carnevale

1° Carnevale della Chimica

INTRODUZIONE

Nel primo mese di quello che l’ONU, con il supporto dell’UNESCO e della IUPAC, ha decretato come “Anno Internazionale della Chimica”, grazie alla partecipazione di 31 diversi autori di blog ed altri siti di divulgazione scientifica, per un contribuito totale di 67 articoli, nasce il Carnevale della Chimica, nella sua prima edizione in lingua italiana.

logo di Chimicare vestito a CarnevaleNata sul modello dei “carnival of sciece” anglosassoni e ripresa già dal 2008 sul web di lingua italiana grazie alla geniale intuizione di Claudio Pasqua del portale di divulgazione scientifica Gravità-Zero, l’iniziativa dei carnevali scientifici ha saputo creare già per altre importanti discipline come la Matematica e la Fisica un momento di aggregazione, conoscenza reciproca e condivisione fra coloro che nel nostro Paese (o in giro nel mondo) già si occupavano di comunicazione scientifica per mezzo di quello strumento già ben noto per la sua snellezza e pervasività rappresentato dai web blog.   A breve distanza dalla nascita del terzo ed ultimo carnevale scientifico, quello dedicato alla Biodiversità, grazie alla collaborazione fra Gravità-Zero e Chimicare.org, nasce quindi oggi, domenica 23 gennaio 2011, il Carnevale della Chimica.

Allo scopo di ospitare la rassegna del Carnevale della Chimica, abbiamo allestito questa sezione speciale all’interno del sito Chimicare.org: il menù nella colonna a destra di questa pagina vi consentirà di navigare agevolmente all’interno del Carnevale, esplorando i contributi forniti dai singoli blog partecipanti e consultando le varie sezioni tecniche e di commento a corollario dell’iniziativa.

E DOPO IL CARNEVALE  …IL GRUPPO E’ SOLIDALE!

Carnevale della Chimica “Il Sito”

Prendendo spunto dall’esperienza positiva già raccolta con il fratello maggiore, il Carnevale della Fisica, anche per la neonata creatura gli organizzatori stanno per inaugurare un sito web ufficiale di riferimento, che risponde all’indirizzo www.carnevaledellachimica.it .

Si tratta di un sito partecipativo che sarà presto a disposizione di tutti i blogger e gli autori, ma anche dei semplici appassioanti e curiosi e, perchè no, anche dei giornalisti e dei commentatori che vorranno conoscere più da vicino la nostra iniziativa e comunicare con i suoi partecipanti.

In esso troveranno spazio la descrizione dell’iniziativa, tanto in versione “ufficiale” (comunicati stampa) quanto nella versione più operativa, a disposizione di noi blogger e dei nostri lettori, i link a tutte le edizioni già realizzate del Carnevale, descrizione e link ai blog partecipanti, un blog partecipativo per discutere e condividere argomenti, specie per la proposizione dei nuovi argomenti oggetti delle prossime edizioni del carnevale e molte altre iniziative che partiranno proprio dai suoi partecipanti.

Tutti i partecipanti al Carnevale della Chimica saranno singolarmente ricontattati non appena sarà possibile registrarsi sul sito, presumibilmente nei primi giorni di febbraio.

Per tenervi costantemente aggiornati sull’argomento potete comunque iscrivervi alla Newsletter di Chimicare.org utilizzando l’icona posta nel menù laterale.

Creiamo insieme il Logo

La prima iniziativa che sarà lanciata nei prossimi giorni proprio sul sito di riferimento appena descritto sarà il nuovo contest a premi per la scelta del logo ufficiale del Carnevale della Chimica.

Durante l’organizzazione di questa prima edizione, infatti, abbiamo ricevuto numerose richieste relative a quale logo utilizzare nelle varie comunicazioni e sulla pagina del proprio blog per accompagnare anche graficamente la partecipazione alla rassegna.  Diversi di voi hanno anche inviato ipotesi di logo, caratterizzati tutti da un alto valore simbolico e comunicativo.

Tutti i partecipanti a questa prima edizione del Carnevale della Chimica saranno informati via mail dell’apertura di questo concorso, che prevederà certamente un montepremi in denaro ma che, soprattutto, dovrebbe dare la soddisfazione a noi “persone di scienza” di metterci in competizione alla pari con i designer professionisti di tutto il mondo per la scelta “ad hoc” di un logo davvero professionale ed al tempo stesso eloquente per la nostra iniziativa condivisa.     Il primo sondaggio tramite questionario su come vorremmo realizzare in nostro logo sarà pubblicato il 7 febbraio sul neonato sito www.carnevaledellachimica.it

Per tenervi costantemente aggiornati sull’argomento potete comunque iscrivervi alla Newsletter di Chimicare.org utilizzando l’icona posta nel menù laterale.

Pagina Facebook

Molti di voi si sono già iscritti: per tutti coloro che non lo hanno ancora fatto, è aperta la pagina Facebook del Carnevale della Chimica (clicca sul link per accedere).

Gli interventi ed i commenti sono naturalmente aperti a tutti, iscritti e non iscritti al sito dell’iniziativa.

LA DIVULGAZIONE CHIMICA: UNA BREVE RIFLESSIONE

(editoriale di Chimicare.org)

Chi mi conosce un po’ meglio sa bene come questo sia al tempo stesso il mio argomento prediletto, la mia spina nel fianco ed infine il motivo che anima forse più di ogni altro il blog chimiCOMPRENDE all’interno del sito Chimicare.   Alludo alle peculiarità, alle criticità ed alle contraddittorietà alle quali deve far fronte la chimica quando vuole essere portata al cospetto del grande pubblico, ed il divulgatore scientifico quando vuole parlare di chimica in modo fruibile, comprensibile e veritiero, nonché “utile” ai non addetti ai lavori.

banner del blog chimiCOMPRENDE su Chimicare.org

Al primo posto in questo breve ma incisivo elenco potrei citare una curiosa contraddizione che accomuna alla chimica solo alcune ma curiosamente non altre discipline scientifiche: quella dell’enorme discrepanza fra quanto gli argomenti trattati siano di fatto “fra noi” (parte del nostro mondo, della quotidianità e di noi stessi) e quanto, per contro, questa disciplina venga percepita come distante o per lo meno “poco inerente” alla nostra quotidianità.  La chimica ci circonda, è parte integrante ed irrinunciabile della nostra quotidianità, e non parlo solo in ragione dei prodotti dell’industria chimica di sintesi, ma della composizione stessa dei prodotti cosiddetti naturali, fino ad arrivare alla costituzione molecolare del nostro stesso corpo, nonché del suo funzionamento.   Eppure la chimica viene percepita dal grande pubblico come distante, relegata in laboratori fatti di provette e polverine misteriose, se non addirittura in enormi impianti con tubi di acciaio altrettanto misteriosi ma questi, in più, anche un tantino minacciosi.   Nel migliore dei casi la chimica, al pari di altre scienze pure, viene percepita come poco interessante e per lo più difficile, forse proprio perché divulgata poco e male, o viceversa (come nella storia dell’uovo e della gallina) la chimica sta poco al centro di progetti di divulgazione rispetto ad altre scienze proprio perché incontra meno i gusti e le aspettative del pubblico generalista.    comunicare la scienza Nel corso della tre giorni “Comunicare la Scienza” organizzata dalla European Genetic Fundation alla quale ho avuto modo di partecipare nel 2010 a Bologna, ho avuto modo di apprendere, e poi di verificare personalmente in seguito, come le discipline scientifiche che maggiormente incontrano l’interesse da parte del pubblico non specialistico, almeno in Italia, siano l’astronomia ed alcune branche della biologia, in particolare la zoologia e l’evoluzionistica.   Ben lungi dal voler affermare che queste specifiche materie scientifiche non presentino ricadute sulla nostra quotidianità e che la nostra esistenza non sia in qualche modo legata ed anzi addirittura dipendente dagli oggetti e dai fenomeni esaminati da queste affascinanti discipline, ma…  a questo punto lascio a voi la libertà di finire la frase come ritenete più opportuno!

