Un progetto per la Scuola Media: “Insieme nel Reale e nel Virtuale per la Chimica Sostenibile”

Anna Maria Madaio, insegnante di Chimica Organica e Biochimica presso l’Istituto Tecnico Tecnologico “B. Focaccia” di Salerno, è Responsabile Scientifico di un Progetto di Diffusione della Cultura Scientifica destinato alla formazione di 50 docenti di Scienze e di Tecnologia delle Scuole secondarie di primo grado ed ai docenti di Scienze del primo biennio delle Scuole secondarie di secondo grado.
Il progetto, diretto dal Dirigente dello stesso ITT, Renzo Stio, ha per titolo “Insieme nel Reale e nel Virtuale per la Chimica Sostenibile” e coinvolge anche l’Istituto di Chimica Biomolecolare del CNR (ICB-CNR) di Pozzuoli (NA) ed il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Salerno (DIIn-UNISA).
L’Associazione Culturale Chimicare, che supporta il progetto in qualità di media-partner, ha rivolto alcune domande al suo Responsabile Scientifico, con la finalità di permettere ai lettori di conoscere meglio le implicazioni e le innovazioni che esso comporta, nello scenario della diffusione della cultura scientifica italiano.


Chimicare – Buongiorno Anna Maria e, come prima cosa, complimenti per essere riuscita con il tuo istituto a condurre fino alla linea di partenza questo importante e immagino non facile progetto. Il primo aspetto che salta all’attenzione anche dei meno coinvolti nella didattica della chimica sono i destinatari ultimi del progetto, ovvero gli insegnati della scuola secondaria di primo grado (la vecchia scuola media). Da dove nasce l’idea del progetto?

Anna Maria MadaioA. M. Madaio – Da un’analisi dei bisogni emersi durante le giornate di orientamento scolastico rivolto agli alunni delle scuole secondarie di primo grado, o durante le attività di divulgazione scientifica già messe in atto dall’ITT Focaccia, abbiamo realizzato che, in generale, nella programmazione didattico-disciplinare, la chimica viene trattata in modo marginale e con metodologie tradizionali. Inoltre, gli alunni, come pure l’opinione pubblica, considerano la chimica una disciplina di difficile comprensione, lontana dalla realtà quotidiana e “cattiva” perché inquina, causa disastri ecc . Come risultato, la chimica non viene amata e la carenza di vocazione scientifica in questo settore diventa sempre più evidente nella scelta del proseguimento degli studi, traducendosi in una carenza di personale qualificato (diplomato o laureato) in fondamentali campi lavorativi di questo settore. Crediamo che la scuola, fin dalla primaria, debba contribuire a riabilitare questa disciplina, rimarcando il ruolo fondamentale che essa ha nella vita di tutti i giorni e nella salvaguardia della salute e dell’ambiente e la sua fisionomia di scienza sperimentale. Pertanto il progetto vuole coniugare contenuti didattici innovativi con metodologie didattiche innovative, quali la didattica laboratoriale e la didattica immersiva nei mondi virtuali fornendo ai docenti delle scuole medie, tramite i soggetti istituzionali coinvolti, un supporto qualificato e innovativo (ma anche continuativo) alla didattica delle scienze chimiche.

Chimicare – Il titolo del progetto riporta al suo interno due idee-chiave di sicura attualità: quella degli ambienti virtuali e quello della chimica sostenibile. Come pensi di poter affrontare questi due scenari in modo sinergico, o per lo meno congiunto, per far sì che il tutto non si traduca semplicemente nella giustapposizione di argomenti?

Istituto Tecnico Tecnologico "Basilio Focaccia" di SalernoA. M. Madaio – Sono due facce della stessa medaglia: fornire ai docenti la possibilità di insegnare una disciplina, che ricopre un ruolo importante nel progresso socio-economico dell’umanità, in maniera creativa e coinvolgente! La didattica immersiva nei mondi virtuali diventa uno strumento per appassionare gli studenti e per motivarli allo studio di una disciplina considerata arida e avulsa dalla realtà quotidiana.

Chimicare – Venendo agli ambienti “virtuali” ai quali fai riferimento nel progetto, troviamo citati in primo luogo edMondo, Unicamhearth ed infine TechLand. Non credo di mettermi troppo nei panni del pessimista nel credere che ben pochi lettori, e ahimè anche ben pochi docenti, conoscano queste realtà, quindi ti sarei grato se volessi parlarcene, magari partendo proprio dall’inizio, ovvero dal concetto stesso di ambiente virtuale per l’insegnamento delle scienze.

