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Dalle riflessioni di Jean Marie Lehn…Chimica, perchè spaventa?

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di Silvia Caruso

 

Per i bambini di oggi la chimica è un modo divertente di giocare.Si creano facilmente strani effetti speciali con provette, colori, bolle di sapone e magie “chimiche” di ogni sorta. Fin da piccoli capiscono che la chimica non è pericolosa in assoluto, ma bisogna capirla per non spaventarsi e farsi del male. Ma non è sempre stato così.

Chi è stato bambino nel dopoguerra ha conosciuto una chimica che faceva “paura”, che provocava danni all’ambiente e alla salute. E crescendo è rimasta la sfiducia nella chimica, anche se il mondo progrediva e migliorava proprio grazie alla chimica e alle sue scoperte.

“Le scienze fisiche e chimiche hanno cambiato profondamente le condizioni di vita dell’umanità.
La chimica in particolare ha avuto un ruolo fondamentale: il suo potere creativo ha reso disponibili un gran numero di materiali e processi per la trasformazione della materia: che però sono stati spesso percepiti come non naturali, in opposizione a quelli naturali” –commenta Jean Marie Lehn intervenendo in onore dell’ Anno Internazionale della Chimica.

Ancora oggi  per molti “chimico” è sinonimo di “non naturale” e dunque pericoloso e dannoso. È vero che le sostanze chimiche sono principalmente di origine sintetica e prodotte a livello industriale, ma è altrettanto vero che le sostanze “naturali” non sono innocue.

La moderna chimica di sintesi è molto più sicura, regolamentata e controllata della chimica “naturale”.
Per esempio gli additivi alimentari che si trovano nei cibi “non fanno male” perché chimici, ma sono stati approvati per quello scopo nutrizionale dopo aver dimostrato la loro innocuità per l’uomo.

Stramonio-pianta molto velenosa presente in natura

Preparare un infuso con piante che si raccolgono nel bosco potrebbe essere più pericoloso.
Nella tisana “naturale” che si sta preparando ci potrebbero essere sostanze dannose per l’organismo e nessuno ve lo segnalerà.

“[…]Bruce Ames ha applicato il suo popolarissimo test, che stabilisce la carcinogenicità dei composti artificiali, ai composti comunemente presenti nei nostri cibi: ha concluso, in modo che si può ben dire inaspettato, che «i pesticidi alimentari sono tutti al 99,99% naturali»!”- Jean Marie Lehn.

Oggi la vita è ricca di chimica, è  tutto intorno a noi, ma spesso non viene percepita.
Chi ha paura quando si lava i denti, deodora o fa il bucato? E si mette il cappotto, prende l’auto, mangia la brioche, si cura…?

La chimica ha un ruolo centrale nella scienza e nella Società, sia per il posto che occupa nelle scienze naturali e, in generale, nella conoscenza, che per la sua importanza economica e la diffusa presenza nella vita di tutti i giorni. Dato che è presente dovunque, tende a essere ignorata e a passare inosservata.
Non si auto-promuove, ma senza di essa risultati che a buona ragione consideriamo spettacolari non avrebbero mai visto la luce: parliamo dei progressi terapeutici, dei risultati delle imprese spaziali, delle meraviglie della tecnologia, e via discorrendo: persino un processo di importanza pratica così fondamentale come la scissione dell’atomo è stato una scoperta chimica.
La chimica contribuisce ai bisogni dell’umanità in termini di cibo, di medicine, di abitazioni, di vestizione, di energia, di trasporto, di comunicazioni”-
Jean Marie Lehn.

La chimica moderna crea innovazione, porta alla scoperta di molecole che non esistono in natura ma che ci aiutano a creare nuovi sistemi tecnico-scientifici.
Forse si crede che la chimica “creata dall’uomo” in qualche modo possa cambiare la natura.

Chimica “è la scienza delle interazioni, delle trasformazioni, e dei modelli. E nell’oggetto (nelle molecole e nei materiali) la chimica esprime le sue capacità creative: la sintesi chimica ha il potere di creare nuove molecole, e nuovi materiali con proprietà nuove” ma nessun uomo sarà in grado di ricreare la chimica perfetta del corpo umano o delle molecole della vita.

La chimica moderna indaga nel “supramolecolare”, esplora nelle “nanoparticelle”, cerca di capire come le interazioni molecolari possano rafforzare o ammorbidire un materiale.
Esplorare i sistemi che non si conoscono vuol dire anche rischiare, ed è per questo che la ricerca chimica non è priva di rischi e conseguenze.
Se Marie Curie non avesse rischiato, o Pasteur, Fleming…?

[…] Anche se si prendono tutte le possibili precauzioni, ogni decisione comporta comunque un rischio. Certo, la conoscenza aumenta, e a posteriori alcune decisioni del passato possono sembrare tragici errori: ma non si può riscrivere la storia, e d’altronde lo stesso fatto di vivere è in sé un rischio! Il nostro dovere è ottimizzare le possibilità e minimizzare i rischi. Nella chimica, come del resto in tutte le scienze, il bicchiere per alcuni è per metà pieno, per altri è per metà vuoto: ma se uno può bere la metà piena, non può fare molto con la metà vuota. Tutto il discorrere che si fa sul principio di precauzione porta a nulla. E far nulla è un rischio molto maggiore che fare qualcosa”- Jean Marie Lehn.

Ecco perché la chimica dei ragazzi moderni deve essere un gioco: cresceranno con la consapevolezza che “non naturale” non vuol dire dannoso ma può essere un punto di partenza per migliorare anche il nostro “naturale” mondo.

“Quando la natura finisce di produrre le proprie specie, l’uomo incomincia a creare, usando cose naturali e con l’aiuto della natura, un’infinità di specie”. Leonardo Da Vinci

 

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