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La diffusione della cultura della chimica al di fuori della scuola: dalla realizzazione di un database alle considerazioni di metodo

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L’articolo in oggetto è stato presentato dai suoi autori, Franco Rosso e Francesca di Monte, come contributo orale e poster in occasione del XVIII Congresso Nazionale della Divisione di Didattica della Società Chimica Italiana (Napoli, 11-13 ottobre 2013).
Il lavoro originale è scaturito dalla ricerca effettuata nel 2012 da Francesca di Monte in qualità di tesi conclusiva dello stage svolto presso l’Associazione Culturale Chimicare per il Master in Giornalismo Scientifico e Comunicazione Istituzionale della Scienza organizzato dall’Università degli Studi di Ferrara.

Con questo studio l’associazione Chimicare ha voluto indagare, con criteri il più possibile sistematici ed obiettivi, le modalità attraverso le quali è stata affrontata la divulgazione della chimica (ovvero della sua diffusione culturale in ambiti diversi da quello didattico e da quello professionale) in Italia a partire dalla metà del XIX secolo ai giorni nostri, insieme ai Soggetti che sono stati artefici di tali interventi, con il fine di poter sviluppare un modello supervisionato descrittivo dello scenario, delle relazioni e delle tendenze più attuali della diffusione della cultura della chimica in ambito non professionale e non scolastico nel nostro Paese.

NOTA VIDEO
L’intervento orale, tenuto dal presidente dell’associazione Franco Rosso, si è collocato nell’ambito della IV sessione del Convegno, nel pomeriggio di sabato 12 ottobre, dedicata al tema de “La cultura della chimica dentro e fuori la Scuola: percorsi da enti di ricerca, science centers, istituzioni europee…”, con il coordinamento in qualità di chair man del prof. Michele Antonio Floriano, past-president della DD-SCI.  Lo stesso intervento è stato scelto dai suoi proponenti per venire incontro ad uno degli obiettivi espressamente dichiarati fin dal bando organizzativo di questo XVIII Congresso della DD-SCI: individuare forme di collaborazione tra discipline diverse e tra scuola, enti di ricerca e associazioni per migliorare l’apprendimento scientifico.


 

La diffusione della cultura della chimica al di fuori della scuola:
dalla realizzazione di un database alle considerazioni di metodo

Franco Rosso (1), Francesca di Monte (2)
(1) (2) Associazione Culturale Chimicare (contatti@chimicare.org; www.chimicare.org)
(2) Master in Comunicazione Istituzionale della Scienza – Università degli Studi di Ferrara

 

Riassunto
Attraverso l’allestimento e quindi l’analisi critica di un database sistematico relativo agli interventi a favore della divulgazione scientifica della chimica in ambiti diversi da quello professionale e scolastico condotti fino ad oggi in Italia è stato possibile sviluppare un modello descrittivo dello scenario attuale in materia, dei suoi protagonisti e delle sue tendenze, dal quale emergono elementi di criticità, in primis la carenza di pianificazione e di soggetti organizzati specificamente preposti. 

poster chimicare DDSCI XVIII

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Note lessicali
Nel presente studio con l’espressione DCC (Diffusione della Cultura della Chimica) si intende la diffusione della cultura scientifica della chimica in scenari diversi da quelli rappresentati dalla scuola e dall’aggiornamento professionale, con particolare riferimento alla divulgazione scientifica di questa disciplina verso un target di destinazione costituito da persone di limitata formazione scientifica pregressa.
– Con l’espressione “Soggetti della DCC” si intendono enti, organizzazioni e persone fisiche (agenti per conto di questi ultimi, oppure autonomamente) dai quali dipende l’ideazione e/o la pianificazione e/o la realizzazione di interventi di DCC.
– Con l’espressione “Oggetti della DCC” si intendono gli argomenti, specie quelli di carattere chimico o più in generale tecnico-scientifico, portati a grande pubblico tramite gli Interventi di DCC;
– Con l’espressione “Interventi della DCC” si intendono i prodotti (siano essi materiali come le pubblicazioni o immateriali, come gli eventi e le iniziative) attraverso i quali i Soggetti della DCC operano sullo scenario culturale e sociale.

Finalità
Il presente studio intende indagare, con criteri il più possibile sistematici ed obiettivi, le modalità attraverso le quali è stata affrontata la DCC in Italia a partire dalla metà del XIX secolo ai giorni nostri, insieme ai Soggetti che sono stati artefici di tali interventi, con il fine di poter sviluppare un modello supervisionato descrittivo dello scenario, delle relazioni e delle tendenze più attuali della diffusione della cultura della chimica in ambito non professionale e non scolastico nel nostro Paese.

