Attualità e media

Gli argomenti più scottanti trattati dai massmedia, spesso in modo superficiale oppure fuorviante, sono qui ripresi e sviscerati in modo semplice ma corretto. Lo spazio è anche dedicato a commentare come la chimica sia considerata, descritta o anche semplicemente citata dagli stessi mezzi di comunicazione.

Peer-review: un semaforo per le pubblicazioni scientifiche

di Silvia Barra

Peer-review, chi era costei? Se digitate questo nome su Google, trovate molti articoli che ne denunciano le falle e gli aspetti negativi. Eppure è un simbolo di autorevolezza per le riviste scientifiche e mediche in tutto il mondo. Il prestigio di una rivista dipende anche dall’uso della peer-review. L’assegnazione di finanziamenti e fondi per la ricerca a sua volta si basa anche sul prestigio (misurato con vari indici) delle riviste sulle quali un gruppo di ricerca pubblica i propri lavori.
Scopriamo allora insieme in questo viaggio a puntate cos’è la peer-review, come funziona, a cosa serve e perché, pur essendo utilizzata in gran parte delle riviste internazionali è oggetto di critiche da parte degli stessi scienziati.

 

Ecco la peer-review

revisione tra pariPeer-review è traducibile in italiano con “revisione dei pari” o “paritaria”. Consiste nella revisione di un lavoro scientifico, prima della pubblicazione, da parte di esperti della materia trattata nell’articolo esterni al gruppo di lavoro. Questa revisione ha lo scopo di controllare la qualità, la correttezza e la bontà degli studi riportati in un articolo scientifico (può essere un trial medico, la sintesi di un nuovo farmaco, un nuovo metodo di analisi sui metalli, e così via) prima che questo venga pubblicato su una rivista.

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Lindahl, Modrich e Sancar: il Nobel per la Chimica 2015

di Giuseppe Alonci

Quando pensiamo alla solidità, alla forza, alla resistenza, ciò che prima di ogni altra cosa ci viene in mente sono le rocce e le montagne.
“L’uomo non è che una canna, la più fragile di tutta la natura; ma è una canna pensante. Non occorre che l’universo intero si armi per annientarlo: un vapore, una goccia d’acqua è sufficiente per ucciderlo”.
Per tutti noi la vita non è altro che qualcosa di mutevole e di sfuggevole, la materia organica si corrompe, di decompone e muore. Una montagna rimane lì, immobile e indifferente al passare del tempo.
Questa visione, per quanto diffusissima e sicuramente affascinante, si scontra però con un dato di fatto sconcertante: mentre l’orografia cambia, anche lentamente, mentre i fiumi scavano vallate e le frane ne sfigurano le fiancate, l’uomo è rimasto immutato da migliaia di anni.
Se delle civiltà passate ci rimangono ben pochi manufatti, il nostro patrimonio genetico è infatti rimasto pressoché invariato per migliaia di anni. Nel caso di alcuni batteri potremmo anche dire che è rimasto sostanzialmente immutato per milioni di anni. Tutto questo è ancora più straordinario se pensiamo cosa comporta ogni singola replicazione del DNA, cioè di quella molecola che contiene tutte le informazioni necessarie alla vita di ogni singolo organismo, dal più piccolo batteria all’elefante.

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L’Italia unita per una corretta informazione e sensibilizzazione scientifica: intervista a Federico Baglioni

Dal 18 al 24 maggio, e in generale per tutto il mese, si è tenuta, nelle principali città italiane, la terza edizione della serie di eventi di divulgazione scientifica organizzati dal movimento culturale Italia Unita per la Scienza. “CapiAmo il Pianeta” è stato il nome dell’iniziativa di quest’anno, una serie di incontri, conferenze e workshop che hanno permesso al pubblico di entrare direttamente in contatto con scienziati e ricercatori, per dimostrare quanto viva, appassionante e fondamentale per lo sviluppo del bene comune sia la ricerca scientifica. In concomitanza con l’EXPO di Milano e dopo le battaglie mediatiche che hanno coinvolto il mondo scientifico nell’ultimo anno (si pensi al caso Stamina, alla missione Rosetta, al crollo delle vaccinazioni), far sentire con forza la voce della ragione diventa sempre più importante. Quest’anno anche l’associazione Chimicare parteciperà con alcuni relatori a queste giornate. Iniziamo quindi questa collaborazione con un’intervista a Federico Baglioni, biotecnologo, divulgatore scientifico e coordinatore nazionale di Italia Unita per la Scienza.