Un’altra peculiarità, questa ben lungi dall’aneddotica ma, al contrario, non priva risvolti spesso amari per noi estimatori di questa scienza, è il fatto che la chimica, forse caso unico fra le discipline scientifiche, gode suo malgrado nell’immaginario popolare di connotazioni morali.  Ovviamente negative, almeno nel contesto dei Paesi Federchimica - progresso e sviluppo sostenibiledell’occidente più industrializzato.  Come ho già avuto modo di argomentare nell’intervento introduttivo all’Anno Internazionale della Chimica, la scelta dell’ONU di dedicare l’Anno in corso a questa disciplina che, con il suo invidiabile connubio fra ricerca ed applicazione su larga scala, ha consentito e consente tutt’ora di migliorare le condizioni di vita di larga parte della popolazione mondiale, rappresenta una chiara presa di consapevolezza da parte della classe politica internazionale della necessità di trasmettere attraverso tutti gli strati culturali e sociali della popolazione una migliore e più realistica immagine e percezione della chimica.   Un’operazione necessaria, doverosa e responsabile che tuttavia, in considerazione degli umori e della sensibilità dell’opinione pubblica attualmente più diffusa nel nostro Paese, rischia di dipingersi con i colori dell’impresa epica.

A titolo di esempio, sempre nell’ambito delle connotazioni morali che la chimica suo malgrado riceve, non può essere taciuta la fin troppo nota (e fra noi divulgatori combattuta) presunta dicotomia fra naturale e “chimico”, dove l’aggettivo chimico assume non soltanto il significato di prodotto sinteticamente dall’uomo e quindi artificiale ma, ancora una volta, si colora di connotazioni più o meno dichiaratamente accettate dalla consuetudine comunicativa, e per tanto quasi non più avvertire in quanto posizioni preconcette, che gettano sulla nostra scienza una luce sinistra di sospetto, se non addirittura di allarme ecologico, tossicologico e sociale.   Forse noi divulgatori, almeno quelli di noi che vorrebbero maggiormente educare e formare il lettore più digiuno di scienza, dovremmo iniziare ad indagare, verificare e scoprire quanto poco di ciò che scriviamo viene effettivamente compreso ed assimilato da un lettore che nel migliore dei casi ha fatto un po’ di chimica nelle scuole superiori, spesso poco e male e, malgrado i buoni voti che può avere ricevuto grazie alla capacità di risolvere qualche problemino, non si trova di fatto nella situazione di saper utilizzare quei quattro concetti fondanti della disciplina di fronte ai casi reali della vita.   La segretaria diplomata di 45 anni, curiosa ma a suo modo piuttosto facile alla distrazione, che usa internet ogni giorno ma non si metterebbe mai a studiare chimica per capire come risolvere un problema domestico: forse questa è la nuova Casalinga di Voghera alla quale, almeno secondo il mio parere, dovrebbe fare riferimento una divulgazione chimica di base consapevole del suo ruolo e delle sue finalità.

insegnamentoInfine una nota che non trova tuttavia concordi tutti i colleghi è quella relativa alle modalità non soltanto della divulgazione ma anche della stessa didattica della chimica.   Almeno fra coloro che non si trovano già indirizzati sui binari che li porteranno un giorno a lavorare nel settore specifico, l’eccessivo ricorso al formalismo tipico di molti approcci scientifici, ad iniziare dalla necessità di trasmettere e verificare strumenti di calcolo numerico ad ogni possibile occasione, oltre a non contribuire spesso in modo significativo alla comprensione profonda e per così dire empatica della materia trattata, rischia talvolta di creare quel pericoloso distacco dalla realtà con il quale molti adulti ricordano gli studi scolastici di chimica: magari ottimi voti ottenuti applicando con successo calcoli stechiometrici, a fronte tuttavia di una comprensione ahimè spesso ben poco profonda dei reali significati dei concetti fondanti alla base di quella che, in primo luogo, dovrebbe invece essere la scienza della composizione della materia e delle sua trasformazioni.   Ho conosciuto più di uno studente che, bravissimo a bilanciare le reazioni di ossido-riduzione, ignorava invece del tutto il fatto che quelli trattati fossero non soltanto oggetti matematici ma “materia concreta” (seppur in trasformazione), osservabile, pesabile; magari polverine o liquidi che possono essere acquistati, a loro volta estratti da un minerale o ottenuti per sintesi, conservati in un barattolo, e che quelle stesse reazioni potessero trovare riscontro in fenomeni osservati quotidianamente, come l’arrugginimento di un oggetto metallico o l’ardere di una fiamma.   Quindi saranno certamente fondamentali il ricorso al calcolo numerico ed al formalismo tipici non soltanto della chimica ma anche delle altre discipline scientifiche ma solo a condizione che questo, nella concitazione dei programmi scolastici o nel contesto delle spesso inevitabili carenze formative dei docenti (spessissimo non laureati nella specifica disciplina che insegnano) non vada a scapito di quelli che potrebbero invece essere definiti come i concetti fondanti di ciascuna disciplina, che solitamente per essere “assimilati” non necessitano di molti formalismi o di molta matematica.

Calato nel contesto della divulgazione per adulti, o comunque al di fuori del contesto formativo scolastico, sono molti i divulgatori che dichiaratamente non farebbero un solo passo indietro sulla linea del rigore della trattazione, anche se questo dovesse significare non essere né compresi né seguiti dalla stragrande maggioranza della potenziale utenza.   Pur comprendendo la necessità del mantenimento di una responsabile deontologia professionale, tanto come scienziati quanto come comunicatori, intendo tuttavia richiamare l’attenzione sul fatto che, anche in relazione alle criticità già sollevate all’inizio di questo intervento, chi si occupa di divulgazione non tanto della scienza in generale, quanto piuttosto della chimica in modo specifico, almeno quando come noi di Chimicare intende occuparsi di divulgazione di base con finalità almeno in parte formative, non può prescindere da una doverosa verifica, e se il caso un adeguamento, dei contenuti divulgati in relazione ai necessari requisiti di accessibilità, comprensibilità ed interesse da parte del pubblico meno preparato e al tempo stesso più distratto.  Anche qualora per perseguire queste finalità si dovessero commettere alcune piccole superficialità o contraddire le ultime disposizioni emesse dalla IUPAC in materia.

Il rischio, diversamente, è veramente quello di perdere il contatto con il mondo che ci sta intorno, quello composto dalla grossa fetta dei potenziali lettori, che non soltanto non sono chimici nel senso, un po’ eufemistico, che magari sono dei medici oppure degli architetti, ma quello della gente comune, l’humus del nostro paese, che costituisce al tempo stesso la coscienza comune, l’opinione pubblica e la base decisionale della nostra democrazia.

Quindi prima ancora, o se volete “accanto” ad una comunicazione scientifica “alta” ed aggiornata alle ultime novità della ricerca internazionale, credo sia necessario lavorare alacremente e tenacemente nello sconfinato sottobosco, migliorando la cultura chimica di base nel nostro paese, tanto nelle scuole quanto fuori da esse.   Per accrescere la consapevolezza, migliorare i rapporti con i vari comparti ad iniziare da quelli della ricerca e della produzione, placare le paure qualora immotivate o, al contrario, fornire strumenti ed argomenti validi a chi sostiene le istanze più ragionevoli.

Se fosse di vostro interesse approfondire la trattazione e conoscere la posizione di Chimicare nei confronti delle tematiche appena descritte, riporto di seguito i riferimenti ad alcuni degli articoli pubblicati su questi argomenti:

2011 Anno Internazionale della Chimica: i protagonisti e i temi di una sfida quasi epica in favore della sostenibilità

il chimico impertinente

soggetti e criteri nella divulgazione chimica di base

domande e non-risposte nella divulgazione di base in chimica

l’insegnamento della chimica: fra descrizione, teoria, calcolo e concetto

LA BLOGDIVERSITA’ NEL PIANETA WEB

Nato come diario personale pubblicato online e destinato ad amici e conoscenti, successivamente rivisitato da chiunque volesse aprirsi al mondo, anche in forma anonima, con i suoi pensieri, la sua quotidianità ed i gusti personali, il web-blog è diventato in pochi anni il formidabile strumento che oggi noi tutti consociamo e che, specie nella percezione pubblica, è associato alla pubblicazione ed alla diffusione su internet di idee personali di tipo spesso con convenzionale riguardanti argomenti come la politica, l’economia, la storia ed altri argomenti di rilevante interesse sociale, con carattere informale, talvolta intimistico, con aggiornamento frequente (tradizionalmente giornaliero, al pari di una pagina di diario) e soprattutto nella più totale assenza di filtri di censura.

blogUn mezzo di comunicazione aperto a tutti, gratuito e piuttosto facile da gestire, nell’epoca del web2, anche per chi non avesse particolari competenze informatiche o tempo da dedicare agli aspetti tecnici propri della gestione di un sito web tradizionale, cosiddetto “statico”.

