zona3
zona5-zona6

Comunicare la Scienza tramite i blog: intervista a Corrado Prever, webmaster

Print Friendly, PDF & Email

[ Intervista a Corrado Prever, webmaster ed esperto SEO con formazione scientifica (geologo), con alle spalle un’esperienza da blogger, nonché storico associato Chimicare. ]

Chimicare – La comunicazione scientifica ai tempi del web.2: mettendosi dal punto di vista dell’utente, ovvero del navigatore, quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi del pluralismo democratico applicato ai mezzi informativi?

Corrado PreverC.P. – Prima di tutto un saluto a tutti gli associati, è un privilegio poter essere qui oggi seppur in forma virtuale per rispondere a queste domande.
L’utente di internet oggi si trova di fronte davvero ad un mare di informazioni, un oceano, quasi sempre disorganizzate, spesso frammentarie e talvolta errate.  Non è raro trovare pagine mancanti, collegamenti poco chiari, siti che parlano di tutto e di niente.
Gli algoritmi di ricerca di Google e di altri motori di ricerca ancora sono ben lontani dal capire se le pagine che suggeriscono nella ‘top ten’ sono davvero le pagine migliori qualitativamente e quantitativamente in merito ad una certa ricerca effettuata.
Nonostante questo quadro i vantaggi che ha oggi l’utente sono comunque indubbi.   Nell’era del web 2.0 non solo è possibile reperire informazioni di qualità ma anche intervenire in prima persona scrivendo opinioni, considerazioni, esperienze, suggerimenti.  Basta pensare a quanto possa essere utile il reperimento di informazioni durante lo svolgimento di studi superiori o universitari, basta pensare alla facilità di avere dati tramite wikipedia o altri siti di settore di indubbio valore scientifico come Chimicare.org.
GoogleSolo venti anni fa era una cosa impensabile… si andava in biblioteca, si perdevano ore cercando volumi ed articoli essenziali ai propri studi.  Non che mancasse di fascino ma oggi le stesse cose si possono fare con pochi click.
Pensiamo poi a chi sta cercando informazioni di tipo medico in merito alle proprie malattie o a quelle dei propri cari.  In questo caso il web 2.0 è essenziale e penso dia davvero il meglio di se mettendo in contatto diretto dottori, scienziati, pazienti, ricercatori.
A parte la condivisione tramite blog o forum delle informazioni di base e di dettaglio diventa essenziale il dibattito sulle ‘proprie’ condizioni.  Interessa sapere chi ‘nelle stesse condizioni’ ha fatto cosa.  Alcune mamme trovano in rete soluzioni per i propri figli affetti da malattie così rare che nessuno le riesce a diagnosticare, e di fronte a medici troppo occupati per poter ‘cercare’ nel mare di internet qualcosa salta fuori.
Il problema principale della divulgazione scientifica web 2.0 quindi è di tipo qualitativo più che quantitativo.  Non è semplice per i neofiti, districarsi nelle giungle di forum, blog, siti personali, siti di informazione, portali, rubriche.
siti webSovente manca un controllo di quanto è pubblico e disponibile, ed associando questo al fatto che è ben difficile stabilire la qualità di una pubblicazione con un algoritmo di ricerca l’utente spesso si trova di fronte ad un lungo e laborioso processo di filtraggio ed analisi delle informazioni, dei contenuti, degli autori, delle fonti.
Persino Wikipedia che è un ottimo progetto nato e portato avanti da sempre con rigore e coerenza non riesce a garantire che di fatto le informazioni riportate siano veritiere e fondate.  Se nessun esperto di un certo settore scientifico si prende la briga di correggere quanto scritto precedentemente da qualcun altro (anche se in assoluta buonafede) in merito ad un articolo le informazioni errate possono rimanere disponibili e pubbliche per anni.
Il fenomeno è diffuso a tutti i livelli ma davvero molto amplificato in merito alla divulgazione scientifica dove il rigore e la professionalità sono requisiti essenziali.
Non dimentichiamo poi che internet replica se stessa e una informazione errata di partenza potrebbe potenzialmente venir copiata, divulgata, proposta in centinaia di siti… e tanto più si diffonde… tanto più diventa reale e certa e corretta per l’algoritmo di ricerca.
Da sempre sono favorevole ad una più seria regolamentazione dei contenuti e delle responsabilità su Internet, specie nel settore medico/scientifico, a parte questo credo che conoscere le risorse online sapendo come e cosa cercare sia una necessità fondamentale per le nuove generazioni, necessità che prima non c’era.

