analisi chimica

Dall’orsetto di peluche alla ricerca pura: una e infinite storie di chimica

orsetto di pelucheIl peluche della tua infanzia.  Ricordi ancora i suoi occhi neri e profondi di una plastica senza nome, ed il suo pelo che profuma ancora di ricordi.  Pensavi a lui come a un compagno, un amico fedele: rimembri ancora la sua espressione, il suo aspetto, il suo odore e la sua morbidezza.    Ti ci vuole un certo distacco, la visione disincantata della maturità per riuscire a vedere in lui quello che “nonostante tutto” egli è pur sempre: un oggetto, fatto di qualcosa.   Non di sogni e polvere di stelle, ma di materia, ovvero sostanze chimiche.  Ne più ne meno di noi.  Quando da bambino scopri attraverso un buchino aperto nella cucitura della pancia che il tuo orsetto dentro è imbottito di un materiale misterioso ed alieno, ti senti preso da un misto di incredulità ed orrore.   E ti domandi: oddio, cos’è sta roba?
rotolo di poliuretano espanso (gommapuma)Questo materiale di riempimento può essere composto da gommapiuma: questo è il nome comune (in realtà brevettato) dato al poliuretano espanso: un materiale polimerico sintetico, sostanzialmente una plastica flessibile e ricchissima di pori.    Poco importa se l’azienda che ha confezionato il peluche l’ha comperata in grandi fogli arrotolati e se l’è poi triturata in casa, oppure se l’ha acquistata già sminuzzata in frammenti: qualcun altro, in precedenza e da qualche altra parte, deve avere prodotto questo poliuretano e per produrlo ha fatto ricorso ad una reazione chimica. Continua...

l’analisi chimica (2° parte): 5 strategie di base

Dall’intervento precedente:

In funzione del grado di conoscenza pregressa che il richiedente (o per forza di cose anche soltanto il chimico) ha già del materiale in oggetto, ed in funzione anche del livello di dettaglio delle nuove informazioni che egli desidera ottenere, si possono grosso modo individuare 5 differenti approcci metodologici alla problematica chimico-analitica caratterizzati ciascuno, prima ancora che da procedure e strumenti operativi, da una sua particolare filosofia epistemologica:

SCREENING
PROFILO COMPOSIZIONALE
RICERCA DI SINGOLI COMPONENTI
MISURAZIONE PROPRIETA’
STRUTTURISTICA

Nell’intervento precedente (l’analisi chimica (1°parte): finalità, approcci e limiti) erano stati descritti i primi due approcci, mentre i rimanenti sono affrontati nella trattazione che segue:
RICERCA DI SINGOLI COMPONENTI
Forse ritenuta dai più l’analisi chimica per antonomasia, la ricerca di singoli componenti è quella che risponde alla domanda fra tutte più mirata: “è presente o è assente questa precisa specie chimica? e se è presente, a che concentrazione si trova?”.

Sembra una cosa da niente, ma dietro ad un quesito posto in questi termini ci sono parecchie “condizioni” che devono essere valutate e rispettate, ed altrettanti segnali di allerta che dovrebbero mettere in guardia il chimico analitico, ma da un punto di vista pratico soprattutto il non chimico che richiede l’analisi o che ne utilizza i risultati, a guardarsi bene dal trattare queste metodiche ed i risultati che esse possono fornire, al di fuori delle loro spesso ristrette condizioni di validità. Continua...

l’analisi chimica (1° parte): finalità, approcci e limiti

Nell’immaginario collettivo l’analisi chimica è un processo dato troppo spesso per scontato.    Come una freccia ben direzionata, univoca ed inequivocabile, quanto accade fra le mura pulite di un laboratorio chimico-analitico è considerato spesso né più ne meno di uno step meccanicistico ed essenzialmente puntuale fra il quesito posto e la risposta fornita, sottoforma di un documento virtualmente inopinabile, impugnabile per ogni necessità in quanto è risaputo che, diversamente dalle argomentazioni verbali, per loro natura manipolabili, almeno la carta …“canta”!
chimicare - l'analisi chimica: finalità, approcci e metodiche Metodi utilizzati, criteri di scelta degli stessi, limiti di validità e via discorrendo tutto quello che “sta prima” del risultato non interessa poi a molti: con uno slancio di fiducia di stampo un po’ positivista ma ahimè talvolta discretamente irresponsabile si da come per scontato che tutto questo processo sia implicitamente sempre oggettivo ed inattaccabile, del tutto estraneo agli ambiti dell’opinione e del giudizio, mentre l’attenzione dei singoli come quella dei media resta invece saldamente puntata sui risultati finali che l’analisi chimica di volta in volta fornisce.

In realtà dietro ad ogni risultato fornito vi sta, oltre ad un campione, anche un metodo di analisi, e dietro al metodo vi sta la persona che l’ha applicato ma soprattutto quella (o meglio, “quelle”, spesso una vera squadra) che l’ha messo a punto.     Continua...

la “materia oscura” nell’analisi della composizione degli alimenti

Coloro che hanno provato ad avvicinarsi allo studio dei prodotti di origine naturale, soprattutto quando questi sono concepiti in funzione di alimenti o di ingredienti alimentari, avranno probabilmente notato una curiosa e per certi versi un po’ inquietante circostanza: se da un lato moltissimi dei microcomponenti, magari quelli di più elevato significato funzionale specifico e maggiormente esaltati sul piano mediatico dagli esperti in ragione della significatività della loro interazione, positiva o negativa che sia, con il nostro organismo (come ad esempio le vitamine, gli alcaloidi, i sali minerali, gli steroli, alcuni acidi grassi, i terpeni) sono ricercati “singolarmente” dai laboratori estensori degli studi composizionali, individuati e quantificati per ogni ingrediente o prodotto finito con straordinario dettaglio nonostante le loro concentrazioni siano di fatto molto ridotte,
dall’altra parte si nota che sommando fra loro le concentrazioni assolute di tutti queste specie chimiche singolarmente descritte in un alimento si arriva a percentuali spesso esigue, terribilmente lontane dal teorico 100% di un diagramma a torta della composizione del prodotto.
Cosa ne è allora della fetta preponderante del prodotto?

alimenti Si osserva allora che se per definire i primi, ovvero i microcomponenti noti, si è scesi nel dettaglio dell’attribuzione e della quantificazione delle singole specie chimiche, per la definizione ed il dosaggio della restante e per lo più preponderante fetta composizionale il livello di dettaglio è per lo meno “più approssimato”, per non dire addirittura in molti casi contraddittorio. Continua...

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