Ciao Federico, rompiamo il ghiaccio iniziando a parlare della catena di eventi che ha portato alla nascita di Italia Unita per la Scienza. Perché non ci racconti brevemente le origini e gli scopi della vostra associazione?

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Pensieri circa la presunta miopia della Scienza ed il concetto di Soprannaturale

A fine testo:
Nota introduttiva: perchè questo articolo?” e “Che cos’è la Scienza e cosa non lo è?

una porta verso la luceMolti credono che la scienza respinga cosa non sa spiegare.  Niente di più sbagliato!
In passato come ai giorni nostri sono molti i fenomeni ed i comportamenti, osservabili e talvolta anche riproducibili, per i quali non si dispone (ancora?) di una spiegazione adeguata: non per questo la scienza nega la loro esistenza né la carenza stessa di una spiegazione soddisfacente per essi.

La scienza semmai respinge ciò che non si può studiare.
Ad un livello più semplicistico si dice talvolta “cosa non si può riprodurre in laboratorio”, ma questa condizione non è a dire il vero irrinunciabile se pensiamo ad esempio ad eventi naturali di grandissima portata, come ad esempio quelli di tipo astronomico.

In buona parte, ciò che non si può studiare appartiene al mondo dell’inesistente oppure del soprannaturale, insiemi tra loro diversi anche se massimamente sovrapposti.
3 mondi di conoscenza secondo PopperUna caratteristica piuttosto comune alla trascendenza dei fenomeni soprannaturali, qualora si voglia comunque ammettere la loro esistenza, a ben vedere è quella di essere frutto di un’intelligenza, o di una coscienza, o di una volontà “superiore” a quella umana classica, capace per tanto di sottrarsi alla dinamica sperimentale così come al semplice atto dell’osservazione sistematica che ne è parte integrante.

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La validazione dei siti internet e i suoi perché. L’opinione del webmaster di Chimicare.

Corrado Prever

Corrado Prever è un webmaster di formazione scientifica, collaboratore dell’Associazione Culturale Chimicare fin dai suoi primi passi nel web2.0. Corrado è un geologo che ha saputo diventare nel tempo un autentico “artigiano tecnologico” nella progettazione ed ottimizzazione dei siti web dinamici, ad iniziare dai blog scientifici, fino ai siti di segnalazione ed all’e-commerce.
Accanto all’abilità tecnica nell’ideazione e nell’implementazione delle proposte del Cliente, complice forse la sua impostazione scientifica, Corrado ha da sempre dedicato una quota significativa del tuo tempo ad attività di approfondimento e ricerca per la valutazione ed il confronto, anche sul piano sperimentale, di quanto si è soliti affermare come “verità indiscutibili” nel mondo di internet, evidenziando in molti casi la relatività e la temporalità di queste che talvolta permangono comunque nella memoria collettiva degli stessi addetti ai lavori alla stregua di leggende metropolitane.

Caro Corrado, sappiamo che negli ultimi anni hai dedicato non poche energie affinché i siti web che curi, proprio ad iniziare da quelli “storici” dell’associazione Chimicare possano, come sei solito dire, “validare”.
Abbiamo quindi scelto questo argomento da sviluppare insieme, per far comprendere meglio ai nostri lettori cosa, a parte ovviamente i contenuti di qualità (ed in sufficiente quantità), si nasconda dietro ad un sito web di successo.

