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nasce l’Associazione Culturale Chimicare: lettera aperta del Presidente ai lettori di Chimicare per introdurre la nuova organizzazione no-profit

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FrancoCari amici e affezionati lettori,

lo so, non siete di certo abituati ad un mio intervento diretto, in prima persona, sentito e partecipato come, se solo il mezzo lo permettesse, potrebbe esse una lettera autografa vecchia maniera.
Ma l’occasione in questo caso lo richiede, in quanto l’avventura sulla quale molti di noi si sono imbarcati a partire dal settembre 2009 e poi nei mesi e negli anni a seguire, ci ha portati ad una svolta. Un punto di arrivo che è in effetti soltanto un nuovo inizio, un piccolo grande traguardo che getta le basi per un nuovo progetto condiviso, responsabile ed impegnativo per tutti noi, ma certamente forte di una carica innovativa e di un’idea prorompente nell’ambito della divulgazione scientifica nel nostro Paese.
Chimicare.org, i suoi collaboratori, i suoi fondatori ed il curatore scientifico hanno voluto consolidare e rendere per così dire “ufficiale” il loro impegno a favore della divulgazione della chimica, di quella “chimica per i non chimici”, come ha recitato fin dall’inizio il motto dell’iniziativa, destinata non tanto o “non solo” agli specialisti, chimici o altre figure tecniche e scientifiche affini, ma piuttosto al grande pubblico, quello composto da appassionati e curiosi, studenti ed insegnanti, esperti in altri settori ed addetti dell’informazione. Ed hanno deciso di farlo attraverso quella che ancora ad oggi nel nostro Paese risulta essere una delle più manifeste ed impegnative forme per esprimere un impegno etico continuativo: quello della costituzione di un ente senza finalità di lucro, regolarmente registrato, e precisamente di un’associazione.
Nasce così in data 13 aprile l’Associazione Culturale Chimicare.
La prima organizzazione no-profit in Italia specificatamente dedicata alla diffusione della cultura della chimica anche fra i non addetti ai lavori.

A questo punto occorre forse fare un passo indietro, ed andare a rispolverare i numerosi interventi, tutti editoriali ospitati nella linea blog di chimiCOMPRENDE, incentrati sulle tematiche che da sempre mi sono state particolarmente a cuore: le peculiarità e le criticità della divulgazione scientifica quando l’oggetto della divulgazione è la chimica, la percezione e l’immagine della chimica da parte del grande pubblico (in Italia, ai giorni nostri), i più significativi e spesso drammatici fraintendimenti che vedono coinvolta la chimica nella cultura popolare e mediatica, fino ad arrivare all’assottigliamento, del tutto irrazionale, della figura e dell’ambito di competenza “percepito” del chimico professionista, sempre da parte del grande pubblico.
Sì, perché alla fine il problema torna sempre su questo punto, o meglio su questo soggetto: il grande pubblico, quello dei non specialisti, dei non chimici certo, ma più in generale di coloro che non hanno goduto di una crescita davvero “formante” di tipo scientifico, tale da avere fornito loro non soltanto una base informativa di tipo scolastico, ma una percezione profonda, un po’ filosofica, sicuramente empatica circa la possibilità di leggere ed interpretare la realtà che ci circonda per lo meno “anche” in chiave chimica.    E non uso casualmente i termini e gli aggettivi che potrebbero risultare a taluni inutilmente aulici ed altisonanti: nello scenario nel quale l’Associazione Culturale Chimicare si trova ad operare, il fattore critico più grave non si ritrova tanto nella carenza di istruzione (scientifica o, nello specifico, chimica), quanto nella mancanza di una percezione, di un “sentire” effettivamente, quasi come un vissuto esperienziale, quanto ci viene raccontato magari da anni, addirittura lo stesso argomento sul quale abbiamo raccolto ottimi voti a scuola; saperlo ritrovare nella nostra vita quotidiana, individuare le relazioni nascoste, quelle interdisciplinari, comprendere come un eccesso di dettaglio e di precisione di calcolo in taluni contesti spesso crei soltanto disorientamento e rumore, fino a celare l’essenza più importante delle cose, per la quale basterebbe talvolta “soltanto” (si fa per dire) un’immagine mentale ben riuscita, un colpo d’intuito, una visione d’insieme della foresta scientifica.

banner - associazione culturale chimicare

I concetti, i pochi fondamentali concetti che stanno alla base di ciascun campo del sapere, proprio ad iniziare dalla chimica e le relazioni, quelle relazioni trasversali ai singoli capitoli nei quali si suddivide solitamente l’insegnamento tradizionale di una materia: questo significa creare cultura, una cultura di base, niente di specialistico, nessuna novità appena scoperta dalla comunità scientifica internazionale come quelle strillate, spesso senza cognizione di causa, dai mezzi di informazione generalisti, niente che ammorbi il lettore con quantità di dati indigeribili che non cambieranno certamente la sua vita, anche perché cesserà con tutta probabilità di assimilarli seduta stante, ma piccoli, piccoli passi che sapranno cambiare il nostro modo di intendere la realtà, il mondo e noi stessi.
Questo è sempre stato lo spirito di Chimicare, e questa è la missione che l’Associazione Culturale Chimicare si assume, in chiare lettere attraverso il suo Statuto, nell’affacciarsi nella realtà complessa e contraddittoria della comunicazione e della divulgazione scientifica.

