VIDEO: vivere senza chimica?
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Ho ritrovato recentemente questo simpatico video prodotto e diffuso da Federchimica.
Lo avevo visto per la prima volta a Torino, al Teatro Colosseo, il 15 settembre 2008, durante la manifestazione “La Magia della Chimica” in occasione del congresso torinese della EuCheMS.
…che dire? visto che il concetto che sta dietro a messaggi di questo tipo continua a non passare, o passa sul piano puramente razionale, nozionistico, ma poi non si spinge olte, mi domando fino a che punto arriverà questo scollamento fra la “comprensione” e la “percezione” del fondamento chimico della nostra quotidianità.
cod. vdvsch
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Questo è sicuramente un approccio interessante, ma è piu opportuno considerare la chimica come parte integrante della nostra vita oppure come un metodo per interpretare la realta?
La vita è sicuramente tanto “chimica” quanto “biologia”? o si può dire che la relatà sia nettamente più chimica?
Spero di ricevere una risposta da non-chimico!
Ciao Dany e benvenut* in questo blog!
la tua semplice domanda relativa a come considerare la chimica, se più come parte integrante della nostra vita (vedi gli oggetti che scompaiono nel video) o come metodo per interpretare la realtà (vedi il post sui confini della chimica) apre una questione che non potrebbe in nessun modo essere esaurita in una sola risposta.
I
o personalmente, forse più come uomo che come chimico, preferisco intenderla come una scienza pura, quindi più come un modo per interpretare la realtà; gli oggetti che ci circondano, qualora non siano già presenti in natura a prescindere dall’azione dell’uomo (ed in questo caso l’uomo si limita a studiarli, magari proprio da un punto di vista chimico!), sono prodotti di solito tramite procedimenti industriali che nel più dei casi sfruttano in modo “speculativo” le conoscenze chimiche al fine di produrre beni utili.
Quindi la risposta potrebbe stare nel mezzo: la chimica fornisce conoscenze e metodi, che possono essere utilizzati a puro fine interpretativo nei confronti della realtà, oppure a fine speculativo per plasmarla ad uso e consumo dell’uomo, ok talvolta con risvolti nefasti, ma comunque attualmente non facilmente alienabili dalla nostra esistenza.
Per quanto riguarda l’interpretazione “chimica” o “biologica” della vita, come avevo descritto nel post prima descritto si tratta sicuramente di punti di vista o meglio ancora di scale di misura e di complessità differenti, entrambe valide a loro modo. Lasciandosi invece alle spalle gli esseri viventi si può dire che più generale ed onnicomprensivo di quello chimico può essere tutt’al’più l’approccio fisico per descrivere la realtà. Il problema di queste discipline però è che tanto più approcciano in modo superiore e generale la realtà, tanto più in un certo qual modo si distaccano dalla possibilità di trasmettere all’osservatore una sensazione esperibile, intuitiva, diretta e concreta della realtà che sia appresta ad approfondire.
Spero sinceramente di non averti confuso ulteriormente le idee!
allora a presto sempre su questo blog!
Grazie mille per la risposta da non chimico!
Personalmente essendo un non-chimico anche io (ma realmente, e senza fare nessun gioco di ruoli nel mio caso!) trovo molto utile considerare la chimica un metodo per interpretare la realtà e per dare delle risposte alle mie domande.
Continuero a seguirti!
D.