come fonte energetica al pari del petrolio originale dal quale è stata ricavata.

Oltre alle sequenze di slide ed ai simpatici video portati sullo schermo dai relatori, la tavola rotonda è stata accompagnata dalla proiezione del noto video prodotto dalla Federchimica “Vivere senza chimica”, ormai un must per chiunque voglia far comprendere, anche a livello empatico, il ruolo che oggi gioca la chimica, ad iniziare da quella di sintesi, nella nostro vita quotidiana e domestica.

Efisio Scano

Efisio Scano

Con il suo intervento Efisio Scano, chimico industriale operante nel contesto del Parco Scientifico e Tecnologico Sardegna Ricerche, ha invece voluto affrontare la sfida di tracciare un’antologia delle assonanze e delle opportunità di sviluppo che si possono incontrare nel complesso percorso che unisce le risorse agro-alimentari con il settore energetico, andando così a definire uno degli aspetti portanti della cosiddetta Green Technology, della quale la Green Chemistry costituisce un aspetto essenziale.

Paola Meloni

Paola Meloni

Dal macro al micro, ovvero dall’economia (ed ecologia) su scala globale alla fragilità di un patrimonio unico, fatto di dettagli da preservare, come quello delle belle arti in quella sorta di museo a cielo aperto che è il nostro Paese.   Dettagli che a volte letteralmente “scompaiono” a seguito dei processi di corrosione o sono oscurati da strati anneriti di depositi di sostanze inquinanti: l’intervento di Paola Meloni, geologo e ricercatrice in Scienza e Tecnologia dei Materiali presso l’Istituto di Ingegneria Chimica e dei Materiali presso l’Università di Cagliari, ha saputo illustrare anche per mezzo di immagini inequivocabili l’urgenza imposta dalla necessità di intervenire tempestivamente, e con tutta la conoscenza chimica necessaria, nelle fasi di restauro, nonché in partnership con i chimici nelle fasi delle nuove progettazioni, per far sì che il nostro patrimonio artistico, ed in particolare quello statuario, si preservino in condizioni ottimali negli anni.

Maura Monduzzi

Maura Monduzzi

La tavola rotonda è stata chiusa dall’intervento magistrale di Maura Monduzzi, in rappresentanza della sezione Sardegna della Società Chimica Italiana, chimico industriale ordinario di Chimica Fisica presso l’Università di Cagliari, nonché direttore del centro di nanobiotenologie della Sardegna.  In una panoramica riassuntiva che ha voluto ripercorrere tutte le tematiche fino ad allora sollevate nell’ambito della tavola rotonda, opportunamente arricchita da citazioni sui lipidi nanostrutturati che costituiscono uno dei suoi principali oggetti di studio, la professoressa Monduzzi ha voluto declinare il tema iniziale del convegno (E’ possibile un mondo senza chimica?) in una seconda domanda, questa certamente meno provocatoria ma in qualche modo più concreta, rivolta a tutti noi: “Che mondo sarebbe senza chimica?”.
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Il Cagliari Festival Scienza, 4° edizione 2011 con il titolo di “Fra Cielo e Terra” si è tenuto a Cagliari presso il centro culturale ExMà, via San Lucifero tra il 4 ed il 12 novembre, con una giornata straordinaria fissata per il 19 dello stesso mese.
Per ulteriori informazioni relative all’evento, alla programmazione, ai personaggi ed al comitato organizzatore, si consiglia di consultare le seguenti pagine web:

ragazzi presso ingresso ExMàArticolo di lancio del Festival su Chimicare.org

Sito web del comitato ScienzaSocietàScienza

Brochure con calendario completo degli eventi

Pagina Facebook del comitato ScienzaSocietàScienza
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