scienza

Eka-silicio

Vincenzo Villani
Dipartimento di Scienze, Università della Basilicata
Concetta Berlantini
Istituto Comprensivo ‘Umberto Postiglione’, Raiano (Aquila)

Gregorio era nato in una terra martoriata, dove i più consideravano la legalità un’utopia e i restanti un’eresia. Sebbene di famiglia agiata, Gregorio si risolse presto a fuggire via in cerca di fortuna in terra straniera. Ma il destino per lui aveva riservato una sorte diversa e…giovanissimo fu chimico di prestigio! Lui che aveva conosciuto le asperità della vita, non disdegnò d’inoltrarsi lungo i sentieri sconosciuti ed entusiasmanti della ricerca scientifica. Raggiunti gli onori nella chimica analitica delle acque, competenza che gli avrebbe assicurato ogni agiatezza e  rispetto, virò completamente rotta e mise se per l’alto mare aperto… La Tavola Periodica degli elementi, ideata da  Mendeleev nel 1869, era ancora incompleta, piena  di ‘buchi’! C’erano molti elementi incogniti che aspettavano d’essere scoperti: sotto l’alluminio il profeta siberiano aveva previsto l’eka-alluminio e sotto il silicio, l’eka-silicio… In Francia e Germania si stava facendo un gran bel lavoro. Finalmente, in una cava di zinco dei Pirenei fu scoperto nel 1875 il gallio! Gregorio, era affascinato da questi risultati e sperava di separare presto dalla ganga il suo cristallo prezioso, mai visto prima da occhio umano: era sulle tracce dell’eka-silicio!

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Pensieri circa la presunta miopia della Scienza ed il concetto di Soprannaturale

A fine testo:
Nota introduttiva: perchè questo articolo?” e “Che cos’è la Scienza e cosa non lo è?

una porta verso la luceMolti credono che la scienza respinga cosa non sa spiegare.  Niente di più sbagliato!
In passato come ai giorni nostri sono molti i fenomeni ed i comportamenti, osservabili e talvolta anche riproducibili, per i quali non si dispone (ancora?) di una spiegazione adeguata: non per questo la scienza nega la loro esistenza né la carenza stessa di una spiegazione soddisfacente per essi.

La scienza semmai respinge ciò che non si può studiare.
Ad un livello più semplicistico si dice talvolta “cosa non si può riprodurre in laboratorio”, ma questa condizione non è a dire il vero irrinunciabile se pensiamo ad esempio ad eventi naturali di grandissima portata, come ad esempio quelli di tipo astronomico.

In buona parte, ciò che non si può studiare appartiene al mondo dell’inesistente oppure del soprannaturale, insiemi tra loro diversi anche se massimamente sovrapposti.
3 mondi di conoscenza secondo PopperUna caratteristica piuttosto comune alla trascendenza dei fenomeni soprannaturali, qualora si voglia comunque ammettere la loro esistenza, a ben vedere è quella di essere frutto di un’intelligenza, o di una coscienza, o di una volontà “superiore” a quella umana classica, capace per tanto di sottrarsi alla dinamica sperimentale così come al semplice atto dell’osservazione sistematica che ne è parte integrante.

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La Chimica intorno a noi: come scienza naturale e come applicazione tecnologica. Una realtà da (ri)scoprire

(2° parte) Dall’inserto speciale “La chimica: una scienza naturale per uno sviluppo sostenibile” a cura di Caterina Vittori, Franco Rosso ed Annarita Ruberto, pubblicato sulla rivista Scuola e Didattica (n. 8, 1 dicembre 2011, anno LVII, Editrice La Scuola).   Leggi al 1° parte.

CHIMICA COME SCIENZA E COME TECNOLOGIA

Copertina inserto speciale dedicato alla chimica nella rivista "Scuola e Didattica" (dic. 2011; Editrice La Scuola)

Copertina inserto speciale dedicato alla chimica nella rivista “Scuola e Didattica” (dic. 2011; Editrice La Scuola)

Il progresso nella conoscenza in campo chimico, e quindi lo sviluppo della stessa chimica in quanto disciplina scientifica, è storicamente avvenuto, molto più che per altre scienze quali l’astronomia e più in generale la fisica, o la medicina e la biologia, sulla spinta di un interesse pratico.