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La Chimica nello Sviluppo Sostenibile: verso una consapevolezza che nasce nella didattica

di Teresa Celestino

sostenibilità

Gli ultimi decenni  sono stati caratterizzati da profondi e numerosi cambiamenti a livello mondiale. Le questioni ambientali hanno acquistato sempre maggiore rilevanza, le disparità tra l’emisfero nord e sud del pianeta si sono accentuate, la globalizzazione e i fenomeni migratori internazionali hanno reso evidente più che mai la necessità di un nuovo modo di governare i processi di sviluppo. In questo contesto il cosiddetto “sviluppo sostenibile” è diventato un riferimento fondamentale per  istituzioni a livello locale, nazionale e internazionale, aziende e organizzazioni di vario tipo desiderose di coniugare in maniera responsabile l’aspetto economico e quello ambientale, senza che il secondo sia considerato un ostacolo per il primo.

Le scuole non possono rimanere indifferenti: c’è un crescente bisogno di risposte a livello educativo su questi temi. In particolare, la sostenibilità pone delle sfide che devono essere esplicitate nei programmi di studio della chimica, ponendo in relazione l’apprendimento di questa disciplina ad obiettivi educativi generali quali quelli relativi agli aspetti etici.

La figura sottostante riporta un famoso diagramma proposto da Balaban e Klein che evidenzia la posizione strategica della chimica rispetto alle altre discipline; in virtù di questa posizione la chimica è stata denominata la “scienza centrale”.

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La diffusione della cultura della chimica al di fuori della scuola: dalla realizzazione di un database alle considerazioni di metodo

L’articolo in oggetto è stato presentato dai suoi autori, Franco Rosso e Francesca di Monte, come contributo orale e poster in occasione del XVIII Congresso Nazionale della Divisione di Didattica della Società Chimica Italiana (Napoli, 11-13 ottobre 2013).
Il lavoro originale è scaturito dalla ricerca effettuata nel 2012 da Francesca di Monte in qualità di tesi conclusiva dello stage svolto presso l’Associazione Culturale Chimicare per il Master in Giornalismo Scientifico e Comunicazione Istituzionale della Scienza organizzato dall’Università degli Studi di Ferrara.

Con questo studio l’associazione Chimicare ha voluto indagare, con criteri il più possibile sistematici ed obiettivi, le modalità attraverso le quali è stata affrontata la divulgazione della chimica (ovvero della sua diffusione culturale in ambiti diversi da quello didattico e da quello professionale) in Italia a partire dalla metà del XIX secolo ai giorni nostri, insieme ai Soggetti che sono stati artefici di tali interventi, con il fine di poter sviluppare un modello supervisionato descrittivo dello scenario, delle relazioni e delle tendenze più attuali della diffusione della cultura della chimica in ambito non professionale e non scolastico nel nostro Paese.

NOTA VIDEO
L’intervento orale, tenuto dal presidente dell’associazione Franco Rosso, si è collocato nell’ambito della IV sessione del Convegno, nel pomeriggio di sabato 12 ottobre, dedicata al tema de “La cultura della chimica dentro e fuori la Scuola: percorsi da enti di ricerca, science centers, istituzioni europee…”, con il coordinamento in qualità di chair man del prof.

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Comunicare la Scienza tramite i blog: intervista a Corrado Prever, webmaster

[ Intervista a Corrado Prever, webmaster ed esperto SEO con formazione scientifica (geologo), con alle spalle un’esperienza da blogger, nonché storico associato Chimicare. ]

Chimicare – La comunicazione scientifica ai tempi del web.2: mettendosi dal punto di vista dell’utente, ovvero del navigatore, quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi del pluralismo democratico applicato ai mezzi informativi?

