composizione

l’azoto è una miscela gassosa ad alto rischio?

Quando Adolfo de Sanctis nel post di ieri sul sito “Cattiva Scienza in TV” citava la divulgazione di questa notizia da parte di un telegiornale nazionale, devo ammettere di essere rimasto incredulo.   cattiva scienza in TV Incredulo ovviamente del fatto che non soltanto un notiziario nazionale, ma in senso lato una persona, un giornalista, magari pure laureato, fosse anche in filosofia estetica, potesse mettere in giro una notizia così grossolanamente falsa.  Non fraintendiamoci: qui non si tratta di “chimica” propriamente detta, bensì di quella cultura generale di base che qualsiasi scuola dell’obbligo, fosse anche la più sgangherata, dovrebbe fornire anche al più disattento dei suoi studenti.

La diffusione di questa notizia suonava talmente improbabile che, incredulo, ho voluto ascoltare personalmente il notiziario in podcast: si tratta del Tg1 delle ore 13.30 del giorno 14/09/2010.

Riporto testualmente il testo letto dalla presentatrice:
“Sono saliti a venti gli indagati per la tragedia nello stabilimento chimico DMS di Capua.  Durante gli ultimi rilievi nel silos dove sono morti i tre operai i viglili del fuoco avrebbero trovato tracce di azoto, una miscela gassosa ad alto rischio”

E poi?   e poi basta.   La sorpresa finale è stato infatti scoprire che “la notizia” era tutta lì.   Nessuna parola in più, nessuna in meno rispetto a quanto riportato fra apici: lo scopo del comunicato era semplicemente rivelare alla nazione la sconcertante scoperta di questa insospettabile miscela gassosa ad alto rischio. Continua...

i vantaggi del fitocomplesso (2° parte)

Nell’intervento precedente avevamo confrontato ed analizzato le definizioni di fitocomplesso reperibili nel web italiano, evidenziandone le limitazioni implicite derivanti in primo luogo dal contesto di tipo essenzialmente botanico nel quale il concetto in questione si origina, ed ero giunto pertanto alla conclusione che sarebbe stato opportuno introdurre una nuova e più rigorosa definizione di fitocomplesso, magari meno vincolata ad una contestualizzazione olistica del rimedio e più ancorata alla realtà chimico-strutturale delle molecole contenute nel complesso stesso.

Sull’onda di questo proposito potrei suggerire che il fitocomplesso possa essere definito come l’insieme delle diverse specie chimiche derivanti da un’unica via biosintetica, o meglio ancora dalle sue ramificazioni metaboliche, che al suo livello di massimo dettaglio risulta essere caratteristica di una specifica pianta; le molecole che costituiscono un fitocomplesso sono pertanto accomunate da un elemento strutturale dominante (derivante dal progenitore biosintetico) del quale le singole specie molecolari rappresentano specifiche variazioni di dettaglio. La specificità del fitocomplesso, quella che lo rende caratteristico di una ben determinata pianta, non consiste tanto nella tipologia dell’elemento strutturale di base che accomuna tutte le molecole dello stesso fitocomplesso (che al contrario potrà essere anche comune a numerose altre specie botaniche) ma alla precisa e puntuale distribuzione quali- e quantitativa di tutte le specie chimiche che rappresentano le cosiddette “varianti” a questa struttura molecolare di base, ovvero di quali variazioni si tratta ed in che rapporto relativo risultano essere le diverse specie così generate. Continua...

i confini della chimica

Che cos’è precisamente la chimica? Riformulo la domanda: dove inizia e dove finisce esattamente questa disciplina?
Sembra paradossale ma sono convinto che non siano pochi gli stessi colleghi chimici a non essersi mai posti una domanda del genere, talmente presi come siamo a risolvere problemi specifici ed a rispondere ad altre e ben più pressanti domande. Forse forse il quesito se lo porranno di più i non addetti al settore, ma ecco che a questo punto la formazione di base, scolastica, potrebbe giocare non proprio a loro favore, dal momento che i calcoli stechiometrici che tanti di noi hanno imparato a fare ai tempi della scuola di sicuro non ci aiutano ad approcciare l’essenza fondamentale della disciplina.

Proviamo ad avvicinarci per gradi.
In prima battuta potremmo dire che la chimica è la disciplina che studia la materia. Ma a ben pensarci sono numerose le discipline, scientifiche e non, che si occupano di materia in senso lato. pane Immaginando un oggetto qualsiasi, ad esempio un pezzo di pane, ci sono coloro che pensano a realizzarlo (i panettieri), coloro che lo vendono e quindi lo considerano, insieme alle sue materie prime, alla stregua delle leggi dell’economia, coloro che lo gestiscono a loro volta come una voce di spesa (i ristoratori), coloro che lo studiano dal punto di vista nutrizionale, coloro che mettono a punto le attrezzature per realizzarlo (le impastatrici, i forni), coloro che lo assaggiano di professione, oppure ne misurano la consistenza, e così via. Continua...

CERCA LA CHIMICA DI CUI HAI BISOGNO

Sostieni la divulgazione della Chimica

Il tuo libero contributo sarà interamente devoluto alle attività di divulgazione della Chimica.

Richiedi la Newsletter

Una mail settimanale con gli aggiornamenti delle pubblicazioni, le attività dell'Associazione e le novità del mondo della divulgazione chimica

SEGUI CHIMICARE SU FACEBOOK

segui chimicare anche su facebook



ARTICOLI RECENTI

LA NOSTRA STORIA

SEGUI CHIMICARE SU TWITTER

Non solo gli aggiornamenti degli articoli pubblicati sui nostri blog e le novità del Carnevale della Chimica, ma anche le segnalazioni dei migliori interventi di divulgazione chimica in lingua italiana nel web.



zona-2