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Sul termine “Chimicare”: dalla rivisitazione alla valorizzazione di un’espressione popolare

Dalla connotazione popolare secondo la citazione di Primo Levi ne “Il Sistema Periodico” quasi come sinonimo di “analizzare”, il termine Chimicare viene rivisto nella prospettiva dell’evoluzione culturale e storica della professione del chimico e della sua percezione da parte del grande pubblico dei non addetti ai lavori, fino alla ricollocazione in chiave assolutamente nobile del termine in qualità di “applicazione del punto di vista chimico”, significato che sarà poi fissato nell’intitolazione dell’omonima associazione culturale per la diffusione e la promozione della cultura della chimica, nell’aprile 2011.

E’ presentato il video slide-show tratto dal testo del 2009 già pubblicato nelle pagine della rubrica chimiCOMPRENDE del sito Chimicare.org, con lettura ed interpretazione a cura dell’attore di Valerio Dell’Anna.

Primo Levi“In realtà avevo sentito usare questa espressione ben da prima di leggerla nella pagine di Primo Levi, quando nel capitolo “Arsenico” della sua raccolta di racconti autobiografici ispirati alla sua vita professionale “Il sistema Periodico”, racconta di un dignitoso signore che un giorno gli porta una campione di zucchero sospetto“da chimicare”.  Chimicare nella sua accezione popolare significa in senso stretto “analizzare”, nulla di più, ovvero sottoporre ad analisi chimica. Si scoprirà in seguito che quello zucchero era stato corrotto con arsenico da parte di qualcuno che a quel distinto signore proprio non voleva tanto bene.   Continua...

il significato della pesata ed i limiti della volumetria: ragionamenti e consigli pratici

Fra i parametri più comunemente utilizzati per esprimere e misurare la “quantità” disponibile di un dato materiale, sia esso una sostanza chimica pura come anche una miscela complessa ed eventualmente incognita, vi sono sicuramente il volume ed il peso.

antica bilancia a due piatti Nel corso della mia esperienza personale ho avuto modo di accumulare tutta una casistica di argomentazioni fra loro diversissime che tuttavia quasi all’unanimità concordano nel valorizzare la scelta della gravimetria (nome nobile per indicare la misura del peso, tramite bilance), a scapito della volumetria sia per la misurazione che per il dosaggio di sostanze, sia liquide che solide, non soltanto nella realtà dei laboratori chimici, ma ovunque si presenti la necessità di misurare la quantità di una determinato materiale sfuso, quindi anche in cucina e nei laboratori artigianali.

La preferenza per le misurazioni in peso, specie se condotte con gli accorgimenti pratici e concettuali che avrò modo di descrivere fra poco, diventa ancora più importante nella prospettiva dell’impiego delle sostanze pesate in vista della preparazione di soluzioni o miscele multicomponenti e per l’allestimento di set di campioni a diversa concentrazione.

VARIABILI E LIMITI DELLA VOLUMETRIA: IL PROBLEMA DELLA DENSITA’ VARIABILE

Quando si parla di liquidi sorge spontaneo pensare subito ai volumi, e quindi a contenitori graduati, a misurini, cilindri con scale e numerazioni impresse, matracci tarati e  tutta quella gamma di strumenti in vetro e in plastica che affollando, oltre ai laboratori, anche le nostre cucine di casa.   Continua...

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