Metodi e Approcci

I metodi della chimica, il suo punto di vista, gli strumenti attraverso i quali analizza ed opera.
Contempla: chimica analitica, chimica inorganica, chimica organica, chimica descrittiva, chimica generale, chimica-fisica, biochimica, chimica sintetica.

Comunicare la chimica: le abbiamo provate davvero tutte?

di Nicole Ticchi

Sarebbe molto bello e rassicurante poter dire che sì, i chimici e i divulgatori ce l’hanno messa tutta per coinvolgere il pubblico, i pubblici, nella grande e affascinante storia degli elementi e della materia e che ciò che non ha funzionato è dovuto ad una diffidenza da parte del pubblico. Verso ciò che richiama veleni, incertezza e scenari di tossicità da guerre mondiali. Dopotutto è proprio da lì, dalla Prima Grande Guerra, che la visione della chimica ha preso una deriva verso una concezione negativa, attirando verso di sé credenze e percezioni che hanno contribuito a nutrire la nota dicotomia “naturale-chimico”.

Ma se analizziamo bene la situazione possiamo facilmente renderci conto di come le responsabilità siano condivise da più attori presenti in scena e di come gli scenari di guerra abbiano fatto, in un certo senso, da spartiacque.

E prima? Prima, durante il diciannovesimo secolo, come nota il chimico e planetarista Steve Miller, c’era un forte entusiasmo nei confronti di ciò che lo studio sistematico e scientifico della materia aveva permesso di creare. Coloranti artificiali, farmaci e nuovi prodotti di sintesi erano entrati come una ventata di novità in un mondo che affrontava i frutti della rivoluzione industriale con spirito di innovazione. Continua...

Divulgazione Scientifica e Sperimentazione Didattica a confronto nel workshop “Comunicare la Chimica”

Il Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi della Basilicata,
con il sostegno di SCI Basilicata, Divisione Didattica SCI, ANISN, Associazione Culturale Chimicare, Associazione Studentesca CAMING, Aracne editrice, organizzano nella giornata di venerdì 20 aprile 2018 il

workshop “Comunicare la Chimica”

– Divulgazione Scientifica e Sperimentazione Didattica a confronto –

Nell’ambito della stessa giornata tematica, nella mattinata dalle ore 10.30 alle ore 13.00 si terrà la VII assemblea sociale 2018 dell’Associazione Culturale Chimicare, eccezionalmente aperta a tutti i partecipanti del workshop (anche non soci Chimicare) che vorranno parteciparvi.

cittadella universitaria a Potenza

cittadella universitaria a Potenza

 

PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI

 

  • Vincenzo Villani (Università della Basilicata)
    “Viaggio nella storia della Chimica” 
  • Maurizio D’Auria (Università della Basilicata)
    “La Chimica intorno a noi” 
  • Alex Laminaux (Politecnico di Torino)
    “Chimica in Video: una rappresentazione artistica della Chimica” 
  • Nicole Ticchi (Associazione Culturale Chimicare)
    “Cultura Chimica: riflessioni su peculiarità e criticità” 
  • Salvatore Pirrone (Associazione CAMING)
    “CAMIN e la divulgazione della Scienza” 
  • Denis Gonni (Associazione ANISN), Rosanna Musolino (insegnante Scuola Media), Anna Massenzio (Liceo Scientifico Pasolini)
    “Fare Scuola tra Competenze e Passione” 
  • Marcella Manelfi (Aracne editrice)
    “Arancne e la divulgazione della Chimica” 
  • Denis Gonni (Associazione ANISN), Rosanna Musolino (Istituto Comprensivo, Albano di Lucania), Anna Massenzio (Liceo Scientifico Pasolini,
    Potenza)
    “Fare Scuola tra Competenze e Passione” 
  • Anna Maria Madaio e Fabio Capuano (ITIS Focaccia, Salerno)
    “Dalla Scuola Medica Salernitana alla Realtà Virtuale” 
  • Attilia D’Avino (Liceo Scientifico-Classico Torricelli di Somma Vesuviana)
    “Emotion: food for the mind”
     
  • Maria Di Biase (ITIS, Picerno) e Saverio Salvia (Liceo Scientifico Galilei)
    “Chimica e Informatica: dal Computer Molecolare al 3D Printing” 
  • Marina Lorusso
    “Chimica in note: una rappresentazione musicale della Chimica” 
  • Emma Tricarico (Liceo Scientifico Pasolini)
    “Attrattore strano (racconti di Vincenzo Villani): una rappresentazione teatrale della Chimica”

Chiuderà la rassegna alle ore 18:00 con un aperitivo buffet offerto a tutti i partecipanti. Continua...

