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	<title>Commenti a: la SPANNOMETRIA, ovvero l’orientativita’ dell’esperienza</title>
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	<description>il sito ufficiale della prima organizzazione no-profit in Italia specificamente dedicata alla diffusione della cultura della chimica, anche fra i non addetti ai lavori</description>
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		<title>Di: Aldo</title>
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		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 11:04:27 +0000</pubDate>
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		<description>Gran bell&#039;articolo, mi ci ritrovo molto spesso nelle mie situazioni di lavoro.

E&#039; divertente vedere le facce di colleghi e più ancora di tesisti e tirocinanti, abituati a spaccare (spesso inutilmente) il capello in quattro, quando lavoro &quot;a spanne&quot;: in prima istanza leggo delusione e perplessità (&quot;questo qui racconta di analisi quantitative di estrema sensibilità e poi lavora in modo così grossolano?&quot;), a cui si contrappone lo stupore al momento di leggere i risultati.

D&#039;altronde la spannometria spesso è l&#039;unico salvagente, come scrivi tu, in situazioni complesse. A patto di avere davvero la giusta esperienza e sensibilità, altrimenti si fanno errori anche molto pesanti.

A presto
Aldo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gran bell&#8217;articolo, mi ci ritrovo molto spesso nelle mie situazioni di lavoro.</p>
<p>E&#8217; divertente vedere le facce di colleghi e più ancora di tesisti e tirocinanti, abituati a spaccare (spesso inutilmente) il capello in quattro, quando lavoro &#8220;a spanne&#8221;: in prima istanza leggo delusione e perplessità (&#8220;questo qui racconta di analisi quantitative di estrema sensibilità e poi lavora in modo così grossolano?&#8221;), a cui si contrappone lo stupore al momento di leggere i risultati.</p>
<p>D&#8217;altronde la spannometria spesso è l&#8217;unico salvagente, come scrivi tu, in situazioni complesse. A patto di avere davvero la giusta esperienza e sensibilità, altrimenti si fanno errori anche molto pesanti.</p>
<p>A presto<br />
Aldo</p>
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