erboristeria

il Tao della Chimica (1° parte)

Credo siano note ormai un po’ a tutti, in oriente come nell’occidente contemporaneo, le molteplici declinazioni possibili dei concetti di Yin e Yang, che insieme costituiscono la suprema polarità del Tai-Chi e la cui complementarietà, compenetrazione, fusione, e contaminazione reciproca costituiscono la base della filosofia cinese ormai bimillenaria del taoismo, così come in una certa misura anche del confucianesimo.    Dal punto di vista simbolico tutto questo è richiamato e visualizzato con estrema quanto efficace sintesi nel noto simbolo del T’ai Chi T’u, semplicemente noto come Tao.
simbolo del T’ai Chi T’u, noto in occidente anche come Tao Cosa c’entra tutto questo con la chimica?   Immagino che questa domanda un vero taoista non se la porrebbe neppure, dal momento che sarebbe probabilmente spontaneo per lui individuare i principi Yin e Yang all’interno di qualsiasi realtà, materiale e spirituale, tangibile ed intangibile, allo stesso modo in cui associa rispettivamente allo Yin immagini o entità appartenenti alle sfere più diverse dell’esistenza e della percezione, come la luna, la notte, il buio, il freddo, il riposo, il femminile, il nord, l’autunno, la terra e la morte, mentre allo Yang competono rispettivamente le realtà a queste reciproche, ovvero il sole, il giorno, la luce, il caldo, l’attività, il maschile, il sud, la primavera, il cielo e la vita.   Continua...

i vantaggi del fitocomplesso (1° parte)

Si sente parlare piuttosto spesso, a sostegno della fitoterapia, del valore e dei benefici che derivano dal cosiddetto “fitocomplesso”. Questo concetto, in particolare, viene impugnato dai sostenitori dell’erboristeria quando si intende paragonare un rimedio di origine naturale, e specificamente vegetale, con un analogo farmaco di sintesi. fitoterapia Nei paragrafi che seguono verrà esaminato il concetto stesso di fitocomplesso e saranno argomentate le possibili ragioni per le quali questo potrebbe risultare di particolare interesse nell’ambito di una terapia intelligente.

Come prima cosa ho voluto però verificare le definizioni correnti disponibili sul web per questo concetto in realtà tutt’altro che banale. Riporto di seguito le più significative, purchè non esattamente sovrapponibili fra loro, trovate fra i primi 20 risultati dal motore di ricerca Google per l’espressione “fitocomplesso definizione”:

Secondo Wikipedia, in data 29/12/2009:
”Si va sempre più affermando il concetto di “fitocomplesso” quale insieme di sostanze di origine vegetale non riproducibili per sintesi chimica.”

Secondo la dott.ssa E. Valzania (Università di Modena e Reggio Emilia)
“Vi è una distinzione fra principio attivo isolato e quell’insieme di sostanze con cui il principio attivo si trova associato nel vegetale, insieme che si può definire fitocomplesso. Con il termine fitocomplesso possiamo definire e intendere tutto ciò che della pianta costituisce la parte attiva e che serve a caratterizzare la sua particolare fisionomia clinica e farmacologica. Continua...

dalla pianta medicinale al farmaco

Solidago Quando ad un ricercatore di un’industria farmaceutica viene chiesto di studiare una pianta che per tradizione viene riconosciuta come curativa, l’approccio che questi tiene è solitamente di tipo analitico-conoscitivo: egli cerca cioè di separare tutte le specie (sostanze) chimiche contenute nell’estratto della parte attiva della pianta (ad esempio nelle foglie, o nella radice, o nel frutto, ecc), quindi verifica quale sia la specifica molecola ad essere responsabile dell’azione medicinale, cerca di definirla nei minimi particolari strutturali, quindi prova a quantificarne il contenuto all’interno della pianta stessa.

Si tenga presente che in un qualsiasi vegetale il numero delle specie chimiche contenute può essere tranquillamente dell’ordine delle migliaia, anche se la stragrande maggioranza di queste sono per così dire “ubiquitarie”, ovvero comuni un po’ a tutti i vegetali e spesso a tutti gli esseri viventi in genere.
Si giustifica l’effetto terapeutico di una pianta medicinale in funzione di un suo componente generalista o ubiquitario, non specifico, solo nel caso in cui questo sia contenuto in concentrazioni insolitamente alte: l’acido L-ascorbico (vitamina C) è contenuta in tutti i vegetali, ma come è noto solo alcuni sono particolarmente indicati per chi vuole arricchire la sua dieta con questa importante vitamina, per la precisione i vegetali (o le parti di esso) che ne sono particolarmente ricchi. Continua...

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