trasformazione

Separare, trasformare, rivelare: le tre azioni che Chimicare condividerà con i giovanissimi a Scienzartambiente XVIII ed. a Pordenone

Scienzartambiente XVIII edizione, 2013Se i “mondi in muta” è stato scelto come la tematica di questa XVIII edizione del festival scientifico Scienzartambiente che si terrà a Pordenone dal 16 al 20 ottobre 2013, la chimica risulta essere con tutta probabilità una delle migliori prospettive scientifiche per osservare e descrivere i mutamenti, per rilevarli ed infine addirittura per indurli.
A onor del vero, quasi tutte le discipline scientifiche, o forse bisognerebbe dire il sapere in generale, parlano di trasformazione e mutamenti, basandosi su una semplice descrizione dei fatti oppure facendosi artefici del mutamento con un approccio più marcatamente sperimentale.
La chimica rappresenta tuttavia il livello più profondo per descrivere i mutamenti fondamentali nella natura stessa delle cose, almeno di quelle materiali, tenendo però i piedi sempre ben ancorati nella realtà della quale possiamo avere esperienza diretta, ovvero nel nostro mondo e qui, nel nostro tempo.
L’intervento a cura dell’Associazione Culturale Chimicare nel noto festival scientifico friulano giunto quest’anno alla sua maggiore età della 18° edizione, oltre ad interventi più mirati ai ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado inerenti la chimica degli alimenti e la chimica dei cosmetici, riprenderà per il secondo anno consecutivo il format denominato “Proprio un Jukebox di Chimica”. Continua...

i tempi della chimica: la velocità dei processi di trasformazione della materia confrontati alla scala dell’uomo

 
il tempo dell'uomoI tempi della chimica, rapportati a quelli dell’uomo, si possono considerare più o più veloci?

Per quanto affascinante questa domanda merita ovviamente una doverosa premessa, anzi due, relative proprio a cosa possiamo intendere con tempi della chimica e dell’uomo.
Iniziamo dall’uomo.   Dalla scala massima dell’ordine delle decine di anni entro i quali l’uomo può apprezzare – non con i sensi ma con il ricordo e la ragione – un cambiamento importante (es. com’erano le cose in gioventù e come lo sono nella vecchiaia), si passa ad una scala di minuti, talvolta anche di sencondi, per poter apprezzare una trasformazione in modo sensoriale.   La percezione di un cambiamento di colore, di stato fisico, di profumazione, ecc, escludendo la partecipazione razionale con il confronto del prima con il dopo, avviene su di una scala temporale non superiore ai minuti, piuttosto qualcosa in meno.   Da questo punto di vista possiamo fissare un riferimento soggettivo-percettivo umano per valutare la rapidità o la lentezza di una trasformazione – nel nostro caso della materia o delle sue proprietà – sull’ordine delle decine di secondi.

Rispetto a questo riferimento umano, ben inteso del tutto arbitrario, la chimica offre un ventaglio di tipologie di trasformazioni così diverse fra loro per natura e meccanismi da poter coprire tranquillamente decine di ordine di grandezza temporali, ovvero dai femtosecondi ai milioni di anni. Continua...

la Sintesi: il lato creativo della chimica

Una delle meraviglie più inaspettate che la chimica riserva a coloro che per la prima volta si addentrano anche solo poco oltre la sua anticamera descrittiva, è la possibilità di trasformare la materia a proprio piacimento.
Da sempre l’uomo ha osservato i cambiamenti esteriori della materia (e più nello specifico delle sostanze dalle quali essa è composta) basandosi sui mutamenti del suo aspetto esteriore e delle sue proprietà percepibili; solo negli ultimi secoli tuttavia è stato possibile individuare e descrivere in modo coerente e via via sempre più esaustivo l’insieme delle leggi chimiche e fisiche che stanno, direttamente o indirettamente, alla base di queste trasformazioni.
Trasformazioni coerenti e prevedibili quindi, basate in modo esclusivo sulle proprietà delle strutture molecolari delle sostanze coinvolte, la cui conoscenza offre al chimico la padronanza di orientare la“trasmutazione”dirigendola verso i prodotti da lui desiderati.
il laboratorio dell'Alchimista - dipinto di Jan Van der Straet (detto Giovanni Stradano), 1523-1605Sembra il coronamento del sogno degli antichi alchimisti, se non fosse che diversamente da quanto previsto dall’opus alchelicum gli elementi rimangono tal quali (ad esempio l’oro non può essere ricavato che da altre specie chimiche che contengano a loro volta oro) ed i mutamenti riguardano “soltanto” il modo di essere organizzati fra loro di questi elementi, ovvero di essere legati reciprocamente a formare strutture più complesse, alle quali noi oggi diamo il nome di molecole. Continua...

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