specie chimica

quando la materia si organizza in modo più complesso: l’evoluzione del concetto di sostanza

INTRODUZIONE

E’ sul limitare superiore dell’ambito di competenza della chimica, quello per intenderci che segna il confine labile ed incerto con quelle scienze maggiormente speculative, basate sulla costituzione e l’organizzazione chimica di microstrutture organizzata, la biologia molecolare, la geologia e la scienza dei materiali in primo luogo, che il concetto di “sostanza”, così almeno come lo intendono gli stessi chimici, tende via via a sfumare, lasciando il campo ad ambiguità ed interpretazioni sempre più specifiche e di settore. O forse, più semplicemente, scrutando sul confine superiore della nostra disciplina, laddove gli oggetti della sua trattazione arrivano a raggiungere livelli di complessità organizzativa superiore, riesce più chiaro intendere ed intravedere la relatività della definizione stessa di sostanza, anche qualora volessimo ulteriormente spingerci a definirla “chimica”.

Gli esempi che potrebbero essere chiamati in causa sono davvero moltissimi, appartenenti a un po’ tutti gli ambiti scientifici e tecnologici, accomunati dal fatto di trattare entità costituite da materia organizzata in modo complesso, pur conservando per esse un sufficiente livello di definizione e di coerenza chimica. Non è soltanto una questione di dimensioni molecolari: un omopolimero plastico può risultare estremamente semplice nella sua costituzione e non dare adito a particolari ambiguità strutturali o di definizione, per quanto il suo peso molecolare possa superare di ordini di grandezza quello di altri casi “critici” che andremo in seguito ad esaminare, caratterizzati solitamente da una maggiore complessità di tipo strutturale. Continua...

sostanza, molecola, composto o specie chimica? …le definizioni a confronto

Fra i diversi rischi ai quali una scienza può andare incontro quando diventa, almeno in alcune delle sue branche, intensamente speculativa ai limiti della tecnologia, vi è sicuramente quello di smarrire la necessaria chiarezza nelle definizioni stesse dei suoi oggetti d’interesse primari e dei suoi concetti fondanti.

In particolare ho notato che il chimico dispone di numerose espressioni lessicali, solo in apparenza sinonimi fra loro, per indicare gli oggetti fondamentali dei suoi studi: sostanza chimica, prodotto chimico, specie chimica; ed in abiti più particolari o con un minimo di distinguo nel merito: molecola, reagente…
Se i chimici parlando fra loro, al di là della scelta dei termini di volta in volta utilizzati, sanno perfettamente a cosa ci sta riferendo, anche per la semplice ragione che conoscono bene ambito di pertinenza, oggetti e metodi fondamentali della disciplina, la problematica relativa alla chiarezza ed all’univocità delle definizioni di cui sopra diventa invece fondamentale quando ci si rapporta all’esterno, comunicando con i mezzi di informazione, con l’utente finale di un servizio (cliente) o semplicemente con professionalità non scientifiche, fino via via ad arrivare al comune cittadino.

Il termine COMPOSTO CHIMICO ed il termine MOLECOLA hanno molto in comune, ma non si tratta esattamente della stessa cosa per almeno un paio di ragioni. Continua...

la chimica nella fisica: considerazioni sparse sul rapporto fra due scienze pure

La chimica si manifesta attraverso la fisica.

Ogni realtà, statica (es. una composizione) o dinamica (es. una reazione) della chimica, arriva a far parte della nostra conoscenza attraverso manifestazioni che appartengono all’ambito della fisica.

Il tutto non si riduce, se di riduzione si può mai parlare, alla nota prospettiva filosofica secondo la quale il mondo che noi conosciamo è quello che ci viene trasmesso dai nostri sensi e che senza di essi non potremmo avere coscienza della natura intrinseca delle cose.
Nel caso della chimica il discorso si trasla anche su di un piano più strettamente tecnico, che taglia per un momento fuori l’aspetto della percezione umana, rimandandolo in qualche modo ad un “dopo”, incentrandosi invece sulle caratteristiche intrinseche delle realtà chimiche considerate.

reazione colorimetrica Ho provato ad esempio a passare in rassegna un po’ tutte le tecniche di analisi chimica che mi venivano in mente, dalle più tradizionali a quelle d’avanguardia.
Sono passato dall’analisi gravimetrica alla titolazione colorimetrica, dall’analisi spettrofotometrica alla separazione cromatografica seguita un qualsiasi rivelatore, dalla risonanza magnetica alla pHmetria, dalla spettrometria di massa alle tecniche elettrochimiche…
L’aspetto che accomuna tutte le tecniche, moderne ed antiche, qualitative o quantitative, è il fatto che cosa andiamo a leggere in ogni caso è una manifestazione fisica della sostanza, o della miscela di sostanze. Continua...

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