In considerazione di tutti questi fattori, non ultimo la diffusività pressoché istantanea e capillare dei messaggi introdotti mediante questo sistema di comunicazione, finora molto ben visto dagli stessi motori di ricerca, sono stati in molti a scegliere di utilizzare il format del blog e le sue piattaforme telematiche CSM (Content Managment System) per una tipologia di utilizzo ben diversa da quella del blog personale, intimistico e generalista, che aveva segnato la nascita di questo sistema di comunicazione.

blogdiversitàSono così nati i blog scientifici, un universo caratterizzato da una biodiversità degna della foresta amazzonica, che rappresenta bene nella sua infinita casistica l’esito combinatorio di tutte le possibili variabili fra argomenti, intenti, modalità di conduzione e caratteristiche dell’autore.

Parlare di blog scientifici oggi non significa quindi parlare di qualcosa di preciso e distinto: ci si riferisce invece semplicemente ad una macro-categoria del sapere, la scienza, e ad un supporto tecnico, quello del blog.   Non si allude più, al contrario di un tempo, ad “un determinato modo” di fare divulgazione.   Parlare di blog scientifici oggi è all’incirca come parlare di libri di letteratura.

Questo stesso Carnevale della Chimica raccoglie fra i suoi partecipanti blog di tipologia del tutto differente che ben rappresentano la “blogdiversità” in quanto fondamentale risorsa da tutelare nel pianeta web ed in quello dell’informazione più in generale.   E come per la diversità biologica, guai a dichiarare che un modo di fare blog sia “quello giusto”, a scapito della pluralità che più di ogni altro caratterizza questo mezzo che, fin dalla sua nascita, non è stato soltanto di informazione ma anche, e talvolta soprattutto, di espressione personale.

Prima di dare il via alla sfilata dei carri di rappresentanza delle diverse contrade del web chimico italiano, volevo riportare un elenco delle più importanti polarità grazie alle quali, seppur in un modo piuttosto approssimato, sembrerebbe possibile andare a descrivere e quindi classificare i blog scientifici.   Proviamo tutti insieme ad inquadrare il nostro, chiedendoci ad ogni alternativa in direzione di quale dei due estremi tende maggiormente il progetto di divulgazione di cui ci siamo fatti interpreti!   Un utile esercizio di consapevolezza al quale io stesso mi sono sottoposto molto volentieri  :-)

Settoriale/Generalista;   Informativo/Formativo;   Fattuale/Opinionistico;   Di base/Avanzato;   Introduttivo/di Approfondimento;   Linguaggio formale/Informale;   Specchio della Ricerca/Vicino alla vita quotidiana;   Post intedisciplinari/Post mirati;   Istituzionale/Personale;   Formalismi scientifici/Discorsivo;   Progettuale/Random;   Professionale/Amatoriale;   Main strem/nuovi approcci;   Sottende/Non sottende una tesi;   Recensivo/Editoriale;   Monografico/Partecipativo;   Post brevi ma frequenti / Post lunghi ma diradati;   Testuale/Multimediale;

ED ORA  …CHE LA SFILATA ABBIA INIZIO!

Macromondo

“Accrescere la consapevolezza sulla chimica è ancora più importante se pensiamo alla sfida rappresentata dallo  sviluppo sostenibile”  ha affermato Direttore Generale dell’UNESCO, Koichiro Matsuura, nell’argomentare le ragioni della scelta della Chimica come tema dell’Anno Internazionale appena inaugurato.


Erba VolantPiù che mai sensibili in questo senso si sono dimostrati ben più di uno fra i blogger del nostro Carnevale: inizierei con Renato Bruni, alias Meristemi, ricercatore presso il corso di laurea in Scienze Farmaceutiche Applicate dell’Università di Parma.  L’interno suo blog dal titolo Erba Volant è un luogo dove le molecole, le piante e le loro relazioni con l’uomo costituiscono il filo di Arianna che unisce fra loro gli argomenti via via sviluppati.    Per questo Carnevale Meristemi ci propone un post davvero trasversale “ma davvero è sempre colpa del safrolo?” dove la fitochimica si intreccia con la tossicologia ed un piccolo gatto sornione (questo almeno sembrerebbe ricordare a molti la formula di struttura del safrolo) sposta man mano l’attenzione dalle droghe voluttuarie al problema della deforestazione.   E proprio quest’ultima non risulterebbe essere una deriva accidentale del discorso: come Meristemi ci ricorda, le tematiche scelte dall’ONU ogni anno internazionale sono più di una, e per il 2011 insieme alla Chimica abbiamo anche quella delle Foreste.

ChemBlogPiù specificatamente di stampo chimico-ambientale sono invece i contributi forniti da ChemBlog e da Scienza e Musica.  Filippo Amato in particolare, un giovane chimico siciliano, nell’intervento “Diossina: una visione generale” sul suo ChemBlog (come suggerisce il nome, interamente dedicato alla chimica) considera caratteristiche, genesi ed accumulo di questa perniciosa classe di molecole, sottolineando il fatto che, oltre che in funzione della loro concentrazione, il rischio ad esse associato dovrebbe essere valutato anche in relazione alla quantità assoluta immessa nell’ambiente da una determinata sorgente.

Scienza e MusicaAncora a carattere ambientale è l’intervento di Leonardo Petrillo, uno studente all’ultimo anno del liceo scientifico sperimentale in matematica e scienze, già partecipante alle scorse edizioni delle Olimpiadi dell’Astronomia, che nel suo blog interdisciplinare Scienza e Musica dichiara “trovo molto proficui e interessanti ai fini della divulgazione scientifica i vari carnevali scientifici: proprio scoprendo uno di essi (quello della fisica) ho cominciato a scrivere sul mio blog”.  Oltre al contributo a carattere interdisciplinare-ambientale dal titolo “CFC, buco nell’ozono, effetto serra: divagazioni su fisica e chimica” Leonardo ci propone una completa monografia, quasi una biografia personale dell’elemento primo sulla tavola periodica: “gli elementi chimici: n.1 l’idrogeno”.

Mondi InvisibiliDal corporative blog “Mondi Invisibili” Elena Carradori ci parla della molecola probabilmente più ricca in idrogeno ed al tempo stesso forse la più fondamentale per la vita sul nostro pianeta, nello “Stato naturale delle acque”.  Mondi Invisibili è un blog scientifico a carattere divulgativo, che tratta argomenti di varia natura, dalla medicina alle scienze naturali, in maniera semplice e divertente, puntando su collaborazioni con autori spesso molto giovani e con competenze in vari settori scientifici, ad iniziare da quello bio-medico che costituisce il campo di azione del suo ideatore.   Sempre da Mondi Invisibili, Vanessa Zurli ci propone un post bilingue (italiano ed inglese) di particolare interesse per gli studenti di chimica e di biologia, che prende in esame, almeno in un contesto di catalisi enzimatica, la “Velocità di una reazione“.

RaffRag's Una TantumSempre partendo dal tema delle acque, ed in particolare dagli echi non ancora del tutto sopiti relativi alla presenza di concentrazioni eccessive di arsenico nelle acque potabili, Raffaele Ragone, chimico dal nutrito curriculum nel suo blog RaffRag’s Una Tantum propone un articolo dal titolo “Arsenico e vecchi rimedi”, che termina con un inaspettato consiglio pratico per aiutarci a smaltire un po’ del nostro arsenico quotidiano, magari dopo una breve nuotata nell’ambiente spettrale del Mono Lake, in California, riportato anch’esso alla ribalta mediatica nelle ultime settimane per l’elevata quanto naturale concentrazione di arsenico delle sue acque.  Il blog di Raffele in realtà non parla soltanto di chimica ed anzi sono frequenti le incursioni e le incastonature di poesia e di immagini: il suo sottotitolo, già di per sé stesso evocativo, è “progetti rimandati a data da destinarsi”.

astronomicamentisPer molti ritenuta a suo modo la più poetica fra le scienze, l’astronomia, giunge qui a coronamento parossistico di questa sezione Macromondo nel Carnevale della Chimica.  Cosa c’entra l’astronomia con la chimica?  Corrado Ruscica, curatore del blog AstronomicamMentis, ce lo spiega con sorprendente chiarezza in questo breve paragrafo introduttivo redatto appositamente per l’uscita del Carnevale.  Gli articoli selezionati da questo blog e riguardanti l’astrochimica sono: “Herschel rivela molecole organiche nella nebulosa di Orione”, che induce molto a pensare o meglio “ripensare” alle origini stesse della vita sul nostro pianeta.   Sull’argomento degli esopianeti invece, ovvero dei corpi non irradianti appartenenti ad altri sistemi planetari diversi da quello solare (se ricordo bene fino a pochi anni fa la loro esistenza era ancora soggetta a un punto di domanda), AstronomicaMentis propone un argomento che avrebbe fatto anche di Marylin Monroe una appassionata di astronomia: “Wasp-12B: un esopianeta di diamante?