Chimicare – Dai siti statici a quelli dinamici: quali vantaggi ed eventualmente anche quali problematiche comporta l’adozione di CMS nati inizialmente per i blog “formato diario” per chi è intenzionato a fare della divulgazione o dell’informazione scientifica sul web?

World Wide WebC.P. – Originariamente il web è stato concepito come modo per visualizzare documenti ipertestuali statici (creati con l’uso del linguaggio HTML) questo approccio è definito come Web 1.0.
In seguito, grazie all’integrazione di pagine HTML con database e all’utilizzo di sistemi di gestione dei contenuti (CMS) Internet si è evoluta e verso la fine degli anni 90 sono comparsi i siti dinamici (ad esempio i forum o i blog); questo web dinamico è stato da alcuni definito Web 1.5. Per la prima volta gli utenti del sito internet non si limitavano a ‘leggere’ i contenuti ma erano interattivamente in grado di commentare e creare a loro volta altri contenuti.
Il Web 2.0. è un termine utilizzato per indicare uno stato di evoluzione del World Wide Web, rispetto alla condizione precedente Web 1.5. ma di fatto è tecnicamente uguale.
Si tende a indicare come Web 2.0 l’insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno elevato livello di interazione tra il sito e l’utente.
La differenza, più che altro, sta nell’approccio con il quale gli utenti si rivolgono al Web, che passa fondamentalmente dalla semplice consultazione alla possibilità di contribuire popolando e alimentando il Web con propri contenuti.
I siti web dinamici sono formati da pagine web dinamiche e presentano contenuti redatti dinamicamente cioè grazie al collegamento con un database e forniscono contenuti che possono variare in base a più fattori (che utente si collega, cosa richiede, quando lo richiede).  Sottolineo che nulla questa definizione ha a che vedere con la presenza di grafica sul sito che appare ‘dinamica ed in movimento’. Vi può essere l’interazione con uno o più database, la presenza di moduli per l’invio di email, e-commerce, o altre operazioni.
Venendo direttamente ai CMS direi che oggi (la cosa è cambiata enormemente negli ultimi 4/5 anni) danno la possibilità a quasi tutti gli autori di creare un proprio sito internet su cui discutere gli argomenti preferiti o divulgare i propri contenuti.  I CMS ‘puri’ come Joomla o Drupal ed altri sono nati per agevolare il lavoro di sviluppatori di siti internet come me o di utenti comunque esperti.  Questo significa che spesso sono farraginosi e complicati da gestire per un utente medio.
logo di WordPressVolendo dare ai miei clienti un prodotto completo che dopo lo start-up possa essere ‘usato’ e ‘gestito’ veramente in autonomia oggi come oggi consiglio sempre WordPress come piattaforma CMS.
La prima versione di WordPress fu rilasciata il 27 Maggio 2003 dai fondatori Matt Mullenweg e Mike Little.  WordPress è una piattaforma software di “personal publishing” e “content management system” (CMS), sviluppata in linguaggio PHP e che usa come database MySQL.  Consente la creazione di un sito internet formato da contenuti testuali o multimediali, facilmente gestibili ed aggiornabili il tutto è gratuito essendo fornito con la licenza GNU General Public License.   Nato come piattaforma per blog, a causa di questo, ha sempre mantenuto una interfaccia per l’autore molto intuitiva e semplice da utilizzare, ma negli anni le possibilità di personalizzare WordPress (sia nella grafica sia nelle funzioni disponibili) sono esplose e di fatto oggi è possibile creare con la stessa piattaforma non solo un blog ma un sito di divulgazione, un sito di ecommerce, un sito di rating e recensioni.
Non entro nei dettagli ma tramite i temi e i plugin disponibili la personalizzazione di WordPress ha ben pochi limiti.  In merito a questo per chi fosse interessato ricordo che sono aperte le iscrizioni al Corso di Tecniche e Tattiche nel blogging Scientifico Divulgativo.  In tale corso durante il mio intervento nella seconda giornata illustrerò le basi per poter in autonomia gestire le personalizzazioni base di WordPress.
Le problematiche sin ora riscontrate sono di gran lunga inferiori ai benefici, mi riferisco ad una certa lentezza del sito ( WordPress richiede comunque un buon servizio di hosting ) e forse ad una eccessiva standardizzazione dei siti, ma in questo caso forse più che a WordPress bisognerebbe dare la colpa alla scarsa fantasia dei programmatori e degli sviluppatori web.

