atomi

Il micro e il macro mondo

Articolo 11/15.
Questo articolo si colloca nell’ambito della rassegna “I Lunedì della Cultura Chimica“,
iniziativa curata dal chimico ed epistemologo Giovanni Villani, con il sostegno tecnico-scientifico dell’Associazione Culturale Chimicare 

Giovanni VillaniIn questo articolo tratteremo della “realtà” del mondo microscopico.  Fino all’Ottocento inoltrato, molti scienziati ritenevano che il concetto di atomo (e di molecola) fosse “utile”, ma non si esprimeva o era scettico sulla realtà di questi enti.  Con l’inizio del XX secolo, sembrava che la realtà degli atomi fosse acclamata (non fosse altro che per i numerosi modi di “contarli”, trovare, cioè il numero di Avogadro).  È arrivato, poi, l’atomo quantistico con le sue “stranezze” e il problema si è riaperto.  In questo articolo parleremo proprio della realtà del mondo microscopico, lasciando al successivo articolo il compito di chiarire come questo mondo microscopico si connette (e “spiega”) a quello macroscopico.

Il consolidarsi della meccanica quantistica, e della corrispondente visione scientifica del mondo microscopico, ha lasciato aperto molti problemi generali e filosofici, il principale di questi problemi è proprio quello ontologico: che realtà attribuire agli enti scientifici microscopici come particelle elementari, atomi, molecole, ecc.?  Che differenza c’è tra un “oggetto” del micro e uno del macro mondo?

realtà macroscopica e microscopicaQui cercheremo di dare una risposta alla fondamentale domanda del mondo microscopico: all’atomo quantistico, che ha delle caratteristiche “strane”, possiamo attribuire la stessa realtà che si attribuisce ai fogli di carta su cui è scritto un libro?   Continua...

Verso la nascita della chimica moderna: dalla teoria atomica di Dalton al sistema periodico degli elementi

di Sergio Barocci

Gli atomi già concepiti dai filosofi greci (Leucippo, Democrito, vissuti nel IV sec. a.C) con considerazioni derivate da semplici intuizioni filosofiche e non da una corretta analisi sperimentale dei fenomeni , ripresi in epoca romana da Lucrezio nel De Rerum Natura , utilizzati poi con successo dai fisici meccanicistici rinascimentali (Galilei , Cartesio, Newton, Boyle), diventano, per merito di Dalton, le unità fondamentali che permettono di interpretare la composizione delle sostanze e le loro trasformazioni.
 

J. Dalton e la formulazione della prima teoria atomica

il libro di Dalton  intitolato "A new system of chemical philosophy"Le leggi di Lavoisier e di Proust rappresentarono la base sperimentale che permise a J. Dalton la riproposizione dell’ipotesi atomica come spiegazione dei fenomeni chimici.  Egli enunciò i punti fondamentali della sua ipotesi nel 1803 in una memoriale lettera alla Società letteraria e filosofica di Manchester.  Nel 1808 ripropose le sue idee in maniera più organica con il suo libro intitolato “A new system of chemical philosophy” (Fig.1).

La legge delle proporzioni multiple nota anche con il suo nome , fu resa pubblica dallo stesso Dalton nel 1804 e rappresentò una brillante verifica dell’ipotesi precedentemente formulata acquistando una superiore dignità di teoria.  L’enunciato delle legge delle proporzioni multiple completò così la rassegna delle leggi fondamentali ponderali cioè di quelle leggi che riguardavano il peso, oppure la massa delle sostanze interessate alle reazioni. Continua...

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