Ebbene sì, perché nel Macro e nel Micromondo abbiamo parlato fin’ora di una chimica per così dire “naturale”, quella che spiega come e perché il mondo va avanti, nei suoi protagonisti grandi e piccini, come sono fatte le cose e perché certi fatti accadono. Tutt’altra storia, nell’immaginario di molti, sarà piegare il mondo fisico e le sue regole al volere dell’uomo, delle sue necessità specifiche e talora dei suoi capricci. E ppure non si tratta di piegare, distorcere o modificare: se c’è proprio una cosa che la scienza ci insegna è che una legge fisica, chimica o una relazione matematica non guarda in faccia il suo demiurgo, né le sue finalità e i suoi obiettivi, tanto meno il campo di applicazione nel quale il principio è chiamato all’azione.  La chimica, come la fisica, unisce anziché dividere il mondo della tecnologia da un lato, basato sulla speculazione nell’umana ricerca dell’ultra-dettaglio utile in funzione di una applicazione specifica, della ricerca applicata e dello sviluppo di soluzioni ad hoc per migliorarci almeno di un poco l’esistenza, con dall’altro il Giardino dell’Eden, in vero mai perduto, dentro e fuori da questo nostro pianeta.

Micromondo

Come nel passaggio alchemico dall’Opus Magnum al Microcosmo, ecco così la Chimica, la stessa Chimica che abbiamo visto tirare i fili del destino dei pianeti, ad iniziare dal nostro, incarnarsi nel più piccolo dei suoi oggetti, nel più particolare dei suoi casi, nella trasformazione più minuziosa di una porzione, spesso in apparenza marginale, della sua materia. Ma è proprio qui che sta la sorpresa: possiamo parlare di pianeti, di rocce, di piante o dell’uomo, di una singola cellula o di un mondo in provetta: i fenomeni chimici e fisici che stanno alla base del funzionamento del mondo sono sempre gli stessi. Anzi, le reazioni spesso più complesse, quelle più affascinanti e dalle quali dipende più da vicino il nostro destino si svolgono nei laboratori più piccoli. Grandi quanto una cellula.

science for passionTania Tanfoglio (presentazione), insegnante di anatomia, dermatologia ed igiene presso un istituto professionale, ci fornisce una panoramica a 360° su tutto questo nel suo post “la chimica dentro di noi”: una piccola summa pubblicata sul suo blog Scieceforpassion dove, nello spazio di un post, prova a descrivere le basi chimiche della vita. Scienceforpassion nasce dall’unione dell’interesse per le scienze con quello per le tecnologie informatiche dell’autrice ed intende presentare le discipline scientifiche con la chiarezza e l’entusiasmo delle sue lezioni in classe, puntando a riavvicinare quel pubblico che percepisce la scienza come troppo complessa e lontana dalla sua vita quotidiana.

knedlikyMeno entusiasmo didattico ma sicuramente grande rigore nelle sue fondamenta scientifiche sono invece le caratteristiche con le quali si contraddistingue Knedliky, il blog di Palmiro, biologo, ricercatore presso il Dipartimento Agroalimentare del CNR e, come ricorda lui stesso, qualche volta anche cuoco. Arsenico, asbesto (amianto), radio, radon, cromo, nichel e berillio: nel post “chimica ed epidemiologia dei tumori” sono richiamati uno per uno, e descritti nei loro utilizzi ormai storicamente archiviati, oppure ancora attuali, alcuni dei più temibili (e diffusi) agenti cancerogeni chimici, con una chicca iniziale degna di “Cattiva Scienza in TV”: davvero si è capito solo negli anni ’90 che l’amianto provoca tumori?

io penso che...Sul solco dell’interpretazione in chiave chimica della patologia è ancora il contributo di Mattia Colombo (presentazione), neolaureato in Tecniche della Prevenzione dell’ambiente e nei luoghi di lavoro e pubblicato su suo blog “Io penso che…” (sottotitolo: Idee, confronti e discussioni su fatti di attualità…). Già dal titolo, “il” blog per antonomasia. Gli interferenti endocrini” è l’argomento di questo post, dal carattere indubbiamente tecnico, che considera le interazioni che alcune molecole di sintesi largamente impiegate anche in prodotti di uso domestico quotidiano, possano manifestare con il nostro sistema endocrino, ovvero con i delicati e complessii equilibrii ormonali naturali del nostro organismo. Dal nonilfenolo al bifenile, dai policlorodibenzofurani a diversi pesticidi: sono numerose le classi di molecole xenobiotiche che, una volta entrate in un modo o nell’altro nel nostro organismo, oltre ad incontrare difficoltà ad uscirne, tal quali o in funzione delle reazioni di adattamento biochimico alle quali possono andare incontro, riescono a mimare in modo inaspettato la struttura e quindi anche l’azione di alcuni ormoni, ad iniziare da quelli sessuali.



Prima ancora di cercare di comprendere le alterazioni del funzionamento chimico del nostro organismo, e quindi la patologia, sarà però opportuno conoscere molto molto bene i criteri che stanno alla base della sua struttura e del suo funzionamento più elementare: Biosproject nasce proprio con questo intento, quasi a voler trasferire nel web un contenuto didattico fresco quasi di giornata: Marco ed i suoi amici che collaborano al progetto infatti sono loro stessi studenti di Scienze Biologiche, nonché giovani divulgatori scientifici. Nel post “la struttura delle proteine” i concetti di legame peptidico e di struttura primaria, secondaria e terziaria sono sviluppati e corredati con immagini chiare, proprio come i meno giovani di noi avrebbero voluto avere la fortuna di trovare anni fa nei loro libri ed appunti di scuola.

Classificate per lo più come “metaboliti secondari” dell’organismo di origine sono invece quelle molecole che per noi, buongustai di italica cultura, vanno a costituire gli aromi naturali delle piante, i loro oli essenziali ed anche tutte quelle molecole funzionali che costituiscono oggetto di interesse della fitoterapia.


urtoefficaceNel suo blog “UrtoEfficace” Teresa Celestino si fornisce una articolo “gli oli essenziali delle piante aromatiche” in grado di coinvolgere anche il lettore più distratto e meno informato, introducendolo al variegato (e profumato) mondo delle erbe aromatiche e degli oli essenziali.  Chimico di variegata formazione, insegnante nelle scuole medie superiori, esperta ed appassionata in storia ed epistemologia della chimica, argomento per il quale collabora attualmente con la SCI, nella sua presentazione (versione integrale) Teresa Celestino dichiara di voler contribuire, grazie al suo blog, a correggere l’immagine spesso falsata della chimica che molti di noi si portano appresso.  Rivolgendosi in particolare a studenti ed insegnanti, ma anche a semplici lettori curiosi, l’autrice segue un approccio che lei stessa definisce “emotivo”: coinvolgendo il lettore negli argomenti trattati gli fa quasi rimpiangere di non aver studiato meglio la chimica negli anni di scuola. Nel secondo post che ci presenta in questo Carnevale, “Mr. Catalyst” Teresa ci fornisce un ulteriore esempio di questo coinvolgimento personale su un argomento, quello della catalisi, che a prima vista sarebbe risultato a molti di noi tutto fuorché toccante.

scienza in cucinaUna profonda zoomata all’interno del mondo degli aromi di origine vegetale ha permesso invece a Dario Bressanini, nel suo seguitissimo blog “Scienza in cucina”, di presentare un post che, collocato in questo punto del Carnevale, assume a mio parere un carattere veramente esemplificativo di come si possa passare con grande fluidità da una trattazione generale ed introduttiva ad una puntuale e specifica, ovvero dalla foresta all’albero, senza perdere nulla sul piano della comprensibilità e della capacità di coinvolgimento.

