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alcune delle molecole che hanno cambiato il mondo… nel suo rapporto con la chimica

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Non è raro che fra chimici ci si ponga talvolta il quesito: quali sono le (poche) molecole che hanno realmente cambiato il mondo?  Sull’argomento sono stati scritti saggi di divulgazione scientifica di successo (es. “I bottoni di Napoleone – come 17 molecole hanno cambiato la storia” – P. Le Conteur, J. Burreson – Longanesi, 2007), una moltitudine di articoli e di post sui blog scientifici e non, nonché un’edizione del Carnevale della Chimica, la tredicesima datata gennaio 2012, della quale questo intervento costituisce parte integrante.
i bottoni di napoleone - come 17 molecole hanno cambiato la storia” - P. Le Conteur, J. Burreson - Longanesi, 2007Gli elenchi delle molecole proposte annoverano per lo più le “invenzioni” (sempre in termini molecolari, naturalmente) che hanno consentito, direttamente o permettendo a loro volta la costruzione di manufatti più complessi, il miglioramento della qualità (nonché della durata) della nostra vita, fino a rendersi a tutti gli effetti indispensabili, sempre che non si accetti collettivamente di ritornare nelle condizioni di esistenza di alcuni secoli or sono.   La prospettiva secondo la quale queste molecole sono selezionate è quindi per lo più di tipo utilitaristico e funzionale alla loro applicazione, incanalandosi in questo modo in quell’importantissimo filone – ma pur sempre di un filone si tratta – della chimica applicata ed industriale, per intenderci quella per mezzo della quale vengono realizzati prodotti su larga scala, quelli che entrano alla fine nelle nostre case e con i quali possiamo avere a che fare tutti i giorni. Continua...

La Chimica a Colori: dall’ossidazione delle molecole alle interazioni luce-materia

Non so se avete mai prestato attenzione alla coincidenza, ma è piuttosto comune, quasi la norma, che un prodotto non più freschissimo, ad iniziare dai cibi ma non soltanto, tenda ad assumere una colorazione più scura o meglio ancora più intensamente colorata rispetto a quella che lo caratterizzava al momento della preparazione o nelle prime fasi di conservazione.

imbrunimento ossidativo di una porzione di mela tagliata Si va dal caso della maionese che, invecchiando a contatto con l’aria, diviene giallo intenso fino all’arancione in superficie, fino ad arrivare ai prodotti vegetali che durante il deperimento imbruniscono assumendo una tonalità marrone anche molto scura, specie in coincidenza di tagli o ammaccature.

L’osservazione, per quanto empirica, ha portato molti di noi ad associare istintivamente l’intensità della colorazione allo stato di degradazione del prodotto, tanto da spingere le relative aziende di produzione a procrastinare questo effetto mediante l’aggiunta di conservanti o in alcuni casi a “mascherarlo” per mezzo di coloranti che, presenti sia nel prodotto fresco che in quello deteriorato, ne coprano in qualche modo la variazione di colorazione percepibile.

Chiedendoci quale possa essere la ragione di un inscurimento di un prodotto in funzione della sua graduale degradazione, non si faticherà molto a comprendere come la degradazione alla quale stiamo facendo riferimento sia quella di tipo ossidativo. Continua...

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