VIDEO: vivere senza chimica?

Ho ritrovato recentemente questo simpatico video prodotto e diffuso da Federchimica.
Lo avevo visto per la prima volta a Torino, al Teatro Colosseo, il 15 settembre 2008, durante la manifestazione “La Magia della Chimica” in occasione del congresso torinese della EuCheMS.

…che dire? visto che il concetto che sta dietro a messaggi di questo tipo continua a non passare, o passa sul piano puramente razionale, nozionistico, ma poi non si spinge olte, mi domando fino a che punto arriverà questo scollamento fra la “comprensione” e la “percezione” del fondamento chimico della nostra quotidianità.

cod. vdvsch

5 risposte a VIDEO: vivere senza chimica?

  • admin scrive:

    Grazie Gianni per il tuo intervento, corposo e dettagliato come questo genere di tematiche più di principio che di dettaglio effettivamente merita.

    Mi ha colpito in particolare la tua citazione riguardo la "green chemistry", anche perchè nei prossimi giorni avevo appunto in programma un intervento su questo argomento: quello che vorrei far capire è che la chimica verde non è probabilmente da considerare una vera branca o una specializzazione della chimica, bensì un criterio etico applicato, forse per la prima volta (se si esclude quello strettamente economico), alle più diverse applicazioni della chimica.   Ma pur cambiando i criteri, i valori e gli obiettivi in fondo la chimica che ci sta dietro, in quanto scienza, è essenzialmente la stessa.

    Spero quindi di poterti leggere ancora su queste pagine con interventi di valore come quello che ci hai appena voluto fornire!

    buona giornata

    Franco

  • Gianni scrive:

     
    Lo spot è interessante e simpatico; sicuramente rivolto ad un pubblico estraneo alla materia.
    Purtroppo oggi la parola "chimica"  è certamente sinonimo di sintetico, industriale, non naturale, tossico, cancerogeno, inquinante, radioattivo, etc… . Sicuramente non sempre si fa uso della chimica per scopi nobili ma, come sono solito pensare io, l'uomo crea, inventa, usa le scienze, con buoni propositi, salvo poi lasciarsi traviare dal guadagno e/o dalla gloria e abusa di ciò che c'è di buono, trasformandolo in qualcosa di negativo. Insomma è l'uso che ne fai che rende le cose più o meno "buone". Faccio un esempio: se un ragazzino fa uso di sostanze stupefacenti lui "si fa con quelle schifezze chimiche" però chi prende Demerol perchè ha male prende una "medicina" ed è contento e magari non sa quante cavie sono state uccise, intossicate etc.. perchè potesse prendere questo farmaco (come anche gli altri). Quando una petroliera riversa il greggio nell'oceano, sento gridare persone contro la chimica che inquina, le stesse persone che però non fanno 200 metri senza usare l'automobile o non vedono l'ora che ad ottobre si accendano i riscaldamenti.
    E' il messaggio che è sbagliato, sono i giornali che danno un significato malvagio alla chimica, perchè attira l'attenzione, fa comodo, fa notizia parlare di "sostanza chimica". Eppure il sangue è una miscela di sostanze chimiche, le ossa sono fatte di sostanze chimiche, le reazioni che ci consentono di vivere che avvengono nel nostro corpo ogni secondo della nostra vita sono reazioni chimiche! La chimica non è solo "oggetti" come questo spot purtroppo fa notare; è anche oggetti ma è soprattutto l'essenzialità dell'esistente. La biologia esiste perchè c'è una chimica che tiene insieme i mattoni e fornisce i mattoni stessi, come si può parlare di membrane cellulari se non sai cosa sono i fosfolipidi? come si può parlare di tessuto connettivo e cartilagini se non sai cos'è l'acido coindritinsolforico? come si può parlare di protesi, di impianti odontoiatrici, di acqua che beviamo, di vino, di aria che respiriamo, di cibi e sapori, colori e profumi, e potrei andare avanti all'infinito!!! La chimica è la base della vita, ed oggi è anche e soprattutto oggettistica e comodità. Quindi è l'uso che ne si fa che determina se è cosa buona e giusta o no. Sicuramente credo che oggi, che l'opinione pubblica è più sensibile a certe tematiche, sarebbe bene indirizzare gli studi verso argomenti di sostenibilità e green chemistry che vanno tanto di moda e che potrebbero essere la nuova sfida per un miglioramento delle condizioni di vita che la chimica stessa (male usata) sta contribuendo a peggiorare. Un primo passo importante sarebbe finalmente smettere di associare la parole "sostanza chimica" ad un' immagine di chissà quale pozione dello strgone cattivo, inventata per far male.
    Forse è una visione un po' esagerata la mia, ma è ciò che credo.
    Buona giornata a tutti!
    Gianni.

  • Dany scrive:

    Grazie mille per la risposta da non chimico!
    Personalmente essendo un non-chimico anche io (ma realmente, e senza fare nessun gioco di ruoli nel mio caso!) trovo molto utile considerare la chimica un metodo per interpretare la realtà e per dare delle risposte alle mie domande.
    Continuero a seguirti!
    D.

  • admin scrive:

    Ciao Dany e benvenut* in questo blog!

    la tua semplice domanda relativa a come considerare la chimica, se più come parte integrante della nostra vita (vedi gli oggetti che scompaiono nel video) o come metodo per interpretare la realtà (vedi il post sui confini della chimica) apre una questione che non potrebbe in nessun modo essere esaurita in una sola risposta.
    I
    o personalmente, forse più come uomo che come chimico, preferisco intenderla come una scienza pura, quindi più come un modo per interpretare la realtà; gli oggetti che ci circondano, qualora non siano già presenti in natura a prescindere dall’azione dell’uomo (ed in questo caso l’uomo si limita a studiarli, magari proprio da un punto di vista chimico!), sono prodotti di solito tramite procedimenti industriali che nel più dei casi sfruttano in modo “speculativo” le conoscenze chimiche al fine di produrre beni utili.

    Quindi la risposta potrebbe stare nel mezzo: la chimica fornisce conoscenze e metodi, che possono essere utilizzati a puro fine interpretativo nei confronti della realtà, oppure a fine speculativo per plasmarla ad uso e consumo dell’uomo, ok talvolta con risvolti nefasti, ma comunque attualmente non facilmente alienabili dalla nostra esistenza.

    Per quanto riguarda l’interpretazione “chimica” o “biologica” della vita, come avevo descritto nel post prima descritto si tratta sicuramente di punti di vista o meglio ancora di scale di misura e di complessità differenti, entrambe valide a loro modo. Lasciandosi invece alle spalle gli esseri viventi si può dire che più generale ed onnicomprensivo di quello chimico può essere tutt’al’più l’approccio fisico per descrivere la realtà. Il problema di queste discipline però è che tanto più approcciano in modo superiore e generale la realtà, tanto più in un certo qual modo si distaccano dalla possibilità di trasmettere all’osservatore una sensazione esperibile, intuitiva, diretta e concreta della realtà che sia appresta ad approfondire.

    Spero sinceramente di non averti confuso ulteriormente le idee!
    allora a presto sempre su questo blog!

  • Dany scrive:

    Questo è sicuramente un approccio interessante, ma è piu opportuno considerare la chimica come parte integrante della nostra vita oppure come un metodo per interpretare la realta?
    La vita è sicuramente tanto “chimica” quanto “biologia”? o si può dire che la relatà sia nettamente più chimica?
    Spero di ricevere una risposta da non-chimico!

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