Metodo
– Ricerca e reperimento di informazioni su tutti gli Interventi concepiti e realizzati, espressamente o collateralmente, a favore della DCC in lingua italiana a partire dalla metà del XIX secolo dei quali sia possibile allo stato attuale raccogliere notizie e dei Soggetti, individuali o organizzati, responsabili di questi Interventi.
opacStrumenti utilizzati: ricerca bibliografica tramite il circuito delle Biblioteche Nazionali e relativi Archivi, per parole-chiave utilizzando l’OPAC SBN e attraverso la classificazione decimale Deway; ricerca sitografica mediante motori di ricerca web; ricerca storico-aneddotica mediante consultazione degli Opinion Leader e dei soggetti istituzionali depositari della memoria storica sugli argomenti in oggetto.
– Realizzazione di un database sistematico a campi uniformati in grado di raccogliere e catalogare tutte le informazioni descrittive degli Interventi e dei Soggetti della DCC in lingua italiana, predisponendo gli stessi ad un’analisi numerica dei dati.
– Analisi statistica multivariata dei dati raccolti nel database mediante software Simca 12.0 (ditta Umetrics), per evidenziare le caratteristiche di distribuzione dei dati e, mediante un approccio di supervisione multivariata, la correlazione esistente tra i fattori e l’eventuale esistenza di clusters tra i dati raccolti.
– In funzione dell’estrema eterogeneità fra i record raccolti, già in una prima fase di familiarizzazione con l’ambiente dei dati, si ammette la ragionevole possibilità di dover successivamente modificare i criteri di sistematizzazione dei dati raccolti.
Risultati
– Un elemento di complessità importante nell’analisi sistematica dei dati raccolti è costituito dalla disomogeneità dei soggetti o attori degli interventi di DCC in termini di natura giuridica degli stessi (da persone fisiche a piccole organizzazioni a grandi enti o Istituzioni pubbliche), della loro continuatività/temporaneità e dal livello di autorevolezza degli stessi.
Questa criticità, emersa in corso d’opera, ha portato ad una revisione interattiva dell’approccio tassonomico verso la descrizione e quindi la classificazione tanto dei Soggetti quanto degli Interventi della DCC.
In particolare, dall’intenzione inziale di utilizzare in qualità di chiave primaria una classificazione per Interventi, in seguito all’acquisizione della prima parte di dati reali si è optato per l’allestimento di due database separati, per quanto strettamente interconnessi fra loro: il primo relativo ai Soggetti della DCC, il secondo relativo agli Interventi della DCC.
– I database costituiti annoverano 122 Interventi finalizzati in modo esclusivo o parziale alla DCC, da parte di 28 Soggetti organizzati (enti, istituti, associazioni, ecc) + … persone fisiche, in un arco temporale compreso tra l’anno 1869 ed il 2012.
soggetti della DCC– Sono stati recensiti in particolare: 48 libri pubblicati, 5 periodici o numeri speciali di periodici, 9 spettacoli teatrali o para-teatrali, 5 concorsi, 11 tipologie di eventi, 24 blog o siti web oltre ad un certo numero di altri Interventi di DCC ibridi o diversamente classificabili.
– Com’era d’altronde prevedibile, è risultato critico, e di conseguenza senza garanzie di esaustività, il reperimento di informazioni attendibili circa gli Interventi di DCC non descritti sulla rete internet (es. quelli precedenti la fine degli anni ’90) qualora essi non abbiano portato alla Pubblicazione di un documento indicizzato tramite gli Archivi di catalogazione bibliografica nazionale (es. eventi territoriali).

Discussione
– Per quanto esistano diversi enti che prevedono, sia nel loro Statuto che nella specifica della loro attività corrente, un impegno a favore della DCC, non sono stati individuati al momento enti diversi da singole persone fisiche che annoverino la DCC come missione unica o primaria.
– Le piccole organizzazioni, quali le associazioni culturali, optano nella maggior parte dei casi per una delimitazione più territoriale che tematica del loro ambito d’azione.
– Le facilitazioni derivanti dal web2.0 stanno gradualmente favorendo l’ingresso sulla scena di professionisti preparati e motivati, dapprima in funzione di un impegno personale ed in seguito sempre più spesso come aggregazione volontaria e non lucrativa, su scala nazionale o internazionale, di un gruppo organizzato a carattere territorialmente diffuso, intorno a tematiche specifiche. In funzione dei criteri per l’assegnazione dell’autorevolezza sul web (web autority) e delle sue ricadute sul posizionamento e quindi sulla reperibilità dell’informazione correlata, le singole persone fisiche, talvolta in modo indipendente dalla qualità reale della loro preparazione su piano scientifico e/o su quello divulgativo e degli Interventi di DCC offerti, vengono poste in concorrenza diretta con la DCC ufficiale operata da Soggetti istituzionali.

