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Chimica narrativa

Racconti di chimica e di chimici, o racconti scritti dai chimici. Racconti di vita vissuta o di fantasia, dove la chimica o un chimico è il protagonista, o anche soltanto l’Autore.

dall’orsetto di peluche alla ricerca pura: una e infinite storie di chimica

Il peluche della tua infanzia. Ricordi ancora i suoi occhi neri e profondi di una plastica senza nome, ed il suo pelo che profuma ancora di ricordi.
Pensavi a lui come a un compagno, un amico fedele: rimembri ancora la sua espressione, il suo aspetto, il suo odore e la sua morbidezza.    Ti ci vuole un certo distacco, la visione disincantata della maturità, orsetto di pelucheper riuscire a vedere in lui quello che “nonostante tutto” egli è pur sempre: un oggetto, fatto di qualcosa.   Non di sogni e polvere di stelle, ma di materia, ovvero sostanze chimiche. Ne più ne meno di noi.
Quando da bambino scopri attraverso un buchino aperto nella cucitura della pancia che il tuo orsetto dentro è imbottito di un materiale misterioso ed alieno, ti senti preso da un misto di incredulità ed orrore.   E ti domandi: oddio, cosè sta roba?

Questo materiale di riempimento può essere composto da gommapiuma: questo è il nome comune (in realtà brevettato) dato al poliuretano espanso: un materiale polimerico sintetico, sostanzialmente una plastica flessibile e ricchissima di pori.    Poco importa se l’azienda che ha confezionato il peluche l’ha comperata in grandi fogli arrotolati e se l’è poi triturata in casa, oppure se l’ha acquistata già sminuzzata in frammenti: qualcun altro, in precedenza e da qualche altra parte, deve avere prodotto questo poliuretano e per produrlo ha fatto ricorso ad una reazione chimica.   Continua...

Comunicare la chimica: le abbiamo provate davvero tutte?

Sarebbe molto bello e rassicurante poter dire che sì, i chimici e i divulgatori ce l’hanno messa tutta per coinvolgere il pubblico, i pubblici, nella grande e affascinante storia degli elementi e della materia e che ciò che non ha funzionato è dovuto ad una diffidenza da parte del pubblico. Verso ciò che richiama veleni, incertezza e scenari di tossicità da guerre mondiali. Dopotutto è proprio da lì, dalla Prima Grande Guerra, che la visione della chimica ha preso una deriva verso una concezione negativa, attirando verso di sé credenze e percezioni che hanno contribuito a nutrire la nota dicotomia “naturale-chimico”.

Ma se analizziamo bene la situazione possiamo facilmente renderci conto di come le responsabilità siano condivise da più attori presenti in scena e di come gli scenari di guerra abbiano fatto, in un certo senso, da spartiacque.

E prima? Prima, durante il diciannovesimo secolo, come nota il chimico e planetarista Steve Miller, c’era un forte entusiasmo nei confronti di ciò che lo studio sistematico e scientifico della materia aveva permesso di creare. Coloranti artificiali, farmaci e nuovi prodotti di sintesi erano entrati come una ventata di novità in un mondo che affrontava i frutti della rivoluzione industriale con spirito di innovazione. Continua...

Rock on!

Vincenzo Villani e Concetta Berlantini
(adattato da ‘Attrattore Strano’, Aracne editrice)

Tenevo Carmen per le spalle, dritta sulla linea del mare, mentre canticchiava un brano di David Bowie: ‘Ground Control to Major Tom…’.  ‘Vieni più in qua, altrimenti affogo…’, dicevo. E già la mia testa era mezza sott’acqua, vedevo solo acqua torbida e verdina. Dovevo conservare tutta la calma per salvarmi… ‘I’m floating in a most peculiar way…’, continuava. Solo a fatica riuscii a salvarmi da quella tomba!
rock onPaolo si alzò di botto sudato a sedere nel letto, per fortuna era stato solo un incubo: di certo, il rock psichedelico era stato causato dall’antibiotico che era costretto a prendere.
Con la mente ancora impastata dai sogni, si avviò a fare colazione. Dopo tanti anni, l’amore per Carmen era mutato: i sentimenti che adesso provava erano sbiaditi, confusi come note provenienti da un lontano jukebox…
Gli anni dell’università erano stati eroici, soprattutto per la competizione coi compagni di corso. Paolo, Gianni ed Andrea erano i più bravi, erano i soli a prendere regolarmente trenta agli esoneri di stechiometria, fisica… E poi c’era Carmen, brava e bella, ovviamente dai tre contesa.
Già dai primi giorni i tre si erano punzecchiati con domande e trabocchetti: il colore del permanganato di potassio… l’arcocoseno di -2… Paolo aveva fatto carriera nell’industria, Andrea nell’università e Gianni aveva finito per cambiare mestiere; tutti e tre erano stati innamorati di Carmen. Continua...

