Berzelius

Wohler e la nascita della chimica organica

di Vincenzo Villani

Dipartimento di Scienze, Università della Basilicata

All’inizio dell’800 nella comunità scientifica la nozione di ‘forza vitale’ era un paradigma ben consolidato: il grande Berzelius ne aveva determinata l’affermazione con la sua autorità scientifica.  Si riteneva che la sintesi dei composti organici necessitasse di una forza misteriosa prerogativa esclusiva degli organismi viventi. Pertanto, era ritenuto impossibile preparare in laboratorio composti organici a partire da quelli inorganici.
Questa teoria ci appare oggi di carattere metafisico. Tuttavia, il vitalismo (così si chiama la dottrina che congettura la vis vitalis) fu il primo tentativo di rispondere agli ardui problemi che la nascente biochimica poneva e che allora sembravano scientificamente irrisolvibili. Oggi consapevoli di quanto complesse sono le sfide poste dalla biosintesi cerchiamo le risposte nella biologia molecolare senza far ricorso a teorie mistiche. Ad esempio, le prodigiose reazioni che avvengono nella cellula sono rese possibili dalla catalisi enzimatica in cui intervengono proteine altamente specializzate.

Proprio un allievo di Berzelius, Friedrich Woehler, fu un convinto oppositore del vitalismo.  Riteneva che la ‘forza vitale’ avesse le stesse misteriose e non meglio definite caratteristiche del ‘flogisto’, superato dalla rivoluzione chimica di Lavoisier. Pensava che gli sarebbe bastato trovare un caso contrario, effettuare la preparazione di uno solo dei tanti composti organici noti, per falsificare quella teoria…
Ed ecco arrivare nel 1828 la sintesi dell’urea! Continua...

Berzelius, il padre della moderna notazione chimica

di Vincenzo Villani

Dipartimento di Scienze, Università della Basilicata

Jons Jacob Berzelius, figlio di un maestro di scuola, nacque nel Gotland in Svezia nel 1779.   Nel 1796 all’università di Uppsala rimase affascinato dalla chimica: “Un giorno stavo preparando dell’acido nitrico fumante e mi accorsi che si svolgeva un po’ di gas. Lo raccolsi per vedere che gas fosse: raramente ebbi un istante di gioia così piena e così pura come quando immessa nel gas una fiammella, la vidi ardere vivacemente illuminando il mio oscuro laboratorio”.  Si trattava di ossido nitroso (N2O), agente ossidante e comburente per motori e razzi che ad alta temperatura si dissocia in azoto e ossigeno.  Tuttavia, la relazione che preparò fu rifiutata dall’Accademia delle Scienze in quanto scritta utilizzando la rivoluzionaria nomenclatura chimica di Lavoisier
Nel 1800, destando grande clamore, Alessandro Volta annunciò l’invenzione della sua pila per produrre energia elettrica.  Il nostro comprese le immense potenzialità della pila voltaica e nel 1803 dimostrò la possibilità di decomporre i composti raccogliendo i metalli al polo negativo e i ‘metalloidi’ (come battezzò gli elementi non metallici) a quello positivo (il concetto di elettricità positiva e negativa era stato da poco introdotto da Benjamin Franklin). Continua...

L’atomo da Dalton a Mendeleev. Nascita della chimica classica

Articolo 5/15.
Questo articolo si colloca nell’ambito della rassegna “I Lunedì della Cultura Chimica“,
iniziativa curata dal chimico ed epistemologo Giovanni Villani, con il sostegno tecnico-scientifico dell’Associazione Culturale Chimicare 

Giovanni Villani

La rinascita del concetto greco di atomo viene di solito attribuita a Pierre Gassendi.   Ovviamente, la visione atomistica greca non era mai sparita del tutto dal panorama culturale occidentale, anche se fortemente avversata dalla Chiesa.   Occorreva, tuttavia, un uomo di chiesa, Gassendi era canonico a Digne, per potere, se non eliminare almeno ridurre, il collegamento tra atomismo e ateismo.  Gassendi nella sua formazione filosofica metteva insieme tre culture: quella medioevale clericale, quella rinascimentale e quella scientifica.   Egli si proponeva di fare una sintesi di queste tre visioni, per molti aspetti opposte.   L’immagine del mondo della materia di Gassendi somigliava a quella di Democrito, a parte le differenze dovute a considerazioni teologiche.   Gli atomi erano anche qui invisibili, ma non privi di estensione, erano divisibili matematicamente, ma non fisicamente; la natura ultima di questi atomi consisteva di soliditas, ossia di fermezza e impenetrabilità; essi erano pertanto sostanze permanenti e invariabili, che non differivano tra loro in qualità.   Anche per Gassendi le proprietà caratteristiche dei singoli atomi erano la moles (la dimensione) e la figura (la forma), mentre come terza proprietà veniva aggiunta il pondus (il peso), che in realtà, era già stato aggiunto da Epicuro. Continua...

Verso la nascita della chimica moderna: dalla teoria atomica di Dalton al sistema periodico degli elementi

di Sergio Barocci

Gli atomi già concepiti dai filosofi greci (Leucippo, Democrito, vissuti nel IV sec. a.C) con considerazioni derivate da semplici intuizioni filosofiche e non da una corretta analisi sperimentale dei fenomeni , ripresi in epoca romana da Lucrezio nel De Rerum Natura , utilizzati poi con successo dai fisici meccanicistici rinascimentali (Galilei , Cartesio, Newton, Boyle), diventano, per merito di Dalton, le unità fondamentali che permettono di interpretare la composizione delle sostanze e le loro trasformazioni.
 

J. Dalton e la formulazione della prima teoria atomica

il libro di Dalton  intitolato "A new system of chemical philosophy"Le leggi di Lavoisier e di Proust rappresentarono la base sperimentale che permise a J. Dalton la riproposizione dell’ipotesi atomica come spiegazione dei fenomeni chimici.  Egli enunciò i punti fondamentali della sua ipotesi nel 1803 in una memoriale lettera alla Società letteraria e filosofica di Manchester.  Nel 1808 ripropose le sue idee in maniera più organica con il suo libro intitolato “A new system of chemical philosophy” (Fig.1).

La legge delle proporzioni multiple nota anche con il suo nome , fu resa pubblica dallo stesso Dalton nel 1804 e rappresentò una brillante verifica dell’ipotesi precedentemente formulata acquistando una superiore dignità di teoria.  L’enunciato delle legge delle proporzioni multiple completò così la rassegna delle leggi fondamentali ponderali cioè di quelle leggi che riguardavano il peso, oppure la massa delle sostanze interessate alle reazioni. Continua...

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