Abbiamo percepito un bisogno, o per lo meno una carenza, nello scenario della divulgazione scientifica nel nostro Paese e, ben lungi dal pensare di creare un’azienda che sfruttasse questa promettente nicchia, con l’eventuale rischio di rovinare le stesse premesse con un intervento maldestro guidato da logiche e priorità di profitto, abbiamo deciso di fondare per questo scopo un ente no-profit.
costruzione associazioneLe entrate ci saranno, limitate ma finalmente ci saranno, anche se per il momento arriveranno unicamente dalle quote associative di quanti vorranno iscriversi (20 euro come soci ordinari, dai 60 in su per i sostenitori, sempre su base annuale) ma non saprei davvero dire tempo passerà prima che i nostri Soci Fondatori vedano per lo meno entrare nelle casse dell’associazione una quantità di denaro proporzionale a quella da loro personalmente erogata, ovviamente a fondo perduto, in termini di costi fissi, tributari, legali, promozionali, di segreteria (ecc…) necessari per far partire tutto questo.    Ed anche una volta rientrato, questo “investimento” tornerà ad uscire, come nella migliore accezione del no-profit, per incentivare e finanziare progetti in linea con gli scopi dell’associazione.
Ma il vero investimento, e questa volta lo dico senza alcun bisogno del virgolettato, resta quello basato sul tempo e sul sentimento.    Le ore, i giorni dedicati, la continuatività dell’impegno (l’idea stessa di Associazione è, in certo qual senso, un sugello di continuità), anche quando magari non ne avremmo voglia, anche quando preferiremo fare altro: lo sapete, nessuno di noi svolge questa attività a tempo pieno.   C’è chi lavora come dipendente, chi ancora studia, chi è libero professionista e chi addirittura preferisce non mettere troppo in mostra questi aspetti legati alla vita personale, ma per tutti noi le ore dedicate all’associazione sono strappate con volontà e determinazione dal nostro tempo libero.    Anche sul piano empatico, si raccolgono spesso critiche, reticenze, insinuazioni di dubbi della più diversa natura, ad iniziare dalla professionalità degli operatori (in realtà perfettamente dimostrabile in termini di titoli e di curricula) fino a tornaconti di non meglio precisata natura dei quali i nostri volontari, ad iniziare dal sottoscritto, dovrebbero eventualmente godere, fino a situazioni di esplicita ostilità da parte di colleghi, tanto nel campo della chimica quanto in quello mediatico, ad iniziare dall’agguerritissimo mondo del web.
Ma, come dicevo, l’investimento tornerà, porterà i suoi frutti.    Il più grande raccolto nel quale possiamo confidare è il perseguimento, graduale nel tempo, nello spazio, nei tempi e nelle fasce della popolazione, della diffusione e del consolidamento di quella cultura della chimica che sta alla base della nostra missione. Piccoli passi, per spostare sempre più avanti l’obiettivo, in una prospettiva di crescita, consapevole, strutturata, condivisa.

penna stilograficaLe scelte ed i criteri che sono stati adottati nella gestione dell’Associazione Culturale Chimicare, ad iniziare dalla procedura di iscrizione, denotano una tensione garantista molto meno comune di quanto non si pensi, anche nello stesso ambito associazionistico e del no-profit in generale, volta al rispetto formale e sostanziale della normativa italiana in materia ma anche alle buone pratiche ispirate dalla più restrittiva interpretazione della stessa.    Per forza di cose questo ha portato ad un certo “appesantimento” della parte burocratica di interfaccia con il Socio e con chi vorrebbe entrare a far parte dell’Associazione.    Penso in particolare all’intera procedura dalla richiesta di iscrizione, fino alla completa operatività del neo-Socio all’interno dell’Associazione: certamente si troveranno sulla scena realtà associative più spregiudicate, che non si faranno remore ad applicare un’interpretazione più disinvolta della normativa in materia di no-profit, e certamente questo sarà per loro premiante, almeno sul breve periodo, in termini di numero di iscrizioni e, in ultima analisi, di cassa sociale.
Ma, per utilizzare un’espressione suggeritaci dai nostri esperti legali, non stiamo gestendo una discoteca.    L’esigenza di poter vantare un grande numero di iscritti è subordinata a ben altri fattori, in ultima analisi al mantenimento di tutti i presupposti necessari per garantire alla nostra organizzazione una continuatività nel tempo ed ai nostri collaboratori la necessaria serenità per operare al suo interno.

Il tentativo di portare un’esperienza di collaborazione nata e cresciuta nel mondo del web2, con le sue regole non scritte, i suoi valori e le sue priorità, all’interno di un quadro normativo associazionistico formale, di fatto lo stesso del mondo fisico, quello “la fuori” dal web giusto per intenderci, è già di per sé stessa un’operazione inconsueta, almeno nel contesto nel quale ha operato di Chimicare.org fino ad ora, e per molti versi innovativa nell’ambito del web scientifico ed aggregativo italiano.
Se sarà un successo, se la formula, l’idea, l’intuizione dei nostri amici collaboratori – e qui mi metto in prima linea: sarebbe puerile fingere di nascondermi in questo momento cruciale – porterà ad una crescita del nostro gruppo o se, diversamente, i singoli navigatori non riusciranno a comprendere, o saranno diffidenti o addirittura respingeranno l’idea di un’Associazione laddove molti altri procedono da tempo (e spesso con grande riscontro di visite) in forma non ufficialmente organizzata, questo toccherà soltanto a voi deciderlo.

Da parte mia, non posso che invitarvi a visitare la nuova sezione nata appositamente sul nostro sito, specificatamente dedicata all’Associazione Culturale Chimicare, ed in particolare alla pagina di presentazione, rivolta anche a chi ancora non conosceva il nostro sito web.

 

presidenza associazione culturale chimicare

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