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La validazione dei siti internet e i suoi perché. L’opinione del webmaster di Chimicare.

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Corrado Prever

Corrado Prever è un webmaster di formazione scientifica, collaboratore dell’Associazione Culturale Chimicare fin dai suoi primi passi nel web2.0. Corrado è un geologo che ha saputo diventare nel tempo un autentico “artigiano tecnologico” nella progettazione ed ottimizzazione dei siti web dinamici, ad iniziare dai blog scientifici, fino ai siti di segnalazione ed all’e-commerce.
Accanto all’abilità tecnica nell’ideazione e nell’implementazione delle proposte del Cliente, complice forse la sua impostazione scientifica, Corrado ha da sempre dedicato una quota significativa del tuo tempo ad attività di approfondimento e ricerca per la valutazione ed il confronto, anche sul piano sperimentale, di quanto si è soliti affermare come “verità indiscutibili” nel mondo di internet, evidenziando in molti casi la relatività e la temporalità di queste che talvolta permangono comunque nella memoria collettiva degli stessi addetti ai lavori alla stregua di leggende metropolitane.

Caro Corrado, sappiamo che negli ultimi anni hai dedicato non poche energie affinché i siti web che curi, proprio ad iniziare da quelli “storici” dell’associazione Chimicare possano, come sei solito dire, “validare”.
Abbiamo quindi scelto questo argomento da sviluppare insieme, per far comprendere meglio ai nostri lettori cosa, a parte ovviamente i contenuti di qualità (ed in sufficiente quantità), si nasconda dietro ad un sito web di successo.
Parliamo di validazione dei siti internet.

Si tratta in effetti di un argomento decisamente antico nella storia del web, molto tecnico, controverso, molto dibattuto, di cui comunque negli anni mi sono fatto una certa opinione.

Cosa significa validare il codice di una pagina? Perché conviene farlo? Bisogna sempre superare la validazione o ci possono essere delle eccezioni?

Chiariamo la prima cosa: validare una pagina vuol dire confrontare il codice HTML o CSS di questa con degli standard, delle specifiche, codificate ed approvate dal W3C. Un codice valido vuol dire un codice ‘conforme’.

Riusciresti a spiegarci in parole semplici che cos’è il W3C?

World Wide Web ConsortiumIl World Wide Web Consortium, anche conosciuto come W3C (W3 sta per www) è un’organizzazione non governativa internazionale che ha come scopo quello di sviluppare tutte le potenzialità del World Wide Web.
Questo ente è stato fondato nell’ ottobre 1994 da Tim Berners-Lee (colui che ha di fatto permesso la nascita di internet così come la oggi la conosciamo) che ancora lo segue e ne fa parte.
Sono state emesse specifiche per le varie versioni di HTML XHTML CSS JS DOM e molto altro ancora inerente il mondo dei linguaggi web e delle tipologie di codifica dei file.
In oltre vent’anni di W3C sono stati proposti, discussi, definiti e ufficializzati oltre 50 standard di vasta portata.
La definizione di uno standard nell’ambito del W3C passa attraverso gli stadi di:
• Working Draft (bozza)
• Last Call (ultimo appello)
• Proposed Recommendation (proposta di raccomandazione)
• Candidate Recommendation (raccomandazione candidata).
Il processo si conclude con la pubblicazione di una Raccomandazione.
Una Raccomandazione può venire migliorata da documenti di Errata pubblicati separatamente, fino a che il complesso delle modifiche non richiede di produrre una nuova versione della Raccomandazione.

Come si fa a validare un sito internet secondo questi standard?

Meglio chiarire subito che un sito internet non si valida in quanto sito, si valida pagina per pagina. Un sito può avere quindi tutte o nessuna o parte delle pagine conformi a tali specifiche.
Esiste uno strumento online fornito dal W3C un VALIDATORE HTML che permette il confronto diretto del proprio codice HTML con gli standard aggiornati, ed ovviamente anche un apposito VALIDATORE CSS per confrontare i propri fogli di stile CSS.
Basta inserire il proprio url ed attendere pochi secondi per vedere se abbiamo errori o non conformità nel nostro codice e se sì quali.
Consiglio di inserire nella propria paginaun link direttamente legato sia al proprio url sia allo strumento W3C, in modo da controllare la validazione più agilmente.
Ho riportato qui sotto esempi dei due link, ovviamente il testo del link può essere cambiato come si preferisce.
Evitiamo di scrivere ‘Valid’ se non si è ancora provveduto alla correzione di quanto segnalato.

sito non passato alla validazione W3C

sito non passato alla validazione W3C

sito passato alla validazione W3C

sito passato alla validazione W3C

A parte le necessità formali, alle quali la comunità scientifica non può essere ed effettivamente non è comunque indifferente, quali dovrebbero essere i benefici concreti di un codice validato?

