respirazione

Perchè mangiamo? Le ragioni dell’alimentazione, dal punto di vista del chimico

COSA SIGNIFICA ALIMENTARSI

L’alimentazione è il modo con il quale le sostanze chimiche presenti in natura entrano a far parte della realtà biologica di un vivente, costituendo le basi imprescindibili per la sua crescita, il suo mantenimento energetico e la sua corretta funzionalità.
esempio di alimentazione in un organismo eterotrofoRestringendo il campo al seppur vastissimo ambito di noi organismi eterotrofi, le piante e gli animali che mangiamo diventano parte di noi in funzione delle sostanze chimiche che li compongono.   La composizione chimica di un essere vivente diventa per tanto la chiave che giustifica, pilota e traghetta in qualche modo la trasmutazione, per molte culture ritenuta una sorta di magia un po’ macabra ma sicuramente sacra, di un essere vivente in un altro.

La chimica, le sostanze chimiche semplici, quindi non le cellule o i tessuti che pure li contenevano in origine, rappresentano cosa un organismo eterotrofo va a cercare in un alimento, per quanto esso possa essere introdotto nel nostro apparato digerente in forma estremamente complessa.  Possiamo anche pensare di ingoiare un’aringa intera, completa di testa e di coda: se mai riusciremo a digerirla, quello che passerà effettivamente nel nostro corpo, ovvero nel flusso sanguigno, e da lì ai vari organi, saranno sostanze chimiche semplici, specie chimiche ben definite, riportabili ad una struttura molecolare perfettamente definita e di solito neanche particolarmente complessa.  

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Come si scopre un ciclo biochimico? L’esempio di Krebs, dall’intuizione ai dettagli delle reazioni

di Domenico Cavallero

INTRODUZIONE

Hans Adolf Krebs (1900 – 1981)

Fig. 1 – Hans Adolf Krebs (1900 – 1981)

Hans Adolf Krebs, biochimico inglese di origine tedesca , nacque a Hildesheim in Germania nel 1900 da Alma e Georg Krebs (chirurgo otorinolaringoiatra) (Figura 1).  Dapprima frequentò le scuole della sua città, in seguito studiò  medicina  presso diversi atenei (Università di Gottinga, Friburgo e Berlino)  dal 1918  al  1923. Nel 1925 conseguì la laurea presso l’Università di Amburgo , poi fece ritorno a Berlino per un anno dove si specializzò in chimica e dal 1926 al 1930 divenne assistente del biochimico Otto Heinrich Warburg ( premio Nobel per la Medicina nel 1931 per le sue ricerche sugli enzimi respiratori) al Kaiser Wilhelm Institut für Biologie di Berlino-Dahlem.

Nel 1930 si dedicò all’attività di medico ma nel 1933 in seguito alle discriminazioni razziali in Germania in quanto ebreo per parte di madre, gli fu vietato di praticare la medicina e per questo motivo dovette emigrare in  Inghilterra a Cambridge dove lavorò presso il Dipartimento di Biochimica alle dipendenze di Sir Frederick Gowland Hopkins (1861 – 1947) e poi a Sheffield dove insegnò farmacologia e biochimica.  Nel 1954 ottenne la cattedra di biochimica all’Università di Oxford (Figura 2).
I suoi studi furono dedicati alla comprensione di numerose reazioni metaboliche cioè di quei processi del metabolismo con cui le cellule viventi trasformano energia.  

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l’azoto è una miscela gassosa ad alto rischio?

Quando Adolfo de Sanctis nel post di ieri sul sito “Cattiva Scienza in TV” citava la divulgazione di questa notizia da parte di un telegiornale nazionale, devo ammettere di essere rimasto incredulo.   cattiva scienza in TV Incredulo ovviamente del fatto che non soltanto un notiziario nazionale, ma in senso lato una persona, un giornalista, magari pure laureato, fosse anche in filosofia estetica, potesse mettere in giro una notizia così grossolanamente falsa.  Non fraintendiamoci: qui non si tratta di “chimica” propriamente detta, bensì di quella cultura generale di base che qualsiasi scuola dell’obbligo, fosse anche la più sgangherata, dovrebbe fornire anche al più disattento dei suoi studenti.

La diffusione di questa notizia suonava talmente improbabile che, incredulo, ho voluto ascoltare personalmente il notiziario in podcast: si tratta del Tg1 delle ore 13.30 del giorno 14/09/2010.

Riporto testualmente il testo letto dalla presentatrice:
“Sono saliti a venti gli indagati per la tragedia nello stabilimento chimico DMS di Capua.  Durante gli ultimi rilievi nel silos dove sono morti i tre operai i viglili del fuoco avrebbero trovato tracce di azoto, una miscela gassosa ad alto rischio”

E poi?   e poi basta.   La sorpresa finale è stato infatti scoprire che “la notizia” era tutta lì.   Nessuna parola in più, nessuna in meno rispetto a quanto riportato fra apici: lo scopo del comunicato era semplicemente rivelare alla nazione la sconcertante scoperta di questa insospettabile miscela gassosa ad alto rischio.

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