paolo pulcina

progetto SETI: ricerca scientifica o solo tanta buona volontà?

di Paolo Pulcina

filosofo e giornalista

Sì, è scienza; no, non lo è.   La diatriba in merito alla validità scientifica del progetto SETI, lanciato oltre trent’anni fa alla ricerca di vita intelligente extraterrestre, non conosce pace.   Per taluni scienziati, molto legati al pensiero epistemologico di Karl Popper, il SETI non può essere considerato scientifico poiché manchevole di un paradigma fondamentale, la falsificabilità.   In accordo con la teoria popperiana circa l’approccio alla scienza, il Popper - 3 mondi di conoscenzarazionalismo critico” (l’approccio di Popper) non consente di annoverare fra le discipline scientifiche la ricerca di vita intelligente extraterrestre.   Se ci affidiamo per un momento all’epistemologo viennese, comprendiamo che quando il metodo di ricerca scientifica si appoggia all’induzione ed alla verificazione cade irrimediabilmente in un’imboscata.   Infatti, secondo Popper la verificabilità di una teoria di ricerca è praticamente sempre possibile, perché infiniti possono essere i dati ed i risultati delle sperimentazioni empiriche legate a quel tipo ed ambito di ricerca.   Invece, Popper prediligeva la falsificazione di una teoria per testarne la sua validità: in breve, tante prove empiriche a sostegno di una tesi non valgono quanto una prova empirica che invalidi quella tesi.   Ecco allora che se ci accingiamo a concepire la scienza da questo versante epistemologico, non potremo far altro che ammettere la non scientificità del SETI, poiché non potrà mai dimostrarsi, in termini logici, che la vita extraterrestre intelligente non esiste.  

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il punto di vista del filosofo applicato alla materia ed alle sue trasformazioni

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PREMESSA

Nell’ambito di una trattazione degli aspetti “culturali” relativi alla chimica, che costituisce uno degli scopi statutari primari dell’Associazione Culturale Chimicare, non possiamo esimerci dal prendere in considerazione anche le prospettive che a tutta prima potrebbero risultare meno ortodosse, in primo luogo per poter maturare su di esse una consapevolezza basata su una conoscenza di prima mano.

Paolo Pulcina

Paolo Pulcina

Abbiamo così accolto con grande entusiasmo nel nostro comitato di redazione un filosofo, Paolo Pulcina, che ha maturato anche una formazione scientifica ed ora, parallelamente all’attività giornalistica, si interessa di filosofia della scienza ed in particolare della cosiddetta “filosofia della materia”.
A riprova dello spirito di apertura e di dialogo che contraddistingue l’associazione Chimicare, il punto 10 dello stesso Regolamento recita:  “Il Socio si impegna a trattare con ragionevole cortesia gli esponenti delle cosiddette scienze non ufficialmente riconosciute, o “pseudo-scienze” e/o gli esponenti di teorie o visioni scientifiche non ortodosse, operando per quanto nelle sue possibilità al fine di favorire la conoscenza reciproca e l’interscambio informativo fra le scienze ufficiali e le posizioni scientifiche non riconosciute, onde minimizzare le contrapposizioni pregiudiziali fra le parti e verificare di volta in volta le possibilità di ricongiungimento degli esponenti del pensiero non ufficiale nell’ambito del filone di pensiero maggiormente riconosciuto dalla comunità scientifica”.    

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