Nonostante la sua formazione di chimico-fisico teorico, che lo vede lavorativamente coinvolto nella ricerca presso l’Università dell’Insubria dove si occupa di simulazioni quantistiche, Dario costituisce da tempo un punto di riferimento per tutti coloro che sono interessati a farsi guidare in una stimolante esplorazione scientifica del cibo, dalle sue materie prime al modo di cucinare secondo i criteri della cosiddetta cucina molecolare.
Facendo seguito ad un precedente post che introduceva alla vaniglia relativamente alle tecniche di produzione, per il Carnevale della Chimica Dario Bressanini ci propone dunque “Vaniglia II: l’aroma”, un post che, ben lungi dal banalizzare questo esotico ingrediente in funzione del solo titolo in vanillina, gira a 360° intorno all’aroma più utilizzato al mondo in campo alimentare, prendendone in considerazione gli aspetti composizionali, le modalità di utilizzo e le cifre economiche che ruotano intorno al suo commercio.

Uno dei chiodi fissi dei divulgatori della chimica è probabilmente quello di mostrare al lettore come questa scienza, sia nei suoi oggetti ultimi di studio (ossia le molecole) che nei suoi principi fondamentali, sia applicabile praticamente ad ogni campo della nostra esistenza, per lo meno a tutti quegli ambiti dove entra in gioco la materia, la sua composizione e le sue trasformazioni. Anche la materia più sfuggente, onnipresente, incomprensibile questione della decisioneed osteggiata dell’amica ormai famosa Casalinga di Voghera, sempre attenta alla pulizia della sua casa, diventa oggetto di trattazione da parte del chimico. Ce lo ricorda Paolo Pascucci, autore eclettico del blog “Questione della decisione” che, pur lavorando nel settore pubblicitario, punta tramite il suo blog a perseguire una maggiore unione fra le due culture, quella scientifica e quella umanistica, nel suo post “Polvere. Adesione elettrostatica, effetto tribolelettrico della polvere domestica”. Un articolo ricco di note bibliografiche che ci fa riflettere non solo sulla composizione ma anche sui meccanismi chimico-fisici attraverso i quali la polvere di casa si raduna spontaneamente in batuffoli o, come direbbero gli anglosassoni, “in coniglietti”. Scrive Pascucci a proposito del suo modo di divulgare, e soprattutto della scelta degli argomenti: “ritengo che la ricerca dei fondamenti della conoscenza passi attraverso ogni manifestazione dell’intelletto e quindi sia attraverso i pensieri dell’uomo che attraverso i procedimenti che portano a quei pensieri”. Ed il secondo post che ci propone per il Carnevale non sembra smentire di un atomo questo intento, ad iniziare dal suo titolo “La chimica del fiammifero”, nato dallo spunto di alcuni affascinanti video (inseriti nel post) ritrovati in rete che illustrano “lento e vicino” le fasi di accensione di un fiammifero.

mondo chimicaPer Nadia di Blasio (presentazione), chimico per diletto e per professione come lei stessa ama definirsi, la nascita del suo blog Mondo Chimica coincide praticamente con la nascita dello stesso Carnevale della Chimica. Più che citare un post specifico, infatti, Nadia ci fornisce la chiave di accesso al suo nuovo blog che nasce dall’intento “di parlare di scienza in modo semplice ed in particolare di quella scienza che ogni giorno penetra nella nostra vita quotidiana”. A ben guardare però l’ultimo intervento inserito, “Naturale ed effetti indesiderati”, pensato per il lancio nel Carnevale, tocca proprio uno degli argomenti che stanno più a cuore a noi di Chimicare: le associazioni di idee ed i preconcetti tanto fuorvianti quanto purtroppo diffusi relativi alle idee di naturale associato alla positività (o per lo meno all’innoquità), rispetto al chimico associato invece al rischio (o per lo meno alla diffidenza) nei confronti dei prodotti di sintesi.

Tecnomondo

Ebbene sì, perché nel Macro e nel Micromondo abbiamo parlato fin’ora di una chimica per così dire “naturale”, quella che spiega come e perché il mondo va avanti, nei suoi protagonisti grandi e piccini, come sono fatte le cose e perché certi fatti accadono.   Tutt’altra storia, nell’immaginario di molti, sarà piegare il mondo fisico e le sue regole al volere dell’uomo, delle sue necessità specifiche e talora dei suoi capricci.   Eppure non si tratta di piegare, distorcere o modificare: se c’è proprio una cosa che la scienza ci insegna è che una legge fisica, chimica o una relazione matematica non guarda in faccia il suo demiurgo, né le sue finalità e i suoi obiettivi, tanto meno il campo di applicazione nel quale il principio è chiamato all’azione.   La chimica, come la fisica, unisce anziché dividere il mondo della tecnologia da un lato, basato sulla speculazione nell’umana ricerca dell’ultra-dettaglio utile in funzione di una applicazione specifica, della ricerca applicata e dello sviluppo di soluzioni ad hoc per migliorarci almeno di un poco l’esistenza, con dall’altro il Giardino dell’Eden, in vero mai perduto, dentro e fuori da questo nostro pianeta.

Gian Michele AccomassoE la ricerca del dettaglio, dell’effetto specifico, del componente davvero funzionale per un’applicazione tecnologica innovativa è quello che ha spinto l’uomo negli ultimi decenni ad attribuire un’importanza sempre maggiore a quelli che fino a poco tempo fa sui libri di chimica venivano relegati sotto il nome generico di “terre rare” o lantanidi: elementi chimici troppo simili fra loro e troppo difficili da separare l’un l’altro, oltre che troppo poco diffusi sulla crosta terrestre per assumere la dignità di trattazione che era riservata invece gli elementi gloriosi di storia e tecnologia, come il ferro, l’alluminio ed il titanio.  Salvo scoprire per questi lantanidi applicazioni eccezionali e finora pressoché insostituibili, specie nell’ambito dell’elettronica, dell’informatica e delle tecnologie militari: da qui il valore strategico di questi elementi, ritenuti fin’ora una semplice ed un po’ esotica curiosità sulla tavola periodica, e divenuti ora tanto importanti da impattare in modo determinante sugli equilibrii macro-economici e politici internazionali.  Come ho appreso queste informazioni?  Semplicemente leggendo il post dal titolo “Lantanoidi: rari ed indispensabili”, che Gian Michele Accomasso ha pubblicato per il Carnevale della Chimica sul blog che riporta il suo stesso nome.  Il sottotitolo è già di per sé stesso una dichiarazione d’intenti che, come si può leggere direttamente dall’immagine copiata dal frontespizio del sito e incollata in questo paragrafo, va ben oltre la chimica e più in generale la scienza.

dieci alla meno noveNon di materie prime tecnologicamente rilevanti quanto piuttosto di un loro possibile impiego divenuto sempre di maggiore attualità è il post di Aldo Ficara che sul blog Dieci alla meno nove affronta la descrizione delle “Celle a combustibile”, con tanto di video esemplificativo, evidenziando come alla base del funzionamento di questa forma di generatore elettrico vi sia un fenomeno per molti aspetti “inverso” rispetto a quello, maggiormente conosciuto fin dai tempi della scuola, dell’elettrolisi dell’acqua.

la scienza siamo anche noiIl cerchio si chiude con il famoso motto, secondo il quale “la chimica controlla la chimica”: dove se non nelle tecnologie analitiche di punta la chimica (intesa nel senso più vasto del termine: nuovi materiali tecnologici, nuove conoscenze, nuovi standard di molecole ultrapure, ecc) può instaurare quel ciclo virtuoso, quasi un processo auto catalitico, che porta la ricerca a procedere ad un tasso di crescita ben più che lineare nel tempo?   Roberto Insolia (presentazione), biologo e divulgatore scientifico, nel suo blog “La Scienza siamo anche noi”, affronta tematiche inerenti in primo luogo la biologia molecolare, ma anche la nutrizione e l’ambiente, con l’obiettivo primario di indurre nel lettore domande sulle ripercussioni future, anche nella nostra vita quotidiana, dei dati e nelle scoperte che la comunità scientifica internazionale giornalmente riporta.