Volendo anche considerare le finalità del processo alchemico, esse potevano essere descritte come inerenti nel migliore dei casi alla crescita spirituale dello stesso alchimista, fino ad arrivare a speculazioni relative ad applicazioni volte a migliorare gli aspetti relativi alla vita biologica o economica della persona. In fondo, c’è molta più affinità fra gli studi finalizzati a scoprire l’elisir della giovinezza e l’attuale ricerca farmacologica sull’intercettazione dei radicali liberi nel nostro organismo, piuttosto che fra queste finalità e lo sviluppo della chimica in quanto disciplina scientifica, al pari della fisica o della matematica.

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Possiamo davvero fidarci della Scienza? Se sì, come e perchè

IL SOSPETTO DI MARTIN MYSTERE

Ricordo ancora un episodio del fumetto Martin Mystere, pubblicato dall’editore italiano Bonelli già anni prima del ben più conosciuto Dylan Dog.  Un mio amico, allora ragazzo, grande appassionato della scienza specie di quella più “anomala”, collezionava e leggeva avidamente questo fumetto alla ricerca di qualcosa che andasse oltre a quanto la cosiddetta scienza ufficiale ci raccontava: qualche spunto, qualche elemento di riflessione… Non che si potesse prendere la fantasia di un fumetto come una fonte di informazione scientifica, ovviamente questo lo si sapeva, ma in fondo in cuor nostro si percepiva già il ruolo di quelle che lo stesso Popper definiva “metafisiche”, assegnando loro il ruolo di potenziali precursori intuitivi, di tipo pre-scientifico.  Un po’ come la visione atomista di Democrito, per intenderci.

i grandi enigmi di Martin Mystere - n° 84 (marzo 1989) - assurdi universi

i grandi enigmi di Martin Mystere – n° 84 (marzo 1989) – “Assurdi Universi”

Dell’episodio in questione, ricordo comunque una sola scena, quella che ormai è diventata un “must” paradigmatico nelle discussioni da pub scientifico con i miei amici.
Il protagonista, Martin Mystere appunto, riesce a mettere le mani su un microscopio potentissimo, uno di quelli con un grado di risoluzione sull’ordine di grandezza delle molecole: ve ne sono pochi nel mondo (ovviamente stiamo parlando del mondo di fantasia descritto nella vicenda) e sono tutti strettamente sotto controllo di importanti enti ed organizzazioni direttamente o indirettamente controllati dai governi o da qualche altra diabolica istituzione ideata ad hoc… Eh già, il complottismo è sempre un ingrediente essenziale per ogni buona storia che comporti una scienza anomala, o per lo meno celata!

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dal giornalismo alla divulgazione: come e perché si comunica la scienza

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PREMESSA

spazio Giornalista scientifico e divulgatore scientifico: due figure confrontabili e talvolta parzialmente sovrapposte ma non per questo identiche, troppo spesso confuse fra loro nell’immaginario non soltanto del grande pubblico ma, si constata talvolta, anche di taluni addetti ai lavori.   Diversi per formazione, per intenti, per priorità e per metodi, anche nel caso in si trovino, eventualmente, a parlare del medesimo argomento.   E poi ancora, formatori, informatori, insegnanti ed esperti di didattica.
blocco noteQuesto intervento prova a riassumere in poche battute uno degli argomenti di discussione e di dialogo più vivaci in seno all’Associazione Culturale Chimicare.    Pur non avendo personalmente una piena dimestichezza formale con alcuni dei concetti espressi (personalmente sono un chimico, che “fra le altre cose” si occupa di divulgazione della chimica, per quanto abbia avuto alle spalle un paio d’anni di praticantato giornalistico), grazie anche al bacino professionale di utenza che si e’ venuto a creare in ambito associativo mi e’ stato possibile contare sull’aiuto e sul contributo di diversi colleghi più esperti di me nel campo della didattica, della formazione, della comunicazione in genere e dello stesso giornalismo scientifico.

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ANALISI DEI TERMINI (oltre la definizione da dizionario)

spazio Comunicazione
Il termine “comunicazione” sta indubbiamente gerarchicamente al di sopra di tutti gli altri dell’elenco, in quando indica l’atto stesso della relazione, diretta o indiretta, fra due o più soggetti instaurata allo scopo di trasmettere, in modo mono-, bi- o polidirezionale dei contenuti, siano essi informazioni, opinioni, semplici emozioni o altro.

