metodo scientifico

Dalla pubblicazione alla ricerca bibliografica: il fondamento della continuatività nella ricerca scientifica

Leonardo da leonardo da vinci - visione d'insiemeinci - visione d'insiemeUno degli aspetti fondamentali ed imprescindibili della cultura scientifica contemporanea è quello della continuatività.
Lo scienziato geniale ma isolato dal mondo e, cosa più importante, dai suoi colleghi scienziati del resto della comunità scientifica, è un ricordo romantico di un passato piuttosto remoto, lontano da noi ormai di alcuni secoli, ma nel cuore e nell’immaginario di molti “non addetti ai lavori” continua non soltanto ad esistere, ma a portare in qualche modo la bandiera dell’avamposto della ricerca.
Lo scienziato isolato era spesso un tuttologo, o per lo meno un personaggio poliedrico, dotato di una cultura vasta e trasversale rispetto a vari campi del sapere (si pensi a Leonardo da Vinci: ingegnere, anatomista, pittore…), in grado così di recuperare con il proprio sforzo personale quel gap informativo subìto a causa del suo isolamento. Un isolamento dovuto ad una molteplicità di fattori, quasi mai una scelta del singolo: dall’assenza di mezzi di comunicazione rapidi (a parte non poter mandare e-mail, non esisteva il telefono e la corrispondenza poteva arrivare a distanza di mesi… se arrivava), alla difficoltà negli spostamenti, fino alla difficoltà nello stampare e diffondere i libri.

antichi faldoni documentali per archiviazione in biblioteca

antichi faldoni documentali per archiviazione in biblioteca

Quando intraprendeva uno studio, uno scienziato di questo tipo non poteva essere del tutto sicuro che qualcun altro non lo avesse già intrapreso, magari pochi anni prima o nel suo stesso momento.

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Pensieri circa la presunta miopia della Scienza ed il concetto di Soprannaturale

A fine testo:
Nota introduttiva: perchè questo articolo?” e “Che cos’è la Scienza e cosa non lo è?

una porta verso la luceMolti credono che la scienza respinga cosa non sa spiegare.  Niente di più sbagliato!
In passato come ai giorni nostri sono molti i fenomeni ed i comportamenti, osservabili e talvolta anche riproducibili, per i quali non si dispone (ancora?) di una spiegazione adeguata: non per questo la scienza nega la loro esistenza né la carenza stessa di una spiegazione soddisfacente per essi.

La scienza semmai respinge ciò che non si può studiare.
Ad un livello più semplicistico si dice talvolta “cosa non si può riprodurre in laboratorio”, ma questa condizione non è a dire il vero irrinunciabile se pensiamo ad esempio ad eventi naturali di grandissima portata, come ad esempio quelli di tipo astronomico.

In buona parte, ciò che non si può studiare appartiene al mondo dell’inesistente oppure del soprannaturale, insiemi tra loro diversi anche se massimamente sovrapposti.
3 mondi di conoscenza secondo PopperUna caratteristica piuttosto comune alla trascendenza dei fenomeni soprannaturali, qualora si voglia comunque ammettere la loro esistenza, a ben vedere è quella di essere frutto di un’intelligenza, o di una coscienza, o di una volontà “superiore” a quella umana classica, capace per tanto di sottrarsi alla dinamica sperimentale così come al semplice atto dell’osservazione sistematica che ne è parte integrante.

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progetto SETI: ricerca scientifica o solo tanta buona volontà?

di Paolo Pulcina

filosofo e giornalista

Sì, è scienza; no, non lo è.   La diatriba in merito alla validità scientifica del progetto SETI, lanciato oltre trent’anni fa alla ricerca di vita intelligente extraterrestre, non conosce pace.   Per taluni scienziati, molto legati al pensiero epistemologico di Karl Popper, il SETI non può essere considerato scientifico poiché manchevole di un paradigma fondamentale, la falsificabilità.   In accordo con la teoria popperiana circa l’approccio alla scienza, il Popper - 3 mondi di conoscenzarazionalismo critico” (l’approccio di Popper) non consente di annoverare fra le discipline scientifiche la ricerca di vita intelligente extraterrestre.   Se ci affidiamo per un momento all’epistemologo viennese, comprendiamo che quando il metodo di ricerca scientifica si appoggia all’induzione ed alla verificazione cade irrimediabilmente in un’imboscata.   Infatti, secondo Popper la verificabilità di una teoria di ricerca è praticamente sempre possibile, perché infiniti possono essere i dati ed i risultati delle sperimentazioni empiriche legate a quel tipo ed ambito di ricerca.   Invece, Popper prediligeva la falsificazione di una teoria per testarne la sua validità: in breve, tante prove empiriche a sostegno di una tesi non valgono quanto una prova empirica che invalidi quella tesi.   Ecco allora che se ci accingiamo a concepire la scienza da questo versante epistemologico, non potremo far altro che ammettere la non scientificità del SETI, poiché non potrà mai dimostrarsi, in termini logici, che la vita extraterrestre intelligente non esiste.  

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