Dalla chimica alla biologia molecolare per esplorare il genoma” è il titolo del post che Roberto ci presenta: una descrizione comprensibile ma non superficiale (obiettivo spesso difficile da raggiungere) sulla PCR e le altre tecniche “in vitro” maggiormente utilizzate per gli studi di sequenziazione del DNA.   Tecniche analitiche di tipo chimico, come “chimica” è in fondo tutta la biologia molecolare, una nicchia nello scibile della chimica, una sorta di “caso specifico”, seppur di straordinario significato e ripercussioni sulle nostre esistenze.  Come d’altronde la chimica stessa, quella che muove i suoi passi dall’organizzazione e dalla trasformazione delle molecole, può essere considerata semplicemente come un micro-mondo brulicante all’interno dell’universo fisico.

Assonanze

Sarà probabilmente una conseguenza della pervasività della chimica, nel senso della sua onnipresenza e dell’universalità dell’applicazione dei suoi criteri di indagine, ma il Chimico (quello con la “C” maiuscola) ha questa straordinaria tendenza a restare mal volentieri al suo posto.   E’ curioso, pieno di interessi, interdisciplinare, tenta approcci trasversali, pecca talvolta di impertinenza ma mai di presunzione, trova differenze fra cose che per gli altri risultavano indistinguibili ed assonanze fra cose che agli altri apparivano come appartenenti ad universi distinti.  E non muove il suo interesse solo fra le scienze lì intorno.

La storia, l’arte, la letteratura, la politica e le relazioni umane sono tutti campi nei quali il chimico potrebbe a ragione dire la sua, e di fatto qualche volta lo fa, ad iniziare da Primo Levi, che dell’Altrui Mestiere è stato un maestro divulgatore.   Perché la chimica non è tanto riferita ad uno specifico oggetto di trattazione: la chimica è un punto di osservazione (privilegiato) per capire ed interpretare la realtà.

arte e saluteIl blog “Arte e Salute” di Emanuela Zerbinatti, medico e psicoterapeuta, è noto nella blogosfera per il suo carattere interdisciplinare, dove scienza (e all’interno di questa, moltissimo, la chimica), arte e letteratura si intersecano in trattazioni trasversali originali ed accattivanti con le quali l’autrice riesce a fare divulgazione scientifica efficace sfruttando le passioni più comuni del grande pubblico, ivi compresi lo sport, la musica ed il cinema.   Fra gli interventi più rilevanti che Emanuela ci propone, dopo un introduttivo post “un nuovo carnevale nell’anno della chimica” (chissà un po’ di cosa starà parlando?), vi è un’appassionante excursus nella letteratura chimica, ma anzi no, che dico, intorno alla “chimica nella letteratura”, dove in una sorta di “carnevale nel carnevale” sono ripresi, descritti e lasciati liberi di esprimere il proprio pensiero gli autori che più di tutti hanno saputo parlare di chimica al grande pubblico tramite le loro opere letterarie: da Mircea Eliade a Carl Jung, da Oliver Sacks a Primo Levi, da Alberto Cavaliere a Carl Djerassi, per terminare con Roald Hoffman.

Quasi come una nota bibliografica in calce a tutto questo giunge infine il terzo post dal titolo “piccola libreria per aspiranti chimici”: una presentazione scrupolosa e dettagliata di tutti quei libri in lingua italiana, saggi, racconti e romanzi, che non dovrebbero mancare dalla libreria di un appassionato di chimica (figura che non sempre coincide con il chimico in sé) ed in particolare di coloro che intendono farsi divulgatori di questa disciplina.

popingaNon molto dissimile è la linea editoriale che caratterizza il blog “Scienza e letteratura: terribilis est locus iste” dell’amico Popinga, geologo ed insegnante, il cui intento dichiarato resta soprattutto quello di esplorare, far conoscere e creare collegamenti tra le varie scienze ed il campo umanistico (letteratura ed arti visive), nella convinzione che i rapporti tra le “due culture”, pur nelle innegabili differenze, siano assai più vasti e profondi di quanto si creda comunemente.   Il primo post riprende un evento neanche poi così remoto ma ormai culturalmente quasi dimenticato della storia della comunicazione diretta al marketing della chimica, quello della promozione dell’industria del polistirene e dei suoi prodotti di uso domestico, alla fine degli anni ’50, in “Queneau, Calvino e lo stirene”: una collaborazione che vide la partecipazione di scrittori e chimici di nota fama nazionale ed internazionale, e qui in Italia degli stessi Italo Calvino e Primo Levi, per la composizione e poi per la traduzione di un’opera in versi che descrive a ritroso le fasi della produzione del polistirolo, dai suoi manufatti finiti alle materie prime estrattive.   Sullo stesso tono, ma questa volta con l’ingresso in campo anche della psicologia jungiana, così sensibile al ruolo dei simboli, è il post “il sogno di Kekulé”, che riprende uno dei nuovi “miti” della ricerca chimica, quello secondo il quale lo scopritore della struttura molecolare del benzene avrebbe avuto in sogno l’ispirazione per l’inaspettata forma ad anello esagonale con i legami in rotazione dell’anello benzenico, attraverso la visione di un serpente che si mordeva la coda.  Ma, come dimostra Popinga citando altri chimici del suo tempo, lo psicologo Carl Jung e le dichiarazioni dello stesso Kekulé, le cose forse non sono andate esattamente così, fino ad insinuare il dubbio della paternità della scoperta onirica del grande chimico tedesco.

il chimico impertinenteLa lista dei grandi nomi che hanno fatto la storia della chimica sarebbe davvero inenarrabile ma, come ci fa notare Paolo Gifh dal suo blog “il chimico impertinente” (presentazione) fra essi faticano ad emergere con chiarezza figure che, al pari di Newton e di Einstein per la fisica, raccolgano da sole la maggioranza dei consensi.  Il post in questione riporta appunto per titolo “chi è il più grande chimico della storia?” e riprende un contest lanciato recentemente da Twitter su NatureChemistry.  Fra le principali preferenze votate, spalmate in verità su ben 36 diversi candidati, spiccano in particolare Pauling, Mendeleev, Lavoisier e Marie S. Curie, mentre fra gli italiani sono citati Avogadro e, con una sola preferenza, Cannizzaro.   Paolo è un tecnico di laboratorio appassionato in scienze, soprattutto quelle della vita e della materia, che prende spesso spunto per i suoi interventi dalla news pubblicate dalle riviste scientifiche internazionali e dai blog anglofobi, per molti versi più dinamici rispetto alla nostra realtà nazionale.  “Credo fermamente che anche qui in Italia esista un potenziale inespresso (e poco incentivato) che potrebbe renderci altrettanto utili e competitivi” suggerisce il nostro autore che ha scelto per sé stesso l’appellativo di “chimico impertinente”, da cui il nome del suo blog.

Dopo un doveroso ma mai eccessivo richiamo alle motivazioni e ad alcuni degli eventi più significativi in ambito nazionale previsti per l’Anno Internazionale della Chimica in “2001 – la chimica alla riscossa”, con un particolare approfondimento sul concorso per giovani studenti “Tutti pazzi per la chimica!”, Paolo coglie al volo un’altra ricorrenza, quella dei festeggiamenti appena conclusi proprio per l’inaugurazione di questo nuovo Anno, festeggiamenti che avranno visto sicuramente stappare migliaia di bottiglie di ottimo spumante.  In “un brindisi scientifico per l’anno internazionale della chimica” si affronta non soltanto l’enologia in sé, ma la stessa chimica-fisica che sta alla base del rumoroso salto del tappo e dello sviluppo graduale delle bollicine, nonché della biochimica che sta alla base del piacevole pizzicorio che proviamo sulla lingua durante l’assaggio.

Gravità ZeroBen altre problematiche ha dovuto invece affrontare Tebello Nyokong, donna, nera, nata nel 1951 fra le montagne del Lesotho nel pieno periodo dell’apartheid sudafricana ma, soprattutto, grande chimico.   A ricordarci la storia di questo personaggio, emblema di un percorso di riscatto duramente scavato all’interno di un destino che sembrava essere disegnato per riservarle poco più di un pascolo di pecore in montagna, è l’amico Claudio Pasqua di Gravità Zero, il noto portale di divulgazione scientifica, partner e fautore con Chimicare.org della nascita di questo nuovo carnevale dedicato alla chimica.   Nel post “Tebello Nyokong: dalle pecore alle nanotecnologie” è tracciata la storia esemplare di questa donna, dalla laurea nella Università Nazionale del Lesotho al premio l’Oreal-UNESCO per le donne nella scienza nel 2009, fino alle ultime scoperte che hanno portato il suo gruppo di ricerca a fornire contributi di grandissimo valore scientifico ed applicativo nell’ambito della lotta contro il cancro tramite la terapia fotodinamica, basata su un approccio alternativo sia all’intervento chirurgico che alla più tradizionale chemioterapia.

