“i Lunedì della Cultura Chimica”

15 piccoli appuntamenti, uno per ogni lunedì, per 15 settimane dedicate ai fondamenti epistemologici e in senso lato culturali della chimica.
Come 15 sono i capitoli del saggio “La chiave del mondo. Dalla filosofia alla scienza: l’onnipotenza delle molecole“, già edito da Giovanni Villani per CUEN, Napoli, ed ora riproposto in versione rivista e commentata dall’Autore per la sezione chimiCOMPRENDE a cura dell’Associazione Culturale Chimicare.

L’atomo da Dalton a Mendeleev. Nascita della chimica classica

Articolo 5/15.
Questo articolo si colloca nell’ambito della rassegna “I Lunedì della Cultura Chimica“,
iniziativa curata dal chimico ed epistemologo Giovanni Villani, con il sostegno tecnico-scientifico dell’Associazione Culturale Chimicare 

Giovanni Villani

La rinascita del concetto greco di atomo viene di solito attribuita a Pierre Gassendi.   Ovviamente, la visione atomistica greca non era mai sparita del tutto dal panorama culturale occidentale, anche se fortemente avversata dalla Chiesa.   Occorreva, tuttavia, un uomo di chiesa, Gassendi era canonico a Digne, per potere, se non eliminare almeno ridurre, il collegamento tra atomismo e ateismo.  Gassendi nella sua formazione filosofica metteva insieme tre culture: quella medioevale clericale, quella rinascimentale e quella scientifica.   Egli si proponeva di fare una sintesi di queste tre visioni, per molti aspetti opposte.   L’immagine del mondo della materia di Gassendi somigliava a quella di Democrito, a parte le differenze dovute a considerazioni teologiche.   Gli atomi erano anche qui invisibili, ma non privi di estensione, erano divisibili matematicamente, ma non fisicamente; la natura ultima di questi atomi consisteva di soliditas, ossia di fermezza e impenetrabilità; essi erano pertanto sostanze permanenti e invariabili, che non differivano tra loro in qualità.   Anche per Gassendi le proprietà caratteristiche dei singoli atomi erano la moles (la dimensione) e la figura (la forma), mentre come terza proprietà veniva aggiunta il pondus (il peso), che in realtà, era già stato aggiunto da Epicuro.

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Principi, elementi e composti. Materia chimica

Articolo 4/15.
Questo articolo si colloca nell’ambito della rassegna “I Lunedì della Cultura Chimica“,
iniziativa curata dal chimico ed epistemologo Giovanni Villani, con il sostegno tecnico-scientifico dell’Associazione Culturale Chimicare 

Giovanni Villani

I concetti di elemento, composto e quello più antico (ma ora in disuso) di principio, costituiscono, insieme a quello di molecola (per il concetto di atomo vale un discorso a parte, essendo, solo parzialmente, un concetto chimico) la base concettuale della chimica.  Su di essi si è costruita tutta la fitta rete di concetti, e relativa parte sperimentale, della nostra disciplina.  Per questo motivo, seppure trattati specificatamente in questo articolo, il loro ruolo è essenziale (e, come vedremo, ritornerà spesso in primo piano) all’interno di tutto il libro e di quest’insieme di articoli.

Da un punto di vista scientifico, i problemi connessi a questi concetti di base sembrano lontani nel tempo e si ritiene che i pochi problemi (soprattutto “linguistici”) rimasti, risiedano solamente in ambito didattico.  Io credo che una rivisitazione e chiarificazione di questi concetti sia, invece, essenziale, soprattutto (ma non solo) in un’ottica “culturale” della chimica.

quattro elementiLa differenzazione che la chimica fa della materia in tantissime (e sull’aggettivo ritorneremo) entità è un qualcosa che si è costituito lungo la storia di questa disciplina.  

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È la massa la materia dei fisici?