INDIRE - Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca EducativaA. M. Madaio – La didattica immersiva nei mondi virtuali 3D ha subito negli ultimi anni un forte sviluppo grazie alle riconosciute potenzialità didattiche e rappresenta uno strumento didattico coinvolgente e alquanto familiare per gli alunni del nostro tempo, definiti “nativi digitali”. Da qualche anno l’INDIRE sta investendo su questa tecnologia didattica innovativa, creando una piattaforma tecnologica 3D in opensim, denominata edMondo, accessibile a studenti e docenti di ogni ordine di scuola. Tramite corsi on line, tenuti da Andrea Benassi, Referente del progetto “Didattica Immersiva” dell’INDIRE, un numero sempre maggiore di docenti vengono formati ogni anno e realizzano, insieme ai propri studenti, ambienti di apprendimento in ogni campo disciplinare, sviluppandoli come serious game oppure simulando esperimenti, costruendo impianti ecc. Accanto a edMondo, altri mondi virtuali a scopo didattico si sono sviluppati, sia ad opera di singoli docenti esperti che di gruppi di docenti. Ad esempio, Unicamhearth che tratta di Scienze della Terra e Techland di Matematica, Scienze e Chimica. Tutto questo è in perfetta linea con le indicazioni del Piano Nazionale Scuola Digitale.
In quest’ottica, diventa stimolante quindi affiancare alle attività condotte nei laboratori reali, attività realizzate in ambienti virtuali, dove l’alunno sviluppa la propria creatività, crea ambienti e si immerge in situazioni simulate, ma molto realistiche. Nella mia pratica didattica ho avuto modo di sperimentare i mondi virtuali realizzando, insieme ad un gruppo di studenti, un ambiente denominato MondoChimico in cui sono stati costruiti dei laboratori-aula destinati a tematiche di Green Chemistry trattate nel corso degli anni scolastici. In questo mondo il visitatore si può immergere attraverso avatar personalizzati, interagire con le altre persone collegate e con gli oggetti presenti e navigare in maniera coinvolgente, immersiva ed interattiva alla scoperta di ambienti da cui attingere informazioni utili, senza limitazioni spazio-temporali.


“La Chimica a Techland”, realizzato da Michela Occhioni

Chimicare – Nelle finalità del progetto vedo che hai fatto riferimento allo sviluppo negli alunni di competenze di cittadinanza attiva e responsabile. Immagino che questo, mettendoci nei panni del chimico, significhi non soltanto porre l’accento sul termine “sostenibile” riferito alla chimica, ma anche nello sviluppo di una consapevolezza circa l’imprescindibilità del ricorso a questa scienza ed alle sue applicazioni tecnologiche e industriali a sostegno della nostra stessa civiltà, paradigma questo che le frange più estremiste e a loro modo poco responsabili dell’opinione pubblica sembrano non aver ancora del tutto metabolizzato.

A. M. Madaio – Promuovere la cultura tecnico-scientifica incentrandola su tematiche innovative riguardanti ambiente, salute, energia, materiali, vuole appunto sottolineare l’importante ruolo della chimica, e della ricerca in questo settore, nella tutela della salute e dell’ambiente e di conseguenza nello sviluppo economico e tecnologico del Paese. Dare ai docenti la possibilità di innovare i contenuti disciplinari e le metodologie didattiche, può contribuire a sviluppare,negli alunni, cittadini del domani e fruitori del percorso formativo dei docenti, nell’immediato, la curiosità verso la disciplina e una maggiore motivazione allo studio, nel futuro una maggiore consapevolezza del ruolo della chimica nel progresso socio-economico dell’umanità, facendosene anche promotori a livello familiare e sociale.

Chimicare – Anche il “laboratorio come strumento di pensiero” suona a suo modo come un’espressione affascinante, anche se è facile individuare al di là dell’immagine una doverosa valorizzazione del metodo scientifico, che in alcun modo può esimersi dalla pratica sperimentale. Come ci concilia però questa necessità con l’incoraggiamento verso la virtualizzazione dell’esperienza didattica?

A. M. Madaio – L’esperienza laboratoriale genera estrema curiosità e interesse nell’alunno e contribuisce in modo determinante alla sua formazione culturale sviluppando le capacità di mettere in stretto rapporto il “pensare” e il “fare”. Nelle attività di laboratorio, l’alunno è attivo, applica il sapere, impara a raccogliere dati e a confrontarli con gli altri. Diventando “artefice” della sua conoscenza l’alunno è motivato ad apprendere perché acquisisce la consapevolezza di essere utile a sé stesso e agli altri, in un contesto di condivisione dei percorsi formativi. In un mondo virtuale l’alunno può realizzare la sua immagine della chimica, un suo percorso didattico tematico e interattivo, può simulare una reazione, costruire una molecola, creare un gioco didattico in un ambiente a lui congeniale, dove poter estrinsecare la sua creatività, interagire con altri e collaborare alla costruzione di un proprio prodotto finale in cui potersi immergere.

insieme nel reale e nel virtuale per la chimica sostenibile

Chimicare – Si parla sempre della difficoltà di far dialogare fra loro il mondo universitario e degli istituzioni nazionali di ricerca con il mondo della scuola secondaria ma a quanto vedo la partecipazione congiunta di questi diversi attori è, al contrario, un punto di forza di questo progetto. Posso chiederti come sei riuscita in questa delicata impresa e se avresti qualche consiglio da fornire a quanti di noi ancora non riescono a far sedere intorno allo stesso tavolo università, scuola secondaria ed istituti di ricerca?

chimica sostenibileA. M. Madaio – Riteniamo che sia di fondamentale importanza il raccordo tra scuola-università-ricerca-mondo del lavoro ai fini della qualità dell’offerta didattico-formativa. Infatti, nel corso degli anni, diversi sono stati i rapporti tra ITT Focaccia ed enti di ricerca e università, tra cui ICB-CNR e DIIn, per attività di formazione docenti, di divulgazione e di orientamento degli alunni verso gli studi universitari e il mondo del lavoro. Le competenze di ICB e DIIn nell’ambito della Chimica Sostenibile hanno fatto anche da supporto ad attività didattiche svolte sia in progetti di approfondimento curriculare che in seminari divulgativi. Nel contempo, diversi sono stati anche i rapporti dell’ITT Focaccia con le scuole medie del territorio, per la realizzazione di coinvolgenti attività laboratoriali e seminariali anche presso le loro sedi. Il progetto quindi, vuole fornire ai docenti della scuola secondaria di primo grado un raccordo con docenti delle scuole superiori, esperti di didattica innovativa e mondo accademico della ricerca e della produzione, finalizzato al raggiungimento degli obiettivi previsti, ossia informare e formare i docenti sui progressi della ricerca scientifica nel campo della Chimica Sostenibile e delle sue applicazioni tecnologiche,con riferimenti costanti al mondo della produzione e favorire l’utilizzo di attività laboratoriali e strumenti didattici innovativi, miranti a sviluppare anche competenze digitali nei docenti e di conseguenza negli studenti in un progetto di condivisione di dispositivi, metodiche e informazioni che vuole continuare oltre il termine temporale del progetto stesso

Chimicare – Ho letto che il progetto si conclude con un evento finale, puoi dirci di cosa si tratta?

A. M. Madaio – Il fine del progetto è anche quello di diffondere la cultura tecnico scientifica e le tematiche trattate anche ad un pubblico di non addetti attraverso l’interazione con le famiglie ed il territorio per cui terminerà con uno speciale evento di divulgazione, aperto anche al pubblico esterno, in cui saranno presentati spettacoli di scienza, mondi virtuali per la didattica delle scienze, l’ ambiente immersivo sul progetto, realizzato in edMondo, attività svolte dai corsisti nelle loro classi come ricaduta del progetto, attività svolte dagli alunni di Chimica e Materiali dell’ I.T.T. Focaccia su tematiche della Chimica Sostenibile e, in maniera divulgativa, anche le attività di ricerca svolte da ICB-CNR e DIIn-UNISA sulle tematiche seminariali trattate. Sarà una Festa della Chimica Sostenibile!


“ModoChimico” Isola 3D  sulla Chimica Organica realizzata in edMondo
da studenti dell’indirizzo Chimica e Materiali dell’ITT “B. Focaccia” di Salerno,
con il coordinamento di Anna Maria Madaio

Sito web di riferimento del progetto:
Insieme nel Reale e nel Virtuale per la Chimica Sostenibile

Gruppo Facebook inerente in progetto:
Insieme nel Reale e nel Virtuale per la Chimica Sostenibile

2 risposte a Un progetto per la Scuola Media: “Insieme nel Reale e nel Virtuale per la Chimica Sostenibile”

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