A parte il discorso formale, accademico e di immagine ci sono diverse ragioni pratiche e concrete che spingono verso l’uso di questa buona prassi cercherò ora di analizzatele in modo obbiettivo evidenziando i comuni fraintendimenti.

1)  Per una visualizzazione corretta su vari dispositivi

I browser sono molto intelligenti, molto buoni, ma troppo permissivi e fanno di tutto per poter far vedere la pagina nel miglior modo possibile ‘compensando’ a ‘loro modo’ gli errori presenti nel codice.
Differenti browser e differenti versioni del medesimo browser possono agire in modo diverso visualizzando una pagina e questo comportamento si esaspera e si estremizza in presenza di errori o non conformità nel codice.
Possono dare origine quindi a differenti approssimazioni e comportamenti inaspettati. Validare un sitopermette di limitare le differenze di visualizzazione del sito da un browser all’altro.
Quindi, se voglio un sito che si veda bene su tutti i dispositivi, la validazione aiuta molto togliendo di mezzo il grosso degli ostacoli; ma non è detto sia sufficiente affinché il sito sia sempre correttamente visualizzabile. I fattori sono davvero molti, e con i vecchi browser, tutto può accadere anche ad un sito che validi perfettamente.
Nessuno ci vieta ad esempio di vedere con IE6 o altri vecchi browser un sito ‘odierno’ ed anche se il sito è valido secondo le specifiche con IE6 si vedrà sicuramente in modo errato; per non parlare delle direttive CSS non supportate da IE6 ma pur sempre validissime.
I browser finalmente, dopo decenni di anarchia, si attengono sempre di più agli standard W3C e un sito’validato’ è più facilmente visualizzabile correttamente da tutti i browser.
In futuro la percentuale di compatibilità dei vari browser con gli standard del consorzio W3C sarà sempre più alta; ciò sta a significare che più si andrà avanti, più diventerà importante (se non indispensabile) validare, o farsi validare, il proprio sito web.

dispositivi mobili per la navigazione internet

2)  Per una migliore velocità

La presenza di errori nel codice HTML o nei file CSS della mia pagina ne rallenta la lettura nonostante i browser riescano a visualizzarla.
Anche in questo caso la validazione aiuta ma non è certo la soluzione unica per avere un sito veloce.
Un sito può infatti avere un codice perfettamente valido ma contenere immagini pesantissime da dover caricare oppure un codice scritto con tantissime intricate tabelle annidate una dentro l’altra cosa che rallenta il parsing della pagina.

3)  Per un migliore SEO

Seppure indirettamente tutto quello che aumenta la chiarezza del codice, la velocità di caricamento della pagina di conseguenza aumenta il pagerank ed il posizionamento SEO della nostra pagina.
Anche se Google non lo ammette ancora, tra i fattori considerati dall’algoritmo per premiare i siti migliori, molto probabilmente a breve potrebbe entrare anche la validazione.
La presenza di errori nel codice rende complessa e lenta la lettura del nostro sitoda parte degli spider dei motori di ricerca (oltre che da parte dei browser, come detto in precedenza).
Gli spider sono dei pigri, e se non riescono ad indicizzare nei tempi dovuti le paginele saltano passando oltre.

4)  Per una migliore manutenzione ed aggiornamento

dispositivi mobili per la navigazione internetSeguire gli standard indicati tramite la scrittura di buon codice XHTML e CSS vuol dire separare completamente il contenuto (scritto nel codice XHTML) dall’aspetto grafico (scritto nel foglio di stile CSS) di una pagina web.  Questo rende estremamente lineare procedere alle modifiche, agli aggiornamenti ed alla manutenzione del sito.
Seguire la validazione W3C impedisce di creare un ‘zuppa’ di codice nella quale poi si annega.

5)  Per una migliore accessibilità ed usabilità

Premesso che non è facile definire l’accessibilità o l’usabilità di una paginapenso che sia corretto definirle come:
l’una l’insieme di caratteristiche di un sito che permettono a questo di essere correttamente visitato e consultato dal più elevato numero di utenti possibile;
l’altra l’insieme di caratteristiche di un sito che permettono a questo di essere sufficientemente semplice da utilizzare, soddisfacendo nel modo più facile ed esauriente possibile i bisogni dell’utente.
Questo indipendentemente dalla piattaforma di navigazione (tablet, smartphone, desktop … ), dal software di esplorazione (Chrome, Internet Explorer, Firefox, Opera … ), dal sistema operativo (Windows, Mac-Os, Linux … ) e dagli handicap fisici dell’utente navigatore (mancanza parziale o totale di vista, udito, tatto … )
Anche se non in senso assoluto un sitovalidato è sicuramente più accessibile ed usabile di un sito non validato.