Homepage di Aldo GioveAll’antitesi storica del riscatto sociale e della libertà di crescita personale, oltre che professionale, sta invece l’analogia sulla quale si basa, provocatoriamente, l’efficacissimo intervento di Aldo Giove dal titolo “Goebbels e la chimica”.   Cosa c’entra il tristemente noto ministro della propaganda nazista del Terzo Reich con la chimica?  Niente con la chimica in sé stessa, si affretta subito a commentare l’autore, ma ci aiuta a comprendere bene con quali tecniche e strategie di comunicazione si possa fare (dis)informazione su scala globale.   Aldo è il responsabile di laboratorio di un centro di ricerca in campo energetico dove, oltre che di chimica analitica, si occupa di problematiche ambientali relative a rifiuti e qualità dell’aria.  Il suo (L-D-X) non è un vero e proprio blog ma piuttosto un sito tradizionale, cosiddetto “statico”, ma i contenuti su di esso caricati, concentrati sulle tematiche software, salute, ambiente e società, possono dare adito a non poche riflessioni.   In particolare l’argomento della (più o meno programmatica) intenzionalità finalistica nelle strategie della comunicazione di argomentazioni tecniche e scientifiche sta alla base nel noto caso del temibile “monossido di diidrogeno” (ripreso al termine dello stesso post su Goebbels), sostanza chimica oggetto di trattazioni tanto approfondite quanto grottesche in merito all’analisi dei suoi molteplici rischi anche da parte di una ormai strutturata comunità internazionale di burloni a dimostrazione del fatto che si può fare dell’efficasissima dis-informazione senza per altro dichiarare mai espressamente il falso

Insegnare ad Imparare

Sarò sincero: in un primo momento avevo scelto per questa sezione tematica il titolo di “Imparare ad Insegnare”.  Ma a dire il vero oggi si fa già un gran parlare, spesso a ragione, della necessità di una preparazione dell’insegnante che, andando ben oltre alla semplice necessità di conoscenza degli argomenti dei quali è docente, fornisca allo stesso tutto l’equipaggiamento tecnico e culturale fatto di psicologia, comunicazione, pedagogia e sociologia necessario a saper trasmettere in modo adeguato la propria conoscenza.  In due parole “saper insegnare”.

Un po’ di meno si parla del saper imparare, o meglio: del trasmettere agli studenti, specie ai più giovani, ma anche agli appassionati curiosi e un po’ autodidatti come sono molti dei lettori dei nostri blog scientifici, quegli strumenti per rapportarsi in modo corretto all’informazione, saperla filtrare, valutare, penetrare.  Saper comprendere in senso del discorso anche quando il particolare ci sfugge, valutare l’autorevolezza di una voce, cercare le fonti: per non cadere nella trappola delle bufale scientifiche che “Cattiva Scienza in TV” ogni giorno smaschera proprio ad iniziare dai mezzi di informazione più insospettabili e pervasivi.

scientificandoAnnarita Ruberto è insegnante di matematica e scienze nella scuola media inferiore, collaboratrice della rivista Scuola e Didattica e del motore di ricerca “sicuro” (per fanciulli dai 3 ai 12 anni) “Ricerche Maestre”.   Con le numerose iniziative delle quali si è fatta promotrice, dentro e fuori la rete, e nello specifico con il suo blog Scientificando, Annarita da semplice divulgatrice scientifica (nel suo blog figurano argomenti che vanno dall’alimentazione alla biolgia, dalla geologia alla chimica, dall’astronomia all’etologia) è divenuta un punto di riferimento per i progetti di didattica della scienza nella blogosfera.   In questo primo Carnevale della Chimica Annarita ci propone come contributo “il concetto di sostanza dal punto di vista chimico e fisico“, che costituisce il tracciato di un percorso sperimentale svolto qualche anno fa con una classe di prima media.   “Il percorso, che ha impegnato a scuola venti ore di lavoro, si propone di sviluppare alcuni temi della Chimica di base, a partire dalle proprietà osservabili dei corpi materiali. Le attività realizzate sono state un’occasione per acquisire determinate abilità manuali e utilizzare il contesto sperimentale, via via realizzato, per attivare quelle connessioni tra fatti sperimentali e categorie concettuali, che sono il fondamento del processo conoscitivo nelle discipline sperimentali.”

A rileggere le pagine di questo documento, concepito per ragazzi che di fatto non conoscono la chimica, si avverte a mio parere l’urgenza, giustamente sentita dagli insegnanti più illuminati, della trasmissione di alcuni concetti, o meglio ancora di una consapevolezza “pre-chimica”: non tutto cosa sembra uguale è formato dalle stesso sostanze, non tutto cosa si presenta a prima vista omogeneo risulta di fatto costituito da una sostanza unica; è pensabile poter studiare la composizione e magari anche separare le diverse sostanze contenute in un miscuglio, e così via.

il genio della lampadaHedy Fanfara, biologa, insegna invece a studenti un po’ più grandicelli in un Istituto Tecnico Commerciale di Milano.   All’interno del suo sito Didascienze, Hedy conduce un blog “Il genio della lampada” (presentzione) che, come una dispensa una dispensa ondine, raccoglie gli appunti delle sue lezioni di chimica, inclusi gli esercizi, il materiale audiovisivo esterno ed i video autoprodotti dagli studenti delle sue classi e pubblicati su Youtube.   Per questo Carnevale Hedy propone il video che ripercorre due esperimenti di chimica inorganica “reazioni per la preparazione di sali II” concepiti con la collaborazione di Chimicare, di cui è stata fin dall’inizio una affezionata frequentatrice: si tratta della precipitazione di idrossido di rame (II) da un sale solubile dello stesso metallo, la disidratazione (con variazione cromatica) della gelatina azzurra ottenuta, e la dissoluzione della polvere nerastra di ossido di rame (II) con acido solforico al fine di riottenere il sale di partenza.  Dal sodio solfato che restava in soluzione incolore dopo la precipitazione dell’idrossido di rame è fatto a sua volta precipitare come sale di calcio tramite l’aggiunta dello stesso metallo in forma di cloruro.  Analoga esperienza è ripetuta con i sali solubili di ferro (II), osservando le evidenti diversità cromatiche.   A corredo di questa esperienza Hedy fornisce anche due pagine di spiegazione dell’accaduto, in termini di formule e di reazioni chimiche (1° esperienza; 2° esperienza).

crescere creativamenteMan mano che l’età degli studenti si abbassa, diventa probabilmente via via più difficile individuare nuovi percorsi che, oltre ad entusiasmare i più piccini, riescano effettivamente a trasmettere loro un contenuto formativo utile, dal quale scaturiscano sì domande, ma domande alle quali si possa dare ragionevolmente risposta nell’ambito delle possibilità di comprensione della fascia di età interessata.   Maestra Rosalba, insegnante di italiano oltre che di scienze nella scuola primaria (le buone vecchie “elementari” dei nostri tempi) è anche tutor del presidio Insegnare Scienze Sperimentali presso un istituto di scuola secondaria di Cagliari.  “Gli alunni imparano meglio quel che fanno piuttosto che quel che sentono” è il pensiero di Maestra Rosalba, pensiero che l’ha portata a introdurre sempre di più le attività creative e di laboratorio nelle sue lezioni scolastiche: nel suo blog Crescere Creativamente è riportato un post “Unità diadattica di approfondimento: i materiali, il vetro” contenente un video dove si vedono i suoi alunni realizzare una simulazione della preparazione del vetro tramite una fusione di fruttosio, con l’aggiunta di un colorante azzurro: un’occasione, oltre che per trasmettere interesse e manualità, di introdurre una grande quantità di legami interdisciplinari, dalla storia alle modalità di fabbricazione, dal riciclo dei materiali al contenuto zuccherino della frutta.

