davide peddis

La Nanoscienza: verso un nuovo umanesimo scientifico

di Davide Peddis

Manoscritto della Divina Commedia (particolare)  All’inizio della seconda metà del novecento, Paolo Boringhieri scriveva che «la divulgazione scientifica è la pietra di paragone degli scienziati che riescono a comunicare le idee che stanno alla base della loro ricerca: non tanto il risultato particolare quanto la struttura mentale che condiziona tutta la ricerca scientifica».   L’editore piementose aggiungeva: «Solo se questo obiettivo è raggiunto la scienza diventa un fatto culturale, diventa un elemento che entra nell’orizzonte dell’uomo colto».   Combinando alcune tra le ventuno lettere del nostro alfabeto Boringhieri indicava la strada da seguire affinché lo sviluppo scientifico e tecnologico si traducesse in crescita culturale di tutti gli individui: «un umanesimo scientifico».   Allo stesso modo la natura, usando i mattoncini (elementi) che la scienza chimica ha schematicamente raccolto nella tavola periodica, esprime la sua poetica realizzando strutture più o meno complesse. Il padre della lingua italiana compone con circa 9000 lettere i primi due canti della divina commedia, un numero pari a quello degli atomi che la natura organizza in una molecola come l’emoglobina.  Rispetto allo studio della prosa di Dante, il limite principale incontrato dagli scienziati nell’affascinate viaggio alla scoperta del’architettura delle cose è dato proprio dall’impossibilità di penetrare la materia fino ai suoi costituenti fondamentali.

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“Che mondo sarebbe senza chimica?!” – resoconto della tavola rotonda fra chimici e verso la cittadinanza, presso il Cagliari Festival Scienza 2011

spazio

La chimica della Sardegna, nelle sue espressioni più diversificate e d’eccellenza, si è riunita intorno a un tavolo, martedì 8 novembre, in occasione del Cagliari Festival Scienza.
pubblico alla tavola rotonda "E' possibile un mondo senza chimica?"Dietro al tavolo uno schermo per proiettare video ed immagini a supporto degli interventi, davanti il pubblico numeroso composto in prevalenza da studenti della scuola secondaria di secondo grado, quella che fino a qualche anno fa chiamavamo “scuole superiori”, con i loro insegnanti, insieme ad altri professionisti del mondo scientifico, della cultura in genere ed anche semplici appassionati.
facciata centro culturale ExMàCerto il luogo dell’ex mattatoio di via San Lucifero (ora centro culturale ExMà), ornato tutto intorno da una fila di teste bovine scolpite, una diversa dall’altra, con i suoi due piani, i numerosi ambienti ed un ampio cortile per eventi all’aperto, è sembrato ancora una volta essere la cornice ideale per questo festival di divulgazione della scienza, il Cagliari Festival Scienza, giunto quest’anno alla sua quarta edizione con il titolo “Fra Cielo e Terra”.

Uno sforzo ingente per gli organizzatori del comitato ScienzaSocietàScienza presieduto dalla dott.ssa Carla Romagnino, ampiamente ricompensato non solo dal numero dei partecipanti ma dallo stesso entusiasmo che traspare dagli interventi dei ragazzi prossimi diplomandi delle scuole tecniche della Sardegna, chiamati come protagonisti in un progetto di divulgazione scientifica a tutto campo.

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