educazione

dal giornalismo alla divulgazione: come e perché si comunica la scienza

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PREMESSA

spazio Giornalista scientifico e divulgatore scientifico: due figure confrontabili e talvolta parzialmente sovrapposte ma non per questo identiche, troppo spesso confuse fra loro nell’immaginario non soltanto del grande pubblico ma, si constata talvolta, anche di taluni addetti ai lavori.   Diversi per formazione, per intenti, per priorità e per metodi, anche nel caso in si trovino, eventualmente, a parlare del medesimo argomento.   E poi ancora, formatori, informatori, insegnanti ed esperti di didattica.
blocco noteQuesto intervento prova a riassumere in poche battute uno degli argomenti di discussione e di dialogo più vivaci in seno all’Associazione Culturale Chimicare.    Pur non avendo personalmente una piena dimestichezza formale con alcuni dei concetti espressi (personalmente sono un chimico, che “fra le altre cose” si occupa di divulgazione della chimica, per quanto abbia avuto alle spalle un paio d’anni di praticantato giornalistico), grazie anche al bacino professionale di utenza che si e’ venuto a creare in ambito associativo mi e’ stato possibile contare sull’aiuto e sul contributo di diversi colleghi più esperti di me nel campo della didattica, della formazione, della comunicazione in genere e dello stesso giornalismo scientifico.

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ANALISI DEI TERMINI (oltre la definizione da dizionario)

spazio Comunicazione
Il termine “comunicazione” sta indubbiamente gerarchicamente al di sopra di tutti gli altri dell’elenco, in quando indica l’atto stesso della relazione, diretta o indiretta, fra due o più soggetti instaurata allo scopo di trasmettere, in modo mono-, bi- o polidirezionale dei contenuti, siano essi informazioni, opinioni, semplici emozioni o altro. Continua...

il chimico impertinente

ONORI E DOLORI DELLA PANCHIMIA
Non è facile essere chimici a questo mondo.   Soprattutto, non è facile essere un chimico che si occupa di divulgazione, e starsene spesso zitti per il quieto vivere sociale, in un mondo fatto di persone che tirano in ballo la tua materia ad ogni frase, pur senza rendersene conto, e quando provi ad intervenire ti fanno sentire come se avessi detto qualcosa di non pertinente, praticamente fuori luogo.

il chimico“Cosa ne vuoi sapere tu? Stiamo parlando delle pulci del gatto: sei un chimico, mica un veterinario!” o anche “Tu non sai niente di cucina: non sai neanche per quanto tempo deve cuocere un arrosto e vorresti raccontarmi cosa ci devo mettere nel sugo? Ma va…” o addirittura: “Questi sono prodotti erboristici, roba naturale: non stiamo parlando di sostanze chimiche!”
La situazione è pressappoco questa, tanto che in taluni casi, forse in troppi, getto la spugna prima ancora di iniziare, e faccio finta di niente.  Il rischio di fondo è quello di risultare saccenti, di spacciarsi per tuttologi, di quelli che vogliono insegnare ai gatti ad arrampicarsi: in conclusione di riuscire veramente, ma dico veramente antipatici.

Da qui il titolo di questo intervento “Il chimico impertinente”, che mutua il frontespizio da uno dei siti di divulgazione scientifica amatoriali più dinamici sull’argomento. Continua...

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