giuseppe alonci

Intervista a J. P. Sauvage, Premio Nobel 2016 per la Chimica per “il design e la sintesi di macchine molecolari”

Il premio Nobel per la Chimica 2016 è stato assegnato a Jean-Pierre Sauvage, Sir J. Fraser Stoddart e Bernard L. Feringa “per il design e la sintesi di macchine molecolari”.

Il prof. Sauvage si è gentilmente offerto per una videointervista a Chimicare, che riportiamo di seguito. Vorrei però prima introdurre brevemente la ricerca che ha portato questi tre scienziati a vincere il Nobel.

disegno semplificato di un ascensore molecolare

disegno semplificato di un ascensore molecolare

Una macchina molecolare è in pratica una struttura complessa, formata da una o più molecole che interagiscono tra di loro e che rispondono ad uno stimolo attraverso una forma di movimento, con un meccanismo che somiglia al funzionamento di una macchina macroscopica, come un ascensore, un braccio robotico o una automobile. Le macchine molecolari non sono un’invenzione dell’uomo, anzi gli esempi in natura sono innumerevoli, come gli enzimi o le proteine: complessissimi robot che per facilitare una reazione chimica possono manipolare le molecole, spostandole da una parte e dell’altra, utilizzando “pinze” e “ganci” per afferrarle e trasportarle. Il lavoro di questi tre scienziati ha permesso di riprodurre in piccola scala alcuni di questi meccanismi. Hanno ottenuto, per esempio, una nanoautomobile capace di muoversi su una superficie; un ascensore molecolare, in cui una molecola ad anello si muove lungo un “cavo molecolare” costituito da una catena di atomi legati tra di loro; un muscolo artificiale, nel quale due molecole composte da una lunga catena di atomi sono vincolate tra di loro ma libere di scorrere, in risposta a specifici stimoli, allungandosi e contraendosi.

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L’Italia unita per una corretta informazione e sensibilizzazione scientifica: intervista a Federico Baglioni

Dal 18 al 24 maggio, e in generale per tutto il mese, si è tenuta, nelle principali città italiane, la terza edizione della serie di eventi di divulgazione scientifica organizzati dal movimento culturale Italia Unita per la Scienza. “CapiAmo il Pianeta” è stato il nome dell’iniziativa di quest’anno, una serie di incontri, conferenze e workshop che hanno permesso al pubblico di entrare direttamente in contatto con scienziati e ricercatori, per dimostrare quanto viva, appassionante e fondamentale per lo sviluppo del bene comune sia la ricerca scientifica. In concomitanza con l’EXPO di Milano e dopo le battaglie mediatiche che hanno coinvolto il mondo scientifico nell’ultimo anno (si pensi al caso Stamina, alla missione Rosetta, al crollo delle vaccinazioni), far sentire con forza la voce della ragione diventa sempre più importante. Quest’anno anche l’associazione Chimicare parteciperà con alcuni relatori a queste giornate. Iniziamo quindi questa collaborazione con un’intervista a Federico Baglioni, biotecnologo, divulgatore scientifico e coordinatore nazionale di Italia Unita per la Scienza.

Ciao Federico, rompiamo il ghiaccio iniziando a parlare della catena di eventi che ha portato alla nascita di Italia Unita per la Scienza. Perché non ci racconti brevemente le origini e gli scopi della vostra associazione?

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