Metodi didattici in chimica: alcune riflessioni

di Teresa Celestino

LA RICERCA DIDATTICA IN CHIMICA

Chemistry Teacher with Students in ClassGli americani la indicano con un acronimo, CER: Chemical Education Research. Noi traduciamo con “ricerca nella didattica della chimica”, ma non abbiamo una sigla corrispondente; forse perché da noi è considerata un’area di ricerca inusuale, e non v’è la necessità di abbreviare una espressione pronunciata poco frequentemente. Eppure in Italia esistono molti validi studiosi dei metodi di insegnamento-apprendimento della chimica; purtroppo la loro diffusione non è capillare, anche a causa della carenza di centri di ricerca educativa in molte aree del paese. Inoltre un chimico che si specializza nella didattica non ha un percorso di carriera universitario come quello di chi sceglie di dedicarsi alla classica attività di ricerca sperimentale; al contrario, in paesi come gli Stati Uniti è molto comune trovare all’interno delle Facoltà di Scienze il dipartimento di “Chemical Education” così come quelli di “Organic Chemistry” e “Nanotechnology”. Non solo: se in Italia si sceglie di studiare chimica è molto raro trovare nell’offerta formativa corsi di didattica o fondamenti storico-epistemologici di questa disciplina, tantomeno corsi di dottorato che permettano di coltivare tale tipologia di studi. Fortunatamente la situazione sta lentamente cambiando per la necessità di fornire una adeguata formazione universitaria ai futuri insegnanti. Continua...

Il concetto di “sistema” nella didattica della chimica

Cari colleghi insegnanti,
questo post è un po’ diverso dagli altri: non vi presento un particolare argomento, ma chiedo la vostra collaborazione per una ricerca di cui renderò noti i risultati acamerino tempo debito. Sto svolgendo il dottorato di ricerca in “didattica della chimica” presso la School of Advanced Studies dell’Università di Camerino. Il mio supervisore di tesi è il prof. Fabio Marchetti, docente di Chimica Generale ed Inorganica.

Uno degli obiettivi della mia ricerca è l’ampliamento dell’uso del concetto di sistema nell’insegnamento. Parte fondamentale della ricerca è la rilevazione a livello nazionale dell’utilizzo di tale concetto nella pratica didattica dei docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado delle classi di concorso tecnico-scientifiche e delle aree pedagogico-filosofica e giuridico-economica (principalmente A012, A013, A017, A019, A020, A033, A034, A035, A036, A037, A038, A042, A049, A057, A058, A059, A060 e altre che il docente vorrà indicare nel questionario).

Un sistema può essere definito come un’entità composta da più parti interconnesse e interdipendenti, organizzate in modo da lavorare insieme per compiere determinate funzioni. Un sistema dinamico aperto può ricevere dall’ambiente materia/energia/informazione che costituisce il suo “input”. Nel sistema l’input viene rielaborato producendo  un “output” in uscita come risultato. Continua...

Le tappe storiche dell’Immunologia

di Sergio Barocci

campo semantico per "sistema immunitario"

 

Da Jenner alla teoria delle catene laterali di Paul Ehrlich

Edward A Jenner - Louis Pasteur

Edward A. Jenner ( 1749 – 1823) Louis Pasteur (1822 – 1895)

Sebbene il concetto di immunità fosse già presente nella tradizione popolare, sono trascorsi quasi duemila anni prima che si attuasse in una efficace pratica medica. Un primo tentativo sistematico di immunizzazione contro una malattia infettiva è probabilmente da far risalire al XV secolo, ad opera di Cinesi e Turchi. Tuttavia, un documentato e significativo miglioramento nei metodi di immunizzazione ebbe luogo nel XVIII secolo ad opera di E. Jenner che nel 1798 realizzò i primi vaccini contro il virus del vaiolo. Nel XIX secolo il concetto di immunità conobbe maggiori sviluppi grazie a L. Pasteur e alle sue ricerche sugli agenti infettivi e sulla vaccinazione.