Quando a Napoli ci fu il boom della Chimica…

di Vincenzo Villani

Dipartimento di Scienze, Università della Basilicata

Accadde negli anni ’60 con l’arrivo alla Federico II del chimico Alfonso Maria Liquori (Napoli, 1926 – Roma, 2000).

Il napoletano Liquori, ritornò nella sua città nel 1960 con un curriculum unico e ricco di suggestioni internazionali. Laureatosi in Chimica a La Sapienza di Roma giovanissimo era stato al Polytechnic Institute di New York e quindi al Cavendish Laboratory di Cambrige, lavorando in un clima di grande libertà intellettuale a stretto contatto con i chimici più brillanti del tempo, spesso Nobel laureate.
Lelio Mazzarella e Guido Barone, allievi di Liquori (di cui sono stato a mia volta allievo) e Pietro Greco hanno ripercorso l’esperienza intellettuale del maestro e il contesto socio-politico in cui operò nel loro ultimo libro Alfonso Maria Liquori. Il risveglio scientifico negli anni ’60 a Napoli (Bibliopolis, 2013).

Durate la stimolante esperienza internazionale, Liquori sviluppò non solo competenze specialistiche di primo ordine in campo cristallografico, macromolecolare e di chimica teorica ma una mentalità nuova, una visione interdisciplinare con incursioni (come soleva chiamarle) tra le diverse discipline, con la consapevolezza della necessità del superamento delle tradizionali barriere culturali, steccati di potere e non di sapere.
Non fu solo grande studioso ma, anche grande organizzatore e animatore. Continua...

Eka-silicio

Vincenzo Villani
Dipartimento di Scienze, Università della Basilicata
Concetta Berlantini
Istituto Comprensivo ‘Umberto Postiglione’, Raiano (Aquila)

Gregorio era nato in una terra martoriata, dove i più consideravano la legalità un’utopia e i restanti un’eresia. Sebbene di famiglia agiata, Gregorio si risolse presto a fuggire via in cerca di fortuna in terra straniera. Ma il destino per lui aveva riservato una sorte diversa e…giovanissimo fu chimico di prestigio! Lui che aveva conosciuto le asperità della vita, non disdegnò d’inoltrarsi lungo i sentieri sconosciuti ed entusiasmanti della ricerca scientifica. Raggiunti gli onori nella chimica analitica delle acque, competenza che gli avrebbe assicurato ogni agiatezza e  rispetto, virò completamente rotta e mise se per l’alto mare aperto… La Tavola Periodica degli elementi, ideata da  Mendeleev nel 1869, era ancora incompleta, piena  di ‘buchi’! C’erano molti elementi incogniti che aspettavano d’essere scoperti: sotto l’alluminio il profeta siberiano aveva previsto l’eka-alluminio e sotto il silicio, l’eka-silicio… In Francia e Germania si stava facendo un gran bel lavoro. Finalmente, in una cava di zinco dei Pirenei fu scoperto nel 1875 il gallio! Gregorio, era affascinato da questi risultati e sperava di separare presto dalla ganga il suo cristallo prezioso, mai visto prima da occhio umano: era sulle tracce dell’eka-silicio! Continua...

Dal 25 luglio all’8 settembre 1943

di Guido Barone

Il 13 maggio 1943, con la resa degli ultimi contingenti tedeschi e italiani in Tunisia la guerra sul fronte africano si era chiusa.
Dopo poche settimane le forze anglo americane al comando del generale Alexander erano pronte a sbarcare in Sicilia (Operazione Husky:10 luglio 1943). La VII armata americana (Patton) sbarcò tra Gela e Licata, la VIII armata britannica (Montgomery) più a oriente, tra Pachino e Siracusa. La resistenza delle forze italo tedesche si inasprì in particolare nella piana di Catania tra il 18 luglio e il 5 agosto, mentre Palermo era stata occupata già il 22 luglio; ma poi si affievolì fino a quando il 17 agosto gli americani entrarono a Messina dopo una corsa lungo la costa settentrionale.

Il 3 settembre truppe britanniche sbarcarono in Calabria.
Nel frattempo il 17 luglio era stata bombardata per la prima volta Roma, fino ad allora dichiarata “Città aperta” anche per la presenza del Vaticano.
Lo stesso giorno Mussolini era stato convocato alla frontiera da Hitler per avere assicurazioni sulla tenuta dell’Italia nella guerra: Mussolini lo rassicurò, ma Hitler non si fidò.
A Roma i componenti del Gran Consiglio del Fascismo stavano prendendo atto che la strategie militare era oramai insostenibile: la popolazione era stanca e affamata, i bombardamenti su Milano e altri centri industriali del Nord, oltre che su Napoli e gli altri porti del Mezzogiorno, stavano piegando la struttura del Paese. Continua...

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