laboratorio

La vetreria e la strumentazione di uso comune nei laboratori scientifici (1° parte)

di Sergio Barocci

moderno laboratorio di chimica biologicaIl laboratorio scientifico rappresenta un locale che è in grado di fornire condizioni controllate in cui si possono effettuare esperimenti scientifici, ricerche e misure ma anche preparazioni di sostanze chimiche e miscele.
Entrando in un laboratorio scientifico (Fig.1) si ha la possibilità di visualizzare tutte quelle attrezzature utili per eseguire un esperimento di tipo analitico.

 
Le attrezzature e le strumentazioni
L’attrezzatura in vetro può essere graduata e non graduata. Fin dal passato, il vetro è stato impiegato per la costruzione di apparati da esperimento in virtù delle ottime caratteristiche di questo materiale (buona resistenza ai prodotti chimici, trasparenza, relativamente semplice lavorabilità del materiale attraverso il calore) che però presenta come unico difetto la fragilità dei suoi manufatti. 
Gli strumenti costruiti in vetro vengono ancor oggi chiamati genericamente vetreria perché con questo nome si desidera indicare svariati apparecchi dalle forme ed usi molto variegati.

 

Vetreria di laboratorio
Banchi di lavoro di un laboratorio chimico con attrezzatura in vetro e strumenti di misurazione
Sono presenti anche attrezzature in porcellana, attrezzature metalliche, in legno, gomma, strumentazioni per la separazione e la miscelazione, strumenti per la misurazione, strumenti per lo scambio termico e strumenti di supporto. Di tutti questi strumenti il chimico deve conoscerne la modalità e la loro funzionalità. Continua...

la Sintesi: il lato creativo della chimica

Una delle meraviglie più inaspettate che la chimica riserva a coloro che per la prima volta si addentrano anche solo poco oltre la sua anticamera descrittiva, è la possibilità di trasformare la materia a proprio piacimento.
Da sempre l’uomo ha osservato i cambiamenti esteriori della materia (e più nello specifico delle sostanze dalle quali essa è composta) basandosi sui mutamenti del suo aspetto esteriore e delle sue proprietà percepibili; solo negli ultimi secoli tuttavia è stato possibile individuare e descrivere in modo coerente e via via sempre più esaustivo l’insieme delle leggi chimiche e fisiche che stanno, direttamente o indirettamente, alla base di queste trasformazioni.
Trasformazioni coerenti e prevedibili quindi, basate in modo esclusivo sulle proprietà delle strutture molecolari delle sostanze coinvolte, la cui conoscenza offre al chimico la padronanza di orientare la“trasmutazione”dirigendola verso i prodotti da lui desiderati.
il laboratorio dell'Alchimista - dipinto di Jan Van der Straet (detto Giovanni Stradano), 1523-1605Sembra il coronamento del sogno degli antichi alchimisti, se non fosse che diversamente da quanto previsto dall’opus alchelicum gli elementi rimangono tal quali (ad esempio l’oro non può essere ricavato che da altre specie chimiche che contengano a loro volta oro) ed i mutamenti riguardano “soltanto” il modo di essere organizzati fra loro di questi elementi, ovvero di essere legati reciprocamente a formare strutture più complesse, alle quali noi oggi diamo il nome di molecole. Continua...

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