Chimicare – Sono numerosi ormai i servizi nel web che mettono a disposizione degli aspiranti blogger spazio e strumenti gratuiti per creare in modo semplificato dei blog. La stragrande maggioranza dei blogger, alcuni anche fra i più noti ed autorevoli, si appoggiano a piattaforme di questo tipo. Per quale ragione un blogger che prenda il suo impegno in modo serio dovrebbe pensare ad un dominio autonomo?

social media communicationC.P. – La gestione di un CMS, come dicevo prima, non è così semplice ed in passato lo era ancora meno; oltre a questo costi di avere un proprio sito non erano uno scherzo.   Per questi motivi tanti blogger non avendo tempo di stare dietro anche agli aspetti tecnici del blog hanno scelto il compromesso di usare delle piattaforme già pronte e disponibili, spesso gratuite.
Senza nulla togliere ai contenuti degli articoli proposti, molte volte di altissimo livello, purtroppo la cornice di questi servizi di blogging è limitata da quanto il gestore del servizio concede loro.
L’equilibrio tra contenuto e contenitore ha il suo intervallo, oltre un certo punto la qualità del contenitore influisce anche sui contenuti ed è impensabile strutturare certi siti usando servizi gratuiti.
Non dimentichiamo poi che non siamo noi i reali padroni del sito, da un giorno all’altro il servizio di blogging gratuito offerto può chiudere i battenti, cambiare, peggiorare, diventare a pagamento, inficiare magari anni di lavoro.  Non ultimo per importanza un dominio di primo livello di un sito ha innumerevoli vantaggi sia in immagine sia in termini di SEO, vantaggi incomparabili rispetto ad un sottodominio di un altro sito come di solito sono questi servizi di blogging.
Se in passato quindi c’era effettivamente un motivo (tecnico ed economico) per scegliere un servizio di blogging gratuito e pronto all’uso, oggi giorno ritengo che questo motivo, per un blogger serio non sussista più.  Con un minimo di sforzo in più ed modesto investimento per la realizzazione del sito ed il suo mantenimento nel tempo si può produrre con WordPress un sito di eccellenza che ben gestito non tarderà a dare vere soddisfazioni.

Chimicare – La forma ed il contenuto: in questo caso il sito (ed all’interno di esso la specifica pagina) con tutti i suoi accorgimenti tecnici di realizzazione, rispetto alla qualità del testo in esso inserito (scelta dell’argomento, esaurienza della trattazione, correttezza tecnica e linguistica, ecc).  Come si assesta e come si sta evolvendo nello scenario futuro il rapporto fra i pesi di questi due aspetti della comunicazione telematica?

C.P. – Non voglio entrare troppo nel tecnicismo di come è costituita e strutturata una pagina web nel suo codice HTML5 e di come i vari fattori influiscano sul SEO (search engine optimization), cioè sulla potenzialità che ha una pagina web ben fatta di finire in cima ai risultati proposti di Google.   Mi limiterò a dire che negli anni, per quanto possibile, gli algoritmi proposti dai motori di ricerca diventano via via più sofisticati in modo da premiare siti che gli utenti stessi hanno premiato… con link, con citazioni, con rimandi, con segnalazioni nei social, con pagine ‘mi piace’.
relazioni e pensiero scientificoAnche se il futuro è tutto nel web ‘semantico’ e nella ricerca della ‘intelligenza artificiale’ per ora un motore di ricerca al di là di una correttezza linguistica di regole non è in grado di CAPIRE la completezza, la correttezza e l’esaustività di quello che c’è scritto su una pagina.  Alla fine dipenderà ancora per molto tempo dal filtro umano.
Detto questo e tornando alla prima domanda dell’intervista, si capisce come per gli utenti sia altissimo il valore aggiunto dato da Chimicare e da altri siti di divulgazione scientifica di ottimo livello.

Per conoscere meglio ed eventualmente contattare Corrado Prever [pagina LinkenIn]

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sostieni la divulgazione della Chimica
Il tuo libero contributo sarà interamente devoluto alle attività di divulgazione della Chimica.
zona1




CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO
RICHIEDI LA NEWSLETTER
Una mail settimanale con gli aggiornamenti delle pubblicazioni, le attività dell'Associazione e le novità del mondo della divulgazione chimica
SEGUI CHIMICARE ANCHE SU FACEBOOK
segui chimicare anche su facebook
ARTICOLI RECENTI
ARCHIVIO ARTICOLI PER MESE
SEGUI CHIMICARE ANCHE SU TWITTER
Non solo gli aggiornamenti degli articoli pubblicati sui nostri blog e le novità del Carnevale della Chimica, ma anche le segnalazioni dei migliori interventi di divulgazione chimica in lingua italiana nel web.