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Come classificare le reazioni chimiche? Un approccio trasversale, tra l’inorganica e l’organica

Classificare è stata da sempre una delle esigenze imprescindibili non soltanto del chimico, ma dello scienziato in generale.  Oltre alle sostanze, per le quali la storia dei tentativi di sistematica, più o meno riusciti, vanta un percorso quasi millenario, da poco più di cent’anni ci si è posti il problema di classificare anche le modalità attraverso le quali le stesse sostanze chimiche si trasformano in altre.  In pratica una volontà di classificare le reazioni chimiche.

esempi di reazioni chimiche

Una volontà che diventa esigenza sensibile dal momento che le reazioni chimiche conosciute iniziando a diventare migliaia, l’aspetto delle molecole in gioco (ad esempio la loro struttura) tende a prevalere, almeno a colpo d’occhio, sulla natura stessa della trasformazione, ed infine le necessità didattiche, dalle quali neppure le scienze più raffinate possono in fin dei conti sfuggire, impongono anch’esse l’imperativo della classificazione sistematica della complessità, basata su regole chiare e generalmente accettate.
Come in ogni lavoro di classificazione che sia degno di questo nome, il chimico si è posto dunque come interrogativo iniziale la ricerca di quella che si suol definire una “chiave di classificazione”, ovvero il criterio attraverso il quale raggruppare e quindi suddividere gli oggetti da classificare, nel nostro caso le reazioni chimiche. Continua...

il Tao della Chimica (1° parte)

Credo siano note ormai un po’ a tutti, in oriente come nell’occidente contemporaneo, le molteplici declinazioni possibili dei concetti di Yin e Yang, che insieme costituiscono la suprema polarità del Tai-Chi e la cui complementarietà, compenetrazione, fusione, e contaminazione reciproca costituiscono la base della filosofia cinese ormai bimillenaria del taoismo, così come in una certa misura anche del confucianesimo.    Dal punto di vista simbolico tutto questo è richiamato e visualizzato con estrema quanto efficace sintesi nel noto simbolo del T’ai Chi T’u, semplicemente noto come Tao.
simbolo del T’ai Chi T’u, noto in occidente anche come Tao Cosa c’entra tutto questo con la chimica?   Immagino che questa domanda un vero taoista non se la porrebbe neppure, dal momento che sarebbe probabilmente spontaneo per lui individuare i principi Yin e Yang all’interno di qualsiasi realtà, materiale e spirituale, tangibile ed intangibile, allo stesso modo in cui associa rispettivamente allo Yin immagini o entità appartenenti alle sfere più diverse dell’esistenza e della percezione, come la luna, la notte, il buio, il freddo, il riposo, il femminile, il nord, l’autunno, la terra e la morte, mentre allo Yang competono rispettivamente le realtà a queste reciproche, ovvero il sole, il giorno, la luce, il caldo, l’attività, il maschile, il sud, la primavera, il cielo e la vita.   Continua...

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