i maghimatici laboratori scientificiI Maghimatici Laboratori Scientifici hanno fatto della divulgazione a scopo formativo, specie per i più giovani, un vero motivo di professione, inventando per così dire un modo di fare cultura che prima non c’era, o era comunque assai meno organizzato.   Guidato dall’ideatore del team, il fisico Enrico Marrafino, esperto in comunicazione scientifica, il Scienze Center itinerante, nato a Torino nel 2007, propone per questo carnevale una sorta di locandina riferita ad uno degli ultimi eventi organizzati dal gruppo “A Roseto è già l’Anno della Chimica!” ed indirizzato agli studenti della scuola primaria, insieme ad un post decisamente più impegnativo, nato dalla penna di Enrico, “Please, call upon the author to explain!” (sottotilo “la scoperta del nucleo”): una lunga ed approfondita cronistoria della gloriosa chiarificazione dell’organizzazione dell’atomo, dal modello a panettone di Thomson al noto esperimento di Rutheford, passando per la Philipp Lenard che per primo dimostrò che gran parte del volume dell’atomo era costituito da spazio vuoto.

didattica di scienza della materiaNel solco dell’insegnamento scolastico propriamente detto torna invece Carmine De Fusco, docente di scienze di liceo, con un passato di professore a contratto del corso di Laboratorio di Tecnologie dell’Istuzione presso la SIS dell’Università di Torino.   Due sono i blog gestiti da Carmine, a dimostrazione dei suoi molteplici interessi, culturali e didattici: per Diadattica di Scienza della Materia e Divulgazione Scientifica ci presenta un “Giulio Natta e l’Anno della Chimica”, un approfondimento doveroso verso l’unico Premio Nobel italiano per la Chimica (1963); nel blog Didattica delle Scienze Naturali e Divulgazione Scientifica invece l’argomento ha per titolo “molecole biologiche (4): gli acidi nucleici” e costituisce come è facile intuire il proseguimento di una serie di schede preparate per presentare in modo essenziale, anche con l’aiuto di video, le principali classi di molecole biologiche agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

scienzebackstageAltra presenza nota della blogosfera scientifica nazionale è Gianluigi Filippelli, dottore e PhD in fisica, già attivo in passato presso l’Osservatorio Astronomico di Brera per un progetto legato alle Olimpiadi dell’Astronomia ed attualmente insegnante presso la scuola media di secondo grado.

Nei suoi post, pubblicati sul blog ScienceBackstage, Gianluigi tuttavia non sembra parlare direttamente ai suoi studenti ma, proprio come dichiara nel sottotitolo, trasmette ai più curiosi da “dietro le quinte della ricerca”.  Nel primo post che ci propone “Ritratti (23): Johannes van der Waals”, Filippelli utilizza come nel suo stile il pretesto narrativo della biografia di uno dei grandi protagonisti della chimica per trasmetterci preziosi contenuti formativi, che terminano con l’inaspettata risposta al quesito che ha tormentato molti di noi nelle calde sere d’estare: ma come fanno i gechi a camminare anche sui vetri?   Con la stessa modalità nel secondo post “Come funziona un impianto anti-incendio?” riesce a trascinare il lettore da una domanda puntuale al mondo dei colloidi, con tanto di esperimenti pratici che possono essere facilmente condotti per “provare con mano” le caratteristiche fisiche uniche di queste particolari soluzioni.
Ma il post forse più sorprendente (quanto, presumo “incomprensibile” per chi non ha dimestichezza con l’argomento) è “Foldit: il gioco della chimica”, la presentazione di un progetto a metà strada fra gioco in stile rompicapo e didattica: oggetto della manipolazione virtuale è una proteina, che deve essere “risistemata” geometricamente nello spazio tridimensionale, piegandola e ripiegandola variamente e stabilendo i legami più opportuni fra le sue parti, cercando di predirne la conformazione secondo le regole generali della chimica e più specificamente della proteomica.  Il gioco può essere svolto sia offline che ondine ed oltre alle proteine possono essere “manipolato” virtualmente anche il codice genetico.  Secondo gli ideatori se l’uomo, debitamente allenato, risulterà più abile dei software già esistenti nell’ottimizare la struttura tridimensionale delle proteine, potrà ulteriormente contribuire al miglioramento degli algoritmi di calcolo degli stessi.

fun science galleryQuando infine lo studente è in tutto e per tutto un autodidatta ed il suo fine ultimo non è tanto un buon voto in pagella quanto soddisfare l’impellenza di quella curiosità (eh, lo so che molti di noi l’hanno provata, fin da piccoli) che porta ad inventarsi esperimenti scientifici sempre nuovi, nel segreto della propria cameretta, cucina o autorimessa che sia, dal 1995 Fun Science Gallery è il sito di riferimento, in 3 lingue.   Pur non essendo costruito sul modello di un blog, esso contiene schede tematiche via via aggiornate che descrivono diversi argomenti (divisi per settore scientifico: elettrochimica, microscopia, archeologia, biologia, ecc) ed anche aspetti più generali come ad esempio quelli legati alla sicurezza.  L’ideatore e conduttore dell’iniziativa è Giorgio Carboni, perito industriale metalmeccanico che, dopo aver lavorato all’ENEA nel campo della metallurgia degli acciai per reattori nucleari, approfitta del tempo libero della pensione per dedicarsi a tempo pieno ad attività scientifiche per ragazzi.   Per questo Carnevale della Chimica Giorgio ci propone 3 diversi esperimenti, tutti di carattere molto pratico ma non privi, accanto alle istruzioni sul “come fare” di quel minimo di spiegazione (che risponde alla domanda “perché succede”) che trasforma in scienza la semplice magia: esperimenti di elettrochimica, esperimenti sugli acidi e le basi, ed infine esperimenti sui fenomeni di superficie.

I NUMERI

30 blogger e divulgatori scientifici coinvolti, 47 articoli complessivi, più di 3 mesi di preparazione e 318 mail scambiate per la preparazione di questo Carnevale della Chimica che, come negli intenti degli organizzatori, inaugura con la sua uscita la nuova rassegna a cadenza mensile dedicata alla chimica, con ricorrenza fissata per il 23 di ogni mese, sempre su un blog diverso, a rotazione, come previsto dal modello dei carnevali scientifici in rete.

L’annuncio della nascita del Carnevale della Chimica ha trovato finora spazio, oltre che sui blog degli autori partecipanti, anche sulle più autorevoli fonti di riferimento del mondo scientifico italiano, fra i quali: il sito ufficiale “Anno Internazionale della Chimica 2011 – in Italia”, che lo recensisce fra le novità nell’ambito degli eventi in programma per l’Anno, la rivista di divulgazione scientifica Galileo, la community on-line dei chimici italiani Chimici.info e la Società Chimica Italiana tramite la sua mailing list ufficiale ed un articolo speciale su La Chimica e l’Industria del quale si attende la pubblicazione a giorni.   Il numero di citazioni registrate ad oggi sul web ammonta complessivamente a 567.

Il blog che ospiterà nel mese di febbraio la 2° edizione del Carnevale della Chimica è il sito Scientificando.

Per informazioni o contatti preliminari potete scrivere ad Annarita Ruberto.

RINGRAZIAMENTI

Il primo, fondamentale e più sentito ringraziamento va a tutti voi, blogger e più in generale Autori, chimici e non chimici, donne e uomini di scienza e semplici appassionati, giovani ed anziani, professionisti ed autodidatti.   Ma anche a voi, lettori, divoratori curiosi ma sempre esigenti della scienza divulgata con semplicità ma rigore.   Senza di voi questo nuovo Carnevale della Chimica non sarebbe potuto nascere, e se fosse comunque nato sarebbe rimasto come una inutile cappella (cattedrale sarebbe stato troppo pretenzioso) nel deserto caotico del web.
Un ringraziamento speciale all’amico Claudio Pasqua di Gravità-Zero che ha saputo intravedere fin dall’inizio l’interesse del coinvolgimento anche della chimica nel progetto dei carnevali scientifici in lingua italiana, appoggiando questa iniziativa, all’inizio incerta, con tutta l’esperienza ed il supporto necessari.
Un ringraziamento infine agli amici e colleghi collaboratori di Chimicare.org ed in particolare ad Erika, che si è occupata con il sottoscritto della campagna stampa e della revisione dei testi, ed a Corrado, il nostro geologo-webmaster che, oltre a risolvere come sempre i problemi di natura tecnica del nostro sito completamente autogestito, ha pensato per l’occasione al nuovo tema grafico e funzionale che potete vedere in questa pagina, ispirato al design di Chimicare ma che richiama (chissà se qualcuno lo aveva notato) i tre colori del logo ufficiale dell’Anno Internazionale della Chimica.

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