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fra conferenze e stand in piazza: il successo del 3° Festival della Chimica, a Matera

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A meno di una settimana dalla conclusione del Festival della Chimica, tenutosi a Matera nella splendida cornice di Palazzo Lanfranchi dal 19 al 20 maggio, gli organizzatori ed i relatori si riuniscono cercando di tirare le somme della rassegna di divulgazione della chimica arrivata quest’anno alla sua terza edizione.

Nadia Di Blasio - Associazione Culturale ChimicareIl nostro filo diretto con l’evento è la nostra associata, il chimico lucano Nadia Di Blasio, che ha partecipato a questa edizione del Festival non soltanto in funzione di relatrice e nell’allestimento dei laboratori didattici ma come parte integrante della stessa macchina organizzativa.
“Prima di ogni altra cosa è doveroso ringraziare tutti coloro che hanno partecipato attivamente a questo festival rendendolo un evento “vivo” e non un contenitore di appuntamenti” – sono le prime parole di Nadia, che poi aggiunge con meritata soddisfazione – “Abbiamo registrato la partecipazione di più di un centinaio di studenti provenienti da diverse scuole superiori di Matera e provincia e anche dalla vicina Puglia che hanno mostrato grande interesse per i laboratori e per le conferenze.  Certamente uno degli obiettivi delle prossime edizioni sarà quello di coinvolgere un maggior numero di partecipanti, ma siamo certi che l’entusiasmo dei visitatori di quest’anno certamente fungerà da volano per le prossime edizioni.”

pubblico - Festival della Chimica - Matera, 2011Anche sul piano logistico, questa terza edizione del Festival ha rappresentato in qualche modo una sfida, a quanto pare egregiamente superata: “Pur essendo alla sua terza edizione, questo Festival ha visto diverse novità interessanti che certo ci hanno creato qualche ansia, ma poi hanno dato buoni risultati.    

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1° Carnevale della Chimica

INTRODUZIONE

Nel primo mese di quello che l’ONU, con il supporto dell’UNESCO e della IUPAC, ha decretato come “Anno Internazionale della Chimica”, grazie alla partecipazione di 31 diversi autori di blog ed altri siti di divulgazione scientifica, per un contribuito totale di 67 articoli, nasce il Carnevale della Chimica, nella sua prima edizione in lingua italiana.

logo di Chimicare vestito a CarnevaleNata sul modello dei “carnival of sciece” anglosassoni e ripresa già dal 2008 sul web di lingua italiana grazie alla geniale intuizione di Claudio Pasqua del portale di divulgazione scientifica Gravità-Zero, l’iniziativa dei carnevali scientifici ha saputo creare già per altre importanti discipline come la Matematica e la Fisica un momento di aggregazione, conoscenza reciproca e condivisione fra coloro che nel nostro Paese (o in giro nel mondo) già si occupavano di comunicazione scientifica per mezzo di quello strumento già ben noto per la sua snellezza e pervasività rappresentato dai web blog.   A breve distanza dalla nascita del terzo ed ultimo carnevale scientifico, quello dedicato alla Biodiversità, grazie alla collaborazione fra Gravità-Zero e Chimicare.org, nasce quindi oggi, domenica 23 gennaio 2011, il Carnevale della Chimica.

Allo scopo di ospitare la rassegna del Carnevale della Chimica, abbiamo allestito questa sezione speciale all’interno del sito Chimicare.org: il menù nella colonna a destra di questa pagina vi consentirà di navigare agevolmente all’interno del Carnevale, esplorando i contributi forniti dai singoli blog partecipanti e consultando le varie sezioni tecniche e di commento a corollario dell’iniziativa.

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2011 Anno Internazionale della Chimica: i protagonisti e i temi di una sfida quasi epica in favore della sostenibilità

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Lo sviluppo sostenibile passerà necessariamente dalla chimica.   Come conoscenza scientifica, nelle sue applicazioni tecnologiche ma, soprattutto, come consapevolezza.  Ancora tutta da maturare.
palazzo dell'ONU a New York

palazzo dell'ONU a New York

“Accolgo con favore l’opportunità di celebrare la chimica, una delle scienze fondamentali” ha detto il Direttore Generale dell’UNESCO, Koichiro Matsuura. “Accrescere la consapevolezza sulla chimica è ancora più importante se pensiamo alla sfida rappresentata dallo sviluppo sostenibile. È sicuro che la chimica giocherà un ruolo importante nello sviluppo di fonti alternative di energia e nel provvedere al sostentamento della popolazione mondiale” ha aggiunto.