Elie Metchnikoff - Paul Ehrlich

Elie Metchnikoff (1845 – 1916);  Paul Ehrlich (1854 – 1915)

Tra la fine del XIX secolo e i primi due decenni del Novecento, la complessità dei meccanismi immunitari venne gradualmente svelata, con la dimostrazione dell’esistenza degli anticorpi, dell’identificazione del complemento, dell’applicazione di nuove metodiche come la precipitazione e l’agglutinazione. Alla “teoria umorale” dell’immunità venne affiancata la “teoria cellulare”, grazie ai lavori di E. Metchnikoff (Premio Nobel per la Medicina insieme a Ehrlich nel 1908) sulla fagocitosi. Continua...

La codifica del genoma umano e la sua pubblicazione

di Sergio Barocci

(continua dall’articolo “il Progetto Genoma Umano“)

Anno 1996.
Nel mese di febbraio fu organizzato un congresso alle isole Bermuda finanziato dal Wellcome Trust in cui i più importanti laboratori coinvolti nella ricerca del progetto internazionale sul Genoma Umano (HPG) sottoscrissero un accordo in base al quale si impegnavano a rendere liberamente accessibili i dati, così da massimizzare i benefici sociali della ricerca. Molti furono gli scienziati che riposero le loro speranze nel progetto pubblico internazionale sullo studio del genoma
Nel mese di aprile si sviluppò la tecnologia Gene Chip una tecnica rivoluzionaria per studiare l’espressione genica e per il sequenziamento grazie alla collaborazione tra il Dipartimento di Biochimica dell’Università di Stanford e la Società americana Affymetrix Inc. con sede a Santa Clara in California che resero disponibili commercialmente dei DNA microarray (microscopiche sonde di DNA o probes attaccate ad una superficie solida come un chip di silicio formanti un array o matrice che permettevano di esaminare simultaneamente la presenza di moltissimi geni all’interno di un campione di DNA).

Affymetrix Gene ChipAffymetrix Gene Chip

Affymetrix Gene Chip: strumentazione e due singoli chip

Nel mese di luglio fu sequenziato il genoma di Escherichia coli di 4,64 Mb e nel mese di settembre si avviarono, invece, sei progetti pilota con finanziamenti di diversi milioni di dollari per sequenziare le estremità finali dei cloni BAC.   Continua...

Un progetto per la Scuola Media: “Insieme nel Reale e nel Virtuale per la Chimica Sostenibile”

Anna Maria Madaio, insegnante di Chimica Organica e Biochimica presso l’Istituto Tecnico Tecnologico “B. Focaccia” di Salerno, è Responsabile Scientifico di un Progetto di Diffusione della Cultura Scientifica destinato alla formazione di 50 docenti di Scienze e di Tecnologia delle Scuole secondarie di primo grado ed ai docenti di Scienze del primo biennio delle Scuole secondarie di secondo grado.
Il progetto, diretto dal Dirigente dello stesso ITT, Renzo Stio, ha per titolo “Insieme nel Reale e nel Virtuale per la Chimica Sostenibile” e coinvolge anche l’Istituto di Chimica Biomolecolare del CNR (ICB-CNR) di Pozzuoli (NA) ed il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Salerno (DIIn-UNISA).
L’Associazione Culturale Chimicare, che supporta il progetto in qualità di media-partner, ha rivolto alcune domande al suo Responsabile Scientifico, con la finalità di permettere ai lettori di conoscere meglio le implicazioni e le innovazioni che esso comporta, nello scenario della diffusione della cultura scientifica italiano.


Chimicare – Buongiorno Anna Maria e, come prima cosa, complimenti per essere riuscita con il tuo istituto a condurre fino alla linea di partenza questo importante e immagino non facile progetto. Il primo aspetto che salta all’attenzione anche dei meno coinvolti nella didattica della chimica sono i destinatari ultimi del progetto, ovvero gli insegnati della scuola secondaria di primo grado (la vecchia scuola media). Continua...

il Progetto Genoma Umano

di Sergio Barocci

logo di Human Genome Project

logo di Human Genome Project

Se abbiamo ora a disposizione la mappa completa del genoma umano cioè l’intero DNA della nostra specie trasformato in un contenuto digitale di 1,5 Gigabyte, reperibile su Internet (Road Map Epigenomics) e che tutti i ricercatori, usano ed elaborano per i loro scopi, lo dobbiamo esclusivamente al Progetto Genoma Umano o HGP, una delle imprese scientifiche più importanti della storia dell’umanità per ambizione e risorse impiegate. Il coronamento di decenni di ricerca biologica da cui ha preso inizio una nuova era, l’era “post-genomica”.
L’idea di fondo del Progetto è stata l’acquisizione di conoscenze che fossero di fondamentale importanza per la comprensione dei meccanismi della genetica umana e per l’implicazione dei geni nello sviluppo delle malattie umane ma soprattutto per l’identificazione e per la mappatura di tutti quei geni presenti nel genoma umano e per il loro posizionamento, almeno approssimativamente sui cromosomi, allo scopo di sviluppare metodi più efficienti e veloci di sequenziamento del DNA, di mettere a punto software per gestire, assemblare e analizzare l’immensa mole dei dati di sequenza prodotti e infine di considerare gli aspetti etici, sociali e legali legati dalla disponibilità di dati così delicati relativi alle persone. Continua...

Le tappe storiche che hanno condotto alla scoperta delle vitamine

di Sergio Barocci

Le cellule viventi, oltre ai loro componenti principali (carboidrati, lipidi, proteine, acidi nucleici), contengono anche alcune sostanze organiche che svolgono la loro azione in piccole quantità, chiamate vitamine. Sebbene esse siano essenziali per molte forme di vita, la loro importanza biologica venne riconosciuta per la prima volta solo in quanto alcuni organismi non erano in grado di sintetizzarle e dovevano quindi rifornirsene da fonti esogene. Insieme agli enzimi partecipano alle reazioni chimiche necessarie al funzionamento del nostro organismo e agiscono anche da catalizzatori per la formazione o la rottura dei legami chimici tra le molecole
alimenti fonti primarie delle diverse vitamineLa storia delle vitamine, uno degli episodi più importanti nella storia della biochimica, ha avuto un notevole effetto sul benessere e sulla salute dell’uomo e sulla comprensione dei processi catalitici che avvengono nel metabolismo degli organismi viventi. Il fatto che la dieta fosse in relazione con alcune malattie, era già noto al tempo degli antichi egizi in quanto essi conoscevano da tempo che estratti di fegato erano in grado di curare la cecità notturna, una malattia oggi nota per essere causata da una carenza di vitamina A. Durante il Rinascimento, l’inizio dell’era delle navigazioni oceaniche causò ai naviganti prolungati periodi di privazione di frutta fresca e di verdure e pertanto le malattie dovute alle carenze di vitamine divennero abbastanza comuni tra gli equipaggi delle navi. Continua...

La bibliometria e gli indici di valutazione di riviste e ricercatori

di Silvia Barra

Negli articoli precedenti sulla peer-review (vedasi elenco a fondo pagina) abbiamo scoperto come funziona questo meccanismo, i suoi pro e contro e quali sono le figure che entrano in questo processo. Abbiamo anche detto che la peer-review è una sorta di garanzia sulla qualità della rivista che la applica.
In questo nuovo articolo scopriremo che ci sono altri fattori da tenere in considerazione quando dobbiamo effettuare una ricerca bibliografica.

 

La bibliometria e l’importanza degli indici quantitativi

espressione di un giudizio o di una preferenzaEsiste una scienza che si occupa della valutazione delle pubblicazioni, la bibliometria. Questa scienza si basa su aspetti qualitativi e quantitativi. La peer-review è un aspetto di tipo qualitativo: è l’opinione soggettiva, seppur autorevole, di alcuni esperti riguardo al lavoro prodotto da un altro ricercatore.
In questo articolo ci concentreremo invece sugli aspetti quantitativi, chiamati indici bibliometrici. Questi indici sono degli algoritmi matematici che si applicano alla rivista o ai suoi autori.
Più elevato è il numero delle citazioni ricevute da una pubblicazione, maggiore è il numero di autori che hanno utilizzato nel loro lavoro il contenuto della pubblicazione in
oggetto, quindi maggiore è l’impatto di questa pubblicazione sulla comunità accademica.
La possibilità di utilizzare uno dei due procedimenti non esclude l’altro, anzi proprio per il fatto che non esiste una regola standard per la valutazione, è legittimo usufruire sia degli indicatori bibliometrici sia della peer-review. Continua...

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