la chimica dell’ambiente

Water: the odd case around us

traduzione: Paola di Cerbo

immagini acqua

Whoever would like to learn about the properties of liquids and, more generally, chemicals, taking water as an example, is likely to incur more than a misunderstanding.
The temptation is definitely great: Water is definitely the most abundant virtually pure chemical substance we are daily in contact with, it is essential to life and, the most important thing is that we all have directly and personally experimented its characteristics and its behavior.
Unfortunately, water contains in itself more than just an anomaly, each of which combining to bring about making the properties of this substance different in several respects, starting with chemical-physical one, from those of the majority of liquids and chemicals in general, even considering the tens of thousands chemical species known nowadays. The intersection of these anomalies makes the most abundant and “known” substance on our planet a “bad friend” for those who want to approach knowledge of liquid substances and their properties following an inductive method.

ANOMALIES IN DETAIL


Density of the solid state compared with the liquid state 
iceberg galleggianti sull'acqua
It is certainly not the only case (for example the cast iron is another one), but there are very few chemicals that, like water, show a density at the solid state lower to that at the liquid state.

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Che cos’è un plasma?

plasmaIl plasma, in fisica, rappresenta uno stato di organizzazione della materia corrispondente a quello di un gas ionizzato. Tutti o più frequentemente una parte significativa degli atomi che compongono un plasma presentano una carica elettrica individuale positiva oppure negativa – imputabile rispettivamente alla cessione o all’acquisizione di elettroni – anche se nel suo insieme il corpo del plasma risulta elettricamente neutro in quanto queste cariche si compensano dal punto di vista statistico.
Procedendo quindi dallo stato solido a quello liquido, fino allo stato gassoso, lo stato di plasma costituisce un’ulteriore progressione nello stato energetico interno alla materia. Se nello stato gassoso le interazioni fra le singole particelle (per semplicità pensiamo ad un gas monoatomico, come ad esempio un gas nobile come l’elio o l’argon) potevano essere riportate in prima approssimazione all’effetto degli urti reciproci ed assolutamente casuali tra i singoli atomi, nel caso di uno stato di plasma le interazioni fra le particelle sono a più lungo raggio e precedono di gran lunga un eventuale contatto o “urto” fra di esse. In un plasma ogni particella elettricamente carica è condizionata nei suoi movimenti da altre particelle di carica uguale e di carica opposta, certamente di più da quelle vicine, ma in linea di principio da tutte quelle che compongono la massa.

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Non è tutta neve quella che luccica

di Felicita Quagliozzi

fiocco di neve: immagine fotografica e poesia

Il più crudele dei mesi sarà anche aprile per il poeta ma, per chi un po’ ne mastica di chimica, il titolo spetta a dicembre.  Solo a dicembre ho udito perle come: “Papà, perché spargono il sale sulla strada?” “Perché il sale sciogliendosi scalda, vedi che quando si butta in pentola l’acqua bolle di più?”. Oppure: “Mamma, guarda che luci…” ”Sì, mi piace tanto il neon!” ”E cos’è?” ”Una roba fosforescente”. O anche, a un cenone: “I carboidrati danno energia perché sono lo stesso degli idrocarburi!”. La botta vera però viene dal freddo. Non quello addosso: il cappotto basta. Ma dalla bufera di sedicenti fiocchi di neve con un numero di punte impossibilmente vario: quattro, cinque, sette, otto, nove, undici… e qualche volta, che sollievo, anche sei.

Nell’inconscio di chi progetta bigliettini, addobbi, luminarie, chiudipacco, carta regalo, cotillon all’uncinetto, i fiocchi di neve devono essere pressappoco uguali alle stelle. E siccome le seconde si rappresentano con punte ad libitum, dato che in realtà non ne hanno proprio — stavo per toscaneggiare: non ne hanno punte, ma temevo di sparire in un paradosso spaziotemporale — anche coi fiocchi si lascia la fantasia al potere. E la fantasia digiuna di chimica genera sovra- o sotto-gugliati mostriciattoli.  

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Perché il cielo è azzurro? (e il sole è giallo e le nuvole bianche?)

perché il cielo è blu?Questa è la domanda che avrà probabilmente segnato in ben più di un bambino l’abbandono della convinzione rassicurante che “il mio papà sa tutto”.
Sarebbe probabilmente altrettanto rassicurante far germogliare in lui la convinzione che “il mio papà non saprà forse tutto, ma può sempre documentarsi!” ma si sa, viviamo in una situazione tutta basata sul qui-e-adesso che lascia poco spazio alla riflessione documentata e ponderