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Henry Cavendish: lo scopritore dell’idrogeno che pesò il mondo

di Vincenzo Villani

Continuiamo con la rilettura dei chimici illustri raccontati da Bertrand Jaffe nelle sue biografie.  E’ la volta di Henry Cavendish, milionario eccentrico e geniale che scoprì l’idrogeno e decompose e sintetizzò l’acqua.

Henry nacque nel 1731 in una nobile famiglia inglese di condottieri, dignitari e navigatori, cavendo tutus (sii sicuro esercitando la prudenza) era il loro motto. Egli portò quest’indole a limiti estremi in tutt’altra direzione: riservato e solitario fu assorbito dalla ricerca scientifica in modo completo. Fu abilissimo sperimentatore, la Scienza per lui significò ‘misurare’. Seppe concepire apparecchiature ed esperimenti la cui precisione ha sfidato il tempo.

sviluppo di idrogeno gassoso dalla reazione di un metallo con un acidoGià Paracelso, ultimo degli alchimisti e primo dei chimici, nel ‘500 aveva osservato che l’acido solforico reagiva col ferro liberando misteriose bollicine. Cavendish, si propose di studiare la natura di quel gas incognito che bruciava con una fiammella azzurra: forse si trattava del flogisto, lo spirito imponderabile che si liberava nella combustione. Per indagare, utilizzò acidi e metalli diversi: ferro, zinco e stagno, acido cloridrico e solforico, in tutti i casi ottenne la stessa fiamma azzurra… Era incredibile che lo stesso composto si liberasse in reazioni così diverse: non poteva trattarsi che del fantomatico flogisto, che si riteneva presente nei metalli. Continua...

l’azoto è una miscela gassosa ad alto rischio?

Quando Adolfo de Sanctis nel post di ieri sul sito “Cattiva Scienza in TV” citava la divulgazione di questa notizia da parte di un telegiornale nazionale, devo ammettere di essere rimasto incredulo.   cattiva scienza in TV Incredulo ovviamente del fatto che non soltanto un notiziario nazionale, ma in senso lato una persona, un giornalista, magari pure laureato, fosse anche in filosofia estetica, potesse mettere in giro una notizia così grossolanamente falsa.  Non fraintendiamoci: qui non si tratta di “chimica” propriamente detta, bensì di quella cultura generale di base che qualsiasi scuola dell’obbligo, fosse anche la più sgangherata, dovrebbe fornire anche al più disattento dei suoi studenti.

La diffusione di questa notizia suonava talmente improbabile che, incredulo, ho voluto ascoltare personalmente il notiziario in podcast: si tratta del Tg1 delle ore 13.30 del giorno 14/09/2010.

Riporto testualmente il testo letto dalla presentatrice:
“Sono saliti a venti gli indagati per la tragedia nello stabilimento chimico DMS di Capua.  Durante gli ultimi rilievi nel silos dove sono morti i tre operai i viglili del fuoco avrebbero trovato tracce di azoto, una miscela gassosa ad alto rischio”

E poi?   e poi basta.   La sorpresa finale è stato infatti scoprire che “la notizia” era tutta lì.   Nessuna parola in più, nessuna in meno rispetto a quanto riportato fra apici: lo scopo del comunicato era semplicemente rivelare alla nazione la sconcertante scoperta di questa insospettabile miscela gassosa ad alto rischio. Continua...

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