cultura

Possiamo davvero fidarci della Scienza? Se sì, come e perchè

IL SOSPETTO DI MARTIN MYSTERE

Ricordo ancora un episodio del fumetto Martin Mystere, pubblicato dall’editore italiano Bonelli già anni prima del ben più conosciuto Dylan Dog.  Un mio amico, allora ragazzo, grande appassionato della scienza specie di quella più “anomala”, collezionava e leggeva avidamente questo fumetto alla ricerca di qualcosa che andasse oltre a quanto la cosiddetta scienza ufficiale ci raccontava: qualche spunto, qualche elemento di riflessione… Non che si potesse prendere la fantasia di un fumetto come una fonte di informazione scientifica, ovviamente questo lo si sapeva, ma in fondo in cuor nostro si percepiva già il ruolo di quelle che lo stesso Popper definiva “metafisiche”, assegnando loro il ruolo di potenziali precursori intuitivi, di tipo pre-scientifico.  Un po’ come la visione atomista di Democrito, per intenderci.

Dell’episodio in questione, ricordo comunque una sola scena, quella che ormai è diventata un “must” paradigmatico nelle discussioni da pub scientifico con i miei amici.
Il protagonista, Martin Mystere appunto, riesce a mettere le mani su un microscopio potentissimo, uno di quelli con un grado di risoluzione sull’ordine di grandezza delle molecole: ve ne sono pochi nel mondo (ovviamente stiamo parlando del mondo di fantasia descritto nella vicenda) e sono tutti strettamente sotto controllo di importanti enti ed organizzazioni direttamente o indirettamente controllati dai governi o da qualche altra diabolica istituzione ideata ad hoc… Eh già, il complottismo è sempre un ingrediente essenziale per ogni buona storia che comporti una scienza anomala, o per lo meno celata! Continua...

dal giornalismo alla divulgazione: come e perché si comunica la scienza

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PREMESSA

spazio Giornalista scientifico e divulgatore scientifico: due figure confrontabili e talvolta parzialmente sovrapposte ma non per questo identiche, troppo spesso confuse fra loro nell’immaginario non soltanto del grande pubblico ma, si constata talvolta, anche di taluni addetti ai lavori.   Diversi per formazione, per intenti, per priorità e per metodi, anche nel caso in si trovino, eventualmente, a parlare del medesimo argomento.   E poi ancora, formatori, informatori, insegnanti ed esperti di didattica.
blocco noteQuesto intervento prova a riassumere in poche battute uno degli argomenti di discussione e di dialogo più vivaci in seno all’Associazione Culturale Chimicare.    Pur non avendo personalmente una piena dimestichezza formale con alcuni dei concetti espressi (personalmente sono un chimico, che “fra le altre cose” si occupa di divulgazione della chimica, per quanto abbia avuto alle spalle un paio d’anni di praticantato giornalistico), grazie anche al bacino professionale di utenza che si e’ venuto a creare in ambito associativo mi e’ stato possibile contare sull’aiuto e sul contributo di diversi colleghi più esperti di me nel campo della didattica, della formazione, della comunicazione in genere e dello stesso giornalismo scientifico.

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ANALISI DEI TERMINI (oltre la definizione da dizionario)

spazio Comunicazione
Il termine “comunicazione” sta indubbiamente gerarchicamente al di sopra di tutti gli altri dell’elenco, in quando indica l’atto stesso della relazione, diretta o indiretta, fra due o più soggetti instaurata allo scopo di trasmettere, in modo mono-, bi- o polidirezionale dei contenuti, siano essi informazioni, opinioni, semplici emozioni o altro. Continua...

nasce l’Associazione Culturale Chimicare: lettera aperta del Presidente ai lettori di Chimicare per introdurre la nuova organizzazione no-profit


FrancoCari amici e affezionati lettori,

lo so, non siete di certo abituati ad un mio intervento diretto, in prima persona, sentito e partecipato come, se solo il mezzo lo permettesse, potrebbe esse una lettera autografa vecchia maniera.
Ma l’occasione in questo caso lo richiede, in quanto l’avventura sulla quale molti di noi si sono imbarcati a partire dal settembre 2009 e poi nei mesi e negli anni a seguire, ci ha portati ad una svolta. Un punto di arrivo che è in effetti soltanto un nuovo inizio, un piccolo grande traguardo che getta le basi per un nuovo progetto condiviso, responsabile ed impegnativo per tutti noi, ma certamente forte di una carica innovativa e di un’idea prorompente nell’ambito della divulgazione scientifica nel nostro Paese.
Chimicare.org, i suoi collaboratori, i suoi fondatori ed il curatore scientifico hanno voluto consolidare e rendere per così dire “ufficiale” il loro impegno a favore della divulgazione della chimica, di quella “chimica per i non chimici”, come ha recitato fin dall’inizio il motto dell’iniziativa, destinata non tanto o “non solo” agli specialisti, chimici o altre figure tecniche e scientifiche affini, ma piuttosto al grande pubblico, quello composto da appassionati e curiosi, studenti ed insegnanti, esperti in altri settori ed addetti dell’informazione. Continua...

2011 Anno Internazionale della Chimica: i protagonisti e i temi di una sfida quasi epica in favore della sostenibilità

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Lo sviluppo sostenibile passerà necessariamente dalla chimica.   Come conoscenza scientifica, nelle sue applicazioni tecnologiche ma, soprattutto, come consapevolezza.  Ancora tutta da maturare.

“Accolgo con favore l’opportunità di celebrare la chimica, una delle scienze fondamentali” ha detto il Direttore Generale dell’UNESCO, Koichiro Matsuura. “Accrescere la consapevolezza sulla chimica è ancora più importante se pensiamo alla sfida rappresentata dallo sviluppo sostenibile. È sicuro che la chimica giocherà un ruolo importante nello sviluppo di fonti alternative di energia e nel provvedere al sostentamento della popolazione mondiale” ha aggiunto.

Già, perché è stata proprio l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), riunitasi a New York nel settembre 2009 nella sua 63esima Assemblea Generale, ad accogliere con entusiasmo, la risoluzione dell’Etiopia nella quale si chiedeva l’istituzione di un Anno celebrativo delle conquiste della chimica e del suo contributo al benessere dell’umanità.   Ohibò, l’Etiopia?  Suona strano?  No, non suona per niente strano.   Credo che certi Paesi  meglio di altri si trovino in una situazione economica e sociale di cruda consapevolezza, tale da tutelare non soltanto la classe politica ma anche la base popolare dal rischio di voler gettare via il bambino con l’acqua sporca.  Non fatemi aggiungere altro, almeno per ora.
Sempre secondo fonte ONU, la scelta del tema di questo Anno Internazionale rappresenta anche un modo per sollevare l’attenzione sul decennio delle Nazioni Unite dell’educazione allo sviluppo sostenibile 2005-2014.   Continua...

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