soggetti della DCC per supporto– Si riscontra l’assenza di una pianificazione strategica e di coordinamento su scala nazionale di tipo trasversale ai singoli Soggetti della DCC per l’individuazione delle scelte più idonee relativamente ai metodi ed agli oggetti dei singoli Interventi di DCC, con le possibili conseguenze di una parziale vanificazione delle potenziali valenze educative degli interventi e di un indebolimento nella correlazione positiva tra l’importanza di concetti fondanti della disciplina e la loro ricorrenza mediatica.
– Accanto ad una graduale intensificazione degli Interventi da parte di un numero via via crescente di Soggetti a partire dagli anni ‘60, non si assiste invece ad una sostanziale differenziazione negli Oggetti della DCC, in particolare relativamente al settore editoriale cartaceo dove sembra essere già ritenuta sufficientemente “di nicchia” la pubblicazione di un volume specificamente incentrato sulla DCC.
– Si riporta in evidenza la ridotta presenza delle Istituzioni Chimiche e delle Pubbliche Istituzioni nel contesto della produzione editoriale a scopo di DCC: curiosamente, anche qualora gli autori di libri di DCC risultino appartenere al mondo dell’Università o delle Istituzione Chimiche, la presenza ed il nome di questi ultimi risulta per lo più come dato puramente curriculare dell’autore e non in forma di patrocinio, seppur formale, dell’opera.
– Allo stesso modo, qualora sia stato possibile scendere nel merito degli Oggetti trattati, si denota un carattere prevalentemente aneddotico, o eventualmente una prospettiva storica, nella scelta degli Oggetti medesimi e della loro organizzazione nel contesto dei singoli Interventi di DCC, ai quali si è aggiunta in tempi relativamente recenti la prospettiva didascalica ed interpretativa nei confronti dei fenomeni macroscopici del nostro mondo tangibile. Resta invece carente la presentazione in chiave di DCC dei principi fondanti della chimica.

interventi della DCC - dettaglioConclusioni e Prospettive
– Gran parte degli Interventi di DCC in Italia sono costituiti da prodotti editoriali a volume unico, ovvero da libri di saggistica. E’ interessante tuttavia notare come ben raramente questi saggi siano pubblicati e/o patrocinati, anche soltanto sul piano formale, delle Istituzioni Chimiche attive nel nostro Paese, così come dalla rete delle associazioni a carattere scientifico-divulgativo o infine dalle Pubbliche Amministrazioni. Al contrario, anche qualora appartenenti ed attivi presso questo enti, che vengono puntualmente riportati nelle note biografiche e curriculari gli autori di questi libri si muovono sullo scenario della DCC e pubblicano come persone fisiche, per quanto riconosciute come esperte, e non come rappresentanti incaricati di enti.
Nell’eventuale remora di affidare incarichi autoriali personali, ma essendo le singole persone pure indispensabili per poter implementare le linee programmatiche stabilite, le Istituzioni Chimiche rischiano in questo modo di sottrarsi dallo scenario dell’editoria finalizzata alla DCC, permettendo indirettamente che sulla stessa arena concorrano con opportunità paragonabili persone fisiche di grande autorevolezza e bravura, insieme ad altre probabilmente molto meno dotate.
– Al contrario, tanto le Istituzioni Chimiche quanto le organizzazioni a carattere scientifico-divulgativo come ad esempio le associazione, fino alle Pubbliche Amministrazioni locali sembrano invece essere più interessate ad eventi sul territorio, a stretto contatto con la cittadinanza. La ricorrenza di questi eventi di DCC con approccio frontale sembra aver registrato un considerevole incremento a partire dall’inizio del nuovo secolo. Al di là del fatto che la maggior parte di questi eventi è caratterizzato a una portata locale, ad esempio su scala regionale, è da notare che essi difficilmente lasciano una traccia recuperabile e consultabile nel tempo.
– E’ auspicabile nel futuro una maggiore concertazione fra i vari Soggetti della DCC di tipo organizzato, almeno in ambito nazionale (per uniformità di lingua), per una più corretta definizione degli obiettivi, dei metodi e degli Oggetti della DCC, evitando il più possibile il ricorso a metodi di divulgazione scientifica deprecabili o desueti ed il rischio di una copertura a carattere aleatorio o, alternativamente, troppo condizionata dal riscontro mediatico, del campo semantico della chimica.
– In funzione degli obiettivi prefissati nell’ambito della cosiddetta “terza missione” dell’Università e degli Enti di Ricerca italiani, è altresì auspicabile una maggiore collaborazione ed integrazione progettuale tra i grandi enti e le istituzioni già operanti nel contesto della chimica, della ricerca scientifica e dell’educazione e le nuove realtà organizzate come Soggetti della DCC presenti e radicate sul territorio, qualora sussistano i necessari requisiti giuridici, di professionalità e di imparzialità. In un contesto collaborativo come quello auspicato sarebbe valorizzata la sinergia tra il carattere istituzionale e l’autorevolezza dei primi e la pervasività ed operatività dei secondi, in una prospettiva di simbiotico vantaggio tra le organizzazioni.

 panoramica sala del XVII congresso didattica chimica

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