Corrado PreverC.P. – Prima di tutto un saluto a tutti gli associati, è un privilegio poter essere qui oggi seppur in forma virtuale per rispondere a queste domande.
L’utente di internet oggi si trova di fronte davvero ad un mare di informazioni, un oceano, quasi sempre disorganizzate, spesso frammentarie e talvolta errate.  Non è raro trovare pagine mancanti, collegamenti poco chiari, siti che parlano di tutto e di niente.
Gli algoritmi di ricerca di Google e di altri motori di ricerca ancora sono ben lontani dal capire se le pagine che suggeriscono nella ‘top ten’ sono davvero le pagine migliori qualitativamente e quantitativamente in merito ad una certa ricerca effettuata.
Nonostante questo quadro i vantaggi che ha oggi l’utente sono comunque indubbi.   Nell’era del web 2.0 non solo è possibile reperire informazioni di qualità ma anche intervenire in prima persona scrivendo opinioni, considerazioni, esperienze, suggerimenti.  

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Impatto della chimica nella vita quotidiana: un progetto del network EC2E2N2

Roberta Maniaci, Michele Antonio Floriano
Dipt. SteBiCef, Università di Palermo, Viale delle Scienze, ed. 17

Progetto presentato nel 2013 al XVII Congresso Nazionale di Didattica della Società Chimica Italiana. 

Roberta Maniaci e Michele Antonio Floriano al XVIII Congresso della DD-SCI

Roberta Maniaci e Michele Antonio Floriano al XVIII Congresso della DD-SCI

Il progetto si pone come obiettivo la realizzazione di “Studi di Caso”, esemplificativi in aree in cui la Chimica ha un ruolo determinante e che dimostrino l’impatto di questa scienza nella vita quotidiana.  Gli esempi scelti dovranno essere specifici, attraenti e interessanti anche per un pubblico privo di basi scientifiche.  Inoltre, si realizzeranno un certo numero di quesiti online, attraverso i quali il pubblico potrà anche valutare la propria consapevolezza di tale impatto.
Il progetto European Chemistru and Chemical Engineering Education Network 21 (EC2E2N2) riunisce in una rete 1442 istituzioni universitarie e società scientifiche nel campo della didattica della Chimica, della Chimica Indutriale e dell’Ingegneria Chimica.  Questo progetto ha come obiettivo lo sviluppo di un’economica basata sulla conoscenza in particolare della chimica e dell’ingegneria chimica, grazie alla collaborazione di tutti i partecipanti.  La creazione di una rete tematica è una della principali innovazione del programma Socrates-Erasmus e fornisce un forum per l’analisi e lo studio dello sviluppo dell’istruzione e della formazione in Europa, al fine di favorire e migliorare la sua qualità in una dimensione europea, sottolineando la dimensione didattica dell’attività universitaria.

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Separare, trasformare, rivelare: le tre azioni che Chimicare condividerà con i giovanissimi a Scienzartambiente XVIII ed. a Pordenone

Scienzartambiente XVIII edizione, 2013Se i “mondi in muta” è stato scelto come la tematica di questa XVIII edizione del festival scientifico Scienzartambiente che si terrà a Pordenone dal 16 al 20 ottobre 2013, la chimica risulta essere con tutta probabilità una delle migliori prospettive scientifiche per osservare e descrivere i mutamenti, per rilevarli ed infine addirittura per indurli.
A onor del vero, quasi tutte le discipline scientifiche, o forse bisognerebbe dire il sapere in generale, parlano di trasformazione e mutamenti, basandosi su una semplice descrizione dei fatti oppure facendosi artefici del mutamento con un approccio più marcatamente sperimentale.
La chimica rappresenta tuttavia il livello più profondo per descrivere i mutamenti fondamentali nella natura stessa delle cose, almeno di quelle materiali, tenendo però i piedi sempre ben ancorati nella realtà della quale possiamo avere esperienza diretta, ovvero nel nostro mondo e qui, nel nostro tempo.
L’intervento a cura dell’Associazione Culturale Chimicare nel noto festival scientifico friulano giunto quest’anno alla sua maggiore età della 18° edizione, oltre ad interventi più mirati ai ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado inerenti la chimica degli alimenti e la chimica dei cosmetici, riprenderà per il secondo anno consecutivo il format denominato “Proprio un Jukebox di Chimica”.

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