Articolo 3/15.
Questo articolo si colloca nell’ambito della rassegna “I Lunedì della Cultura Chimica“,
iniziativa curata dal chimico ed epistemologo Giovanni Villani, con il sostegno tecnico-scientifico dell’Associazione Culturale Chimicare 

Giovanni Villani

Il concetto di materia in ambito fisico può essere fatto coincidere per lunga parte della storia del pensiero scientifico con il concetto di massa.  Fino al Settecento, “massa” e “materia” praticamente si identificavano in ambito fisico.  Nella fisica dell’Ottocento, e soprattutto in quella del Novecento, questi due concetti hanno preso strade diverse.  Per la fisica moderna, la materia in quanto tale è necessariamente un residuo incompreso e incomprensibile nell’analisi scientifica e perciò stesso da eliminare.  Soltanto le qualità di cui gode sono, per così dire, suscettibili di valutazione quantitativa.  Inoltre, la fisica moderna sembrano andare, anche se in maniera non lineare, verso un ridimensionamento del concetto di massa e verso una sua fusione con altri concetti, come l’energia.

Gli antichi disponevano di due metodi, che venivano applicati entrambi per la “misurazione della massa”, ma ambedue avevano problemi epistemologici per essere usati: la determinazione del peso e la determinazione del volume o spazio occupato. Il peso, difficilmente avrebbe potuto svolgere questa funzione, poiché mancava la correlazione o proporzionalità tra peso e quantità.  

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Il concetto “culturale” di materia

Articolo 2/15.
Questo articolo si colloca nell’ambito della rassegna “I Lunedì della Cultura Chimica“,
iniziativa curata dal chimico ed epistemologo Giovanni Villani, con il sostegno tecnico-scientifico dell’Associazione Culturale Chimicare 

Giovanni Villani

Il primo capitolo del libro La chiave del mondo è intitolato “La materia per i filosofi: la sostanza” e in questo articolo intendiamo riferirci proprio a come il mondo filosofico ha trattato questo concetto e come esso si è da sempre collegato al mondo scientifico.  L’importanza di questo argomento è che, come si dice nel libro:
“Il concetto di sostanza è stato fondamentale praticamente per tutti i filosofi. Infatti, tale concetto non soltanto ha costituito, dai filosofi greci ai giorni nostri, il fulcro di ogni metafisica, ma spesso ha costituito anche il collegamento delle metafisiche dei filosofi con la loro idea del mondo materiale.  Tramite questa strada, questo concetto ha rappresentato, in tutti e due i versi, il luogo di scambio tra il mondo filosofico e quello scientifico.”
Non sono, invece, parte integrante di questo articolo discorsi filosofici più generali, come il “materialismo” contrapposto allo “spiritualismo”, e tutte le considerazioni connesse a queste “ideologie”.

materialiIl termine “materia” è spesso soppiantato da quello di “sostanza” in ambito filosofico.  

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Introduzione alla Filosofia Chimica

Articolo 1/15.
Questo articolo si colloca nell’ambito della rassegna “I Lunedì della Cultura Chimica“,
iniziativa curata dal chimico ed epistemologo Giovanni Villani, con il sostegno tecnico-scientifico dell’Associazione Culturale Chimicare 

Giovanni Villani

Sono stato a lungo indeciso se chiamare questo primo lavoro, quello generale e di introduzione, “Introduzione alla filosofia della chimica” o “Introduzione alla filosofia chimica”.   Apparentemente sembrano due espressioni identiche o quasi, ma in realtà hanno due significati diversi.  Nella prima, sia il termine “filosofia” sia il suo argomento “della chimica” sono di tipo disciplinare e, quindi, siamo nell’ambito della filosofia della scienza e, in particolare, della filosofia della disciplina che si chiama chimica.   Nella seconda, il termine “filosofia” indica “punto di vista, approccio, ecc.”, cioè tutte quelle caratteristiche che possono specificare “come la pensa e come opera la chimica” e tutte insieme ne costituiscono la sua “filosofia”.   Ho optato per questa seconda scelta, più culturale e meno disciplinare.   È stato un mio collega e amico Alessandro Giuliani dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma, che sta scrivendo insieme ad un filosofo (Ermanno Bencivenga) un libro intitolato appunto “Filosofia chimica”, a richiamare la mia attenzione su questa piccola, ma non irrilevante differenza.

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