Già, perché è stata proprio l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), riunitasi a New York nel settembre 2009 nella sua 63esima Assemblea Generale, ad accogliere con entusiasmo, la risoluzione dell’Etiopia nella quale si chiedeva l’istituzione di un Anno celebrativo delle conquiste della chimica e del suo contributo al benessere dell’umanità.   Ohibò, l’Etiopia?  Suona strano?  No, non suona per niente strano.   Credo che certi Paesi  meglio di altri si trovino in una situazione economica e sociale di cruda consapevolezza, tale da tutelare non soltanto la classe politica ma anche la base popolare dal rischio di voler gettare via il bambino con l’acqua sporca.  Non fatemi aggiungere altro, almeno per ora.
Sempre secondo fonte ONU, la scelta del tema di questo Anno Internazionale rappresenta anche un modo per sollevare l’attenzione sul decennio delle Nazioni Unite dell’educazione allo sviluppo sostenibile 2005-2014.  
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Carnevale della Chimica

Comunicato Stampa

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In occasione dell’anno 2011 – ONU: Anno internazionale della Chimica

NASCE IL CARNEVALE DELLA CHIMICA

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Il 23 di ogni mese appassionati blogger divulgatori della scienza si riuniscono per
promuovere la chimica e le scienze in maniera originale e divertente.

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TORINO, 1 dicembre 2010.   In occasione dell’anno 2011 decretato dall’ONU “Anno Internazionale della Chimica” i blog Chimicare (www.chimicare.org) e Gravità Zero (www.gravita-zero.org) lanciano l’iniziativa del Carnevale della Chimica, ispirata al modello anglosassone dei Carnival of Science, nati per promuovere la comprensione della chimica rivolgendosi al grande pubblico. spazio

COME SI PARTECIPA AL CARNEVALE?

chimicarePer partecipare al Carnevale della Chimica è sufficiente pubblicare sul proprio blog, entro il 16 del mese, un testo divulgativo su un argomento che abbia a che fare con la CHIMICA. Contestualmente dovrà essere inviata alla redazione del sito ospitante (redazione@chimicare.org) una mail contenente il link al testo pubblicato, il proprio nome o uno pseudonimo, qualche parola su di se e sulla propria iniziativa di divulgazione scientifica. In casi di particolare interesse i testi segnalati dallo stesso blogger potranno essere anche più di uno. Chi pur gestendo un sito web non dispone di un blog, può ugualmente caricare il proprio testo su una normale pagina del suo sito, distinta dalle altre, inviando nella suddetta mail il link alla pagina interessata.

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la chimica nella fisica: considerazioni sparse sul rapporto fra due scienze pure

La chimica si manifesta attraverso la fisica.

Ogni realtà, statica (es. una composizione) o dinamica (es. una reazione) della chimica, arriva a far parte della nostra conoscenza attraverso manifestazioni che appartengono all’ambito della fisica.

Il tutto non si riduce, se di riduzione si può mai parlare, alla nota prospettiva filosofica secondo la quale il mondo che noi conosciamo è quello che ci viene trasmesso dai nostri sensi e che senza di essi non potremmo avere coscienza della natura intrinseca delle cose.
Nel caso della chimica il discorso si trasla anche su di un piano più strettamente tecnico, che taglia per un momento fuori l’aspetto della percezione umana, rimandandolo in qualche modo ad un “dopo”, incentrandosi invece sulle caratteristiche intrinseche delle realtà chimiche considerate.

reazione colorimetrica Ho provato ad esempio a passare in rassegna un po’ tutte le tecniche di analisi chimica che mi venivano in mente, dalle più tradizionali a quelle d’avanguardia.
Sono passato dall’analisi gravimetrica alla titolazione colorimetrica, dall’analisi spettrofotometrica alla separazione cromatografica seguita un qualsiasi rivelatore, dalla risonanza magnetica alla pHmetria, dalla spettrometria di massa alle tecniche elettrochimiche…
L’aspetto che accomuna tutte le tecniche, moderne ed antiche, qualitative o quantitative, è il fatto che cosa andiamo a leggere in ogni caso è una manifestazione fisica della sostanza, o della miscela di sostanze.

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