yang

il Tao della Chimica (2° parte)

[ continua dal post successivo: IL TAO DELLA CHIMICA (1° parte) ]

RIASSUNTO 1° PARTE:
tao Come i concetti di yin e yang, di antica tradizione taoista cinese, possono essere messi in relazione alle qualità redox di una sostanza chimica o di un prodotto naturale complesso, come un estratto vegetale con funzioni medicinali o anche un alimento.   Numerosi sono i possibili spunti filosofici nell’individuazione di punti dei contatto fra due scuole di pensiero solo apparentemente così distanti, consentendo affascinanti parallelismi e similitudini fra pensiero taoista e chimica.   A partire dallo spunto fornito da un articolo pubblicato da ricercatori cinesi (*), i concetti di yin e yang sono messi in relazione rispettivamente all’intensità rispettivamente del potere antiossidante e proossidante per molte delle erbe utilizzate dalla medicina tradizionale cinese.

(*) Boxin Ou, Dejian Huang, Maureen Hampsch-Woodill e Judith A. Flanagan dei Brunswick Laboratories, Wareham, Massachusetts, USA; “When east meets west: the relationship between yin-yang and antioxidation-oxidation”, ovvero “Quando est incontra ovest: relazione fra yin-yang e antiossidazione-ossidazione”, comparso su The FASEB Journal nel 2002.

Come descritto in un precedente intervento (“gli antiossidanti: dalla pianta all’alimento all’uomo”),  i principali mediatori dell’ossidazione, almeno nei contesti biologici “in vivo” e negli alimenti, sono i noti radicali liberi, atomi o molecole poliatomiche che presentano un elettrone spaiato che conferisce loro caratteristiche di estrema instabilità e reattività nei confronti delle molecole organiche, specie se insature. Continua...

il Tao della Chimica (1° parte)

Credo siano note ormai un po’ a tutti, in oriente come nell’occidente contemporaneo, le molteplici declinazioni possibili dei concetti di Yin e Yang, che insieme costituiscono la suprema polarità del Tai-Chi e la cui complementarietà, compenetrazione, fusione, e contaminazione reciproca costituiscono la base della filosofia cinese ormai bimillenaria del taoismo, così come in una certa misura anche del confucianesimo.    Dal punto di vista simbolico tutto questo è richiamato e visualizzato con estrema quanto efficace sintesi nel noto simbolo del T’ai Chi T’u, semplicemente noto come Tao.
simbolo del T’ai Chi T’u, noto in occidente anche come Tao Cosa c’entra tutto questo con la chimica?   Immagino che questa domanda un vero taoista non se la porrebbe neppure, dal momento che sarebbe probabilmente spontaneo per lui individuare i principi Yin e Yang all’interno di qualsiasi realtà, materiale e spirituale, tangibile ed intangibile, allo stesso modo in cui associa rispettivamente allo Yin immagini o entità appartenenti alle sfere più diverse dell’esistenza e della percezione, come la luna, la notte, il buio, il freddo, il riposo, il femminile, il nord, l’autunno, la terra e la morte, mentre allo Yang competono rispettivamente le realtà a queste reciproche, ovvero il sole, il giorno, la luce, il caldo, l’attività, il maschile, il sud, la primavera, il cielo e la vita.   Continua...

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