i vantaggi del fitocomplesso (1° parte)

Si sente parlare piuttosto spesso, a sostegno della fitoterapia, del valore e dei benefici che derivano dal cosiddetto “fitocomplesso”. Questo concetto, in particolare, viene impugnato dai sostenitori dell’erboristeria quando si intende paragonare un rimedio di origine naturale, e specificamente vegetale, con un analogo farmaco di sintesi. fitoterapia Nei paragrafi che seguono verrà esaminato il concetto stesso di fitocomplesso e saranno argomentate le possibili ragioni per le quali questo potrebbe risultare di particolare interesse nell’ambito di una terapia intelligente.

Come prima cosa ho voluto però verificare le definizioni correnti disponibili sul web per questo concetto in realtà tutt’altro che banale. Riporto di seguito le più significative, purchè non esattamente sovrapponibili fra loro, trovate fra i primi 20 risultati dal motore di ricerca Google per l’espressione “fitocomplesso definizione”:

Secondo Wikipedia, in data 29/12/2009:
”Si va sempre più affermando il concetto di “fitocomplesso” quale insieme di sostanze di origine vegetale non riproducibili per sintesi chimica.”

Secondo la dott.ssa E. Valzania (Università di Modena e Reggio Emilia)
“Vi è una distinzione fra principio attivo isolato e quell’insieme di sostanze con cui il principio attivo si trova associato nel vegetale, insieme che si può definire fitocomplesso. Con il termine fitocomplesso possiamo definire e intendere tutto ciò che della pianta costituisce la parte attiva e che serve a caratterizzare la sua particolare fisionomia clinica e farmacologica. Al fitocomplesso e non ai singoli principi attivi isolati, dovrebbe esserre attribuita l’azione della droga. In tale azione i singoli elementi del fitocomplesso entrerebbero come necessari componenti e, la presenza o meno di ognuno di essi, indurrà inevitabilmente una variazione della risultante ultima: azione farmacologia e terapeutica della pianta medicinale”

Secondo il dott. Maurizio Sberna (Corso di Medicina Naturale Pediatrica)
“Il Fitocomplesso della pianta medicinale è costituito da un insieme di sostanze dotate di attività terapeutica evidente e conosciuta (principi attivi) e altre che collaborano e coadiuvano l’attività dei Principi Attivi (metabolici secondari) modulandone la farmacocinetica, l’assorbimento, il metabolismo, l’eliminazione e di conseguenza il profilo farmacologico. L’attività di una pianta medicinale va considerata come il risultato dinamico e armonico di tutte le sostanze contenute nel fitocomplesso. Ciò determina effetti non raggiungibili con l’impiego dei singoli principi attivi isolati.

Secondo la Milte Italia SpA
“Il fitocomplesso è senza dubbio il concetto più importante che si deve conoscere per chi si avvicina alla fitoterapia. Ogni pianta medicinale ha una sua propria composizione chimica, definita con precisione in questi ultimi anni grazie ad apparecchiature sofisticate. Essa comprende un numero più o meno grande di sostanze chimiche, la maggior parte delle quali dotate di una loro propria attività medicamentosa, mentre alcune sono considerate inerti, ad esempio cellulosa e lignine. Esse, prese tutte assieme, formano appunto quello che si definisce fitocomplesso.”

Secondo il prof. Mastronardi (Corso Triennale di Formazione in Naturopatia – presso: Istituto di Alta Formazione – Roma)
“Volendo dare una definizione di Fitocomplesso, si può dire che esso è una entità biochimica complessa che rappresenta l’unità farmacologica integrale delle piante medicinali.”

Secondo l’azienda Protection srl
“Il “fitocomplesso” è l’insieme dei principi attivi estratti da una pianta responsabile di una specifica attività biologica. Viste le molteplicità di fattori che vanno a incidere sulla biosintesi dei principi attivi e quindi sulla composizione quali-quantitativa della pianta, è fondamentale adottare un metodo che definisca in modo preciso e costante la composizione dell’estratto che si intende usare e che partite diverse di estratti della stessa pianta devono essere simili nella loro composizione chimica.”

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Al termine di questa seppur breve verifica sul web italiano posso dirmi tutt’altro che soddisfatto dalle definizioni reperite.

Lo stesso concetto di fitocomplesso sembrerebbe essere se non un’esclusiva italiana, per lo meno una nostra passione, dal momento che a memoria non ricordavo in effetti di averne sentito parlare, magari tradotto in altro modo, con altri giri di parole, negli articoli di letteratura scientifica letti negli ultimi anni proprio a proposito di estratti di origine vegetale attivi dal punto di vista biologico e considerati, nel contesto dell’articolo stesso, dal punto di vista analitico-composizionale.
La traduzione letterale in “phytocomplex” registra in Google in data odierna solo 59700 hits, dei quali una buona parte di origine italiana tradotti poi in inglese, contro i ben 26500 hits di “fitocomplesso”, in lingua italiana. Per un qualsiasi termine scientifico tradotto nelle due lingue il rapporto sarebbe ben superiore al circa 2:1 qui riscontrato fra letteratura in lingua inglese e in lingua italiana.
Se qualche lettore volesse eventualmente suggerirmi una traduzione più consona per il termine fitocomplesso in lingua inglese, ovvero quella utilizzata più correntemente dagli anglofoni, gli sarei veramente grato in quanto non mi è stato finora possibile reperirne una, come appunto dicevo, neppure nell’ambito degli articoli scientifici che in linea di principio dovrebbero costituire il substrato naturale per l’introduzione e l’utilizzo di questo concetto.

Ma torniamo alla suddetta insoddisfazione che ho provato leggendo le definizioni più significative reperite per i primi 20 hits fornito da Google per la ricerca dell’espressione “fitocomplesso definizione”.
Appare evidente e probabilmente figlio del contesto nel quale queste definizioni nascono, che dietro alla parola fitocomplesso non via sia in effetti una base chimico-strutturale, e forse forse neppure così funzionale specifica come si vorrebbe far intendere, bensì una fortissima, in sostanza unica, base di tipo botanico, quella che si può anche definire “l’impronta digitale chemiotassonomica” della pianta alla quale il fitocomplesso si riferisce.
Proprio in funzione del valore che a titolo personale ripongo nel significato più profondo del termine, nonché delle sue implicazioni teoriche ed applicative nell’ambito della fitoterapia, mi appresto pertanto a formulare nel post che segue una definizione più specifica e rigorosamente “chimica” del significato del termine “fitocomplesso”.

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