6)  Indice di professionalità

Essere in grado di validare un sito è indice di professionalità e competenza sia da parte di chi progetta il sito sia da parte dell’azienda che lo commissiona, la cui immagine trarrà notevoli vantaggi.

Come può il semplice navigatore che capita su un sito, riconoscere se si tratta di un sito validato W3C?

I siti realizzati secondo le norme del World Wide Web Consortium (W3C) in genere riportano un logo che ne certifica la validazione.
Naturalmente, non essendo obbligatorio inserire il logo, alcuni siti potrebbero essere a norma W3C anche in sua assenza.
Altri invece pur esponendo il logo nel footer della pagina ad un controllo non sono conformi e non superano la validazione W3C, pratica a dir poco scorretta.
Personalmente evito il logo (di solito un intrusione grafica non sempre gradita) ma inserisco i link per la validazione nel footer della pagina, questo mi permette di controllare facilmente dopo un cambiamento di qualche tipo se la pagina è ancora valida o meno.
Non ci è difficile immaginare come per uno sviluppatore riuscire a validare il codice che realizza è di solito motivo di soddisfazione personale oltre che una sfida con se stesso.  Ma a parte questa premessa, concretamente, te la sentiresti di affermare che è sempre necessario superare la validazione?

mappa di googleNessuno è obbligato ovviamente.
Quel segno di spunta verde che indica un codice validato è generato da un software in conformità al risultato fornito da un algoritmo sviluppato per verificare la correttezza del codice da esaminare.
Considerando che un software ha delle regole piuttosto ferree può capitare che il codice di un documento web, seppur sviluppato in modo impeccabile, per una qualsiasi banalità non prevista dall’algoritmo di validazione possa essere non validato.
Ad esempio se tentiamo di integrare delle mappe o dei video o un altro ‘prodotto terzo’ all’interno di un documentoche stiamo sviluppando utilizzando API fornite da Twitter piuttosto che da YouTube piuttosto che Google Map, quando sarà il momento di validare il codice probabilmente riceveremo un messaggio di errore anche nel caso in cui avessimo sviluppato l’intero codice del documentoin modo perfetto.
Può una cosa del genere compromettere la validità dell’intero lavoro che abbiamo realizzato?
Vale la pena cercare comunque soluzioni alternative e complesse perdendo un mare di tempo?
Ad ognuno le proprie scelte, ripeto nessuno è obbligato, W3C è una libera scelta.

Una domanda provocatoria: come mai quasi nessun sito valida, spesso neanche quelli che spuntano posizionamenti invidiabili nei loro rispettivi campi tematici?

W3CFortunatamente il numero di siti validi W3C sta aumentando, ma indubbiamente la maggioranza di internet non sta seguendo questo percorso intrapreso vent’anni fa. La ragione è semplice, un sito del genere è un sito di indubbia qualità ma spesso richiede notevoli sforzi, aumenti del budget a disposizione, compromessi.
Non tutti decidono per tale strada, e i maggiori leader mondiali di internet sono più concentrati su fatturati e dividendi che sulla qualità dei prodotti e dei servizi offerti.
W3C e SEO sono legati, ma come è possibile che moltissimi siti che primeggiano non abbiano una conformità totale e nemmeno parziale con le regole del W3C?
In quel caso forse è stato fatto bene SEO e forse un po’ meno bene la parte di codice, ma cosa succederebbe se i motori di ricerca privilegiassero la qualità del codice a discapito dei contenuti?
Pur essendo un sostenitore del W3C, Internet deve essere un servizio per la comunità , si offre un servizio sia avendo un codice pulito ed idoneo per rendere il lavoro più facile anche a chi fa i browser, ma ancora di più mettendo in primo piano contenuti idonei al lettore.

La validazione “è per sempre”?

Si e no, essendo delle specifiche ed essendoci un lavoro di revisione continuo nel tempo le cose possono cambiare ed un sito che validava perfettamente potrebbe ad un certo punto non passare più la validazione W3C in quanto le specifiche cambiano, così l’algoritmo, così i validatori basati su esso.

La validazione come condizione necessaria ma non sufficiente, quindi.  Proviamo a richiederti la stessa cosa, usando però parole diverse: “Un codice valido è sempre un buon codice?”

Attenzione non farsi ingannare dalle parole ‘validato’ e dal risultato ‘positivo’ restituito dal validatore del W3C. Come accennavo si tratta solo di conformità.
Il codice di un documento può anche essere validato ma ciò non presuppone che questo debba considerarsi a priori un buon codice.
Un validatore, trattandosi di un software, non può valutare tutto correttamente. Una pagina impaginata con tabelle come si faceva nei primi anni 2000 validerebbe senza problemi ma questo non la rende un buon codice.

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