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“Le basi fisiche della conoscenza chimica” – il #33 Carnevale della Fisica sarà ospitato nel blog chimiCOMPRENDE

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Il Carnevale della Fisica di luglio 2012 sarà ospitato dall’Associazione Culturale Chimicare nel suo sito capostipite www.chimicare.org ed avrà per oggetto “Le basi fisiche della conoscenza chimica”.

 

PRESENTAZIONE DEL TEMA
 

carnevale della fisica - logoSe la chimica, con i suoi oggetti ed i suoi fenomeni, affonda le radici nella fisica tanto da poter essere sotto un certo punto di vista considerata alla sorta di una scienza di dettaglio, quasi una speculazione all’interno dell’universalità di quella che un tempo era definita “la filosofia naturale”, la frequenza ridotta ed il livello di trattazione – spesso troppo professionale o, al contrario, eccessivamente superficiale – di questa zona d’interfaccia, ovvero di quelle parti della fisica che giustificano, spiegano e sorreggono le fondamenta della disciplina chimica, risultano evidenze ancor più inspiegabili all’interno di una blogsfera dove ormai si parla veramente di tutto ed in tutti i modo possibili.
fotomontaggio di Erwin Schodinger insieme all'equazione che porta il suo nome
 
Dalla struttura dell’atomo alle interazioni fra onde elettromagnetiche e materia, dalle transizioni di fase alla cinetica dei gas, dalla natura dei plasma alle proprietà dei cristalli, dalle reazioni nucleari agli orbitali di antilegame…
Qualcuno ha detto che l’irrinunciabilità del ricorso ai formalismi, tanto a quelli concettuali quanto a quelli matematici, per descrivere un fatto scientifico non è altro che un sintomo di una conoscenza non ancora sufficientemente profonda dell’argomento.
Detto in altre parole, la conoscenza profonda di una disciplina scientifica, tale da sfociare nella sfera esperienziale, quasi empatica, e nella poliedricità degli approcci e dei punti di vista all’argomento trattato, porta con sé il passaggio della conoscenza scientifica alla cultura condivisa.
Al tempo di ogni grande scoperta vi era solitamente un solo modo, o comunque un numero limitato di modalità, per esprimere l’oggetto della scoperta, anche perché il nuovo nodo di conoscenza risultava ancora immaturo e quindi privo di quella rete di connessioni e di riferimenti che avrebbe sviluppato successivamente negli anni.
orbitali molecolari
 
Oggi ci sono fenomeni di interesse anche chimico che possono essere affrontati dal punto di vista della termodinamica classica, di quella statistica ed infine secondo un approccio quantomeccanico, senza che vi sia contraddizione ma anzi, avvalorando le integrazioni e le sinergie anche didattiche fra le parti.   Allo stesso modo, grandezze quali la costante di Boltzaman ed il numero di Avogadro possono essere ricavate e dimostrate in più di un modo, offrendo allo studente – ma anche al destinatario della divulgazione scientifica – una visione della scienza all’insegna dell’interconnessione, altamente rassicurante.
Questo assume a mio parere un valore educativo ancora maggiore in un’epoca dove – colpevoli forse la facilità di accesso all’informazione ed il pluralismo stesso delle fonti – i destinatari della divulgazione sono di solito più interessati alle novità ed ai sensazionalismi, trascurando gravemente i fondamenti stessi delle discipline ai cui si riferiscono tali scoperte.

Sui chimici, ma più ancora sui fisici, ricade una sorta di responsabilità profondamente educativa che consiste nello svelare e fare percepire la rete, o qualcuno direbbe “il matrix”, che interconnette aspetti apparentemente molto diversi fra loro, all’interno della nostra realtà percepibile.

Oggi, a distanza di cinquant’anni dagli studi condotti da Scrödinger relativamente alla struttura dell’atomo, sarà mai possibile tentare una spiegazione del suo pensiero a chi non ha la benché minima idea di cosa sia un operatore matematico?

Perché il fisico divulgatore trova di solito più interessante raccontare cosa stanno provando al CERN di Ginevra a chi magari pensa che ai neutrini serva un tunnel per viaggiare, piuttosto che il funzionamento di una cella fotovoltaica a chi ne ha installate centinaia sopra il tetto di casa?

E non è inquietante in fatto che, sebbene tutti ormai riconoscano il fatto che la chimica poggia le sue fondamenta nella fisica e nelle sue leggi, a ben pochi di noi queste stesse fondamenta risultano in effetti chiare?

radiazioni non ionizzanti

 

IL CONCORSO
 

Per incoraggiare la realizzazione e la diffusione di contributi scientifici divulgativi in linea con l’argomento descritto, l’associazione Chimicare mette a disposizione un premio per l’autore del migliore articolo a tema:

tester multiparametrici HannaApparecchio tascabile multiparametrico digitale per la misura di:   pH, conducibilità, temperatura e TDS
della ditta Hanna, mod.  Combo HI 98130 (vedi scheda di descrittiva e caratteristiche del prodotto).

Utile, oltre che in ambito scientifico e didattico, in infinite occasioni quotidiane come ad esempio il giardinaggio, l’acquariologia, la cucina, il fai-da-te, ecc.

Ulteriori informazioni relative al significato ed all’utilità dei parametri monitorati dal tester messo in palio sono reperibili su:
conduttività, pH e grado Brix: 3 misure quasi casalinghe per iniziare ad affrontare l’incognito

La scelta dell’articolo migliore sarà affidata agli associati Chimicare che avranno rinnovato la loro iscrizione prima della pubblicazione del Carnevale della Fisica, ovvero precedentemente il 30 luglio 2012.
 
 
 
 
 
 

Una risposta a “Le basi fisiche della conoscenza chimica” – il #33 Carnevale della Fisica sarà ospitato nel blog chimiCOMPRENDE

  • annarita scrive:

    Complimenti per la bellissima presentazione del tema e per l’intero allestimento dell’edizione. Ho già letto alcuni dei contributi, all’epoca della loro pubblicazione, e li ho trovati molto interessanti. Mi appresto a leggere il resto!

    Buon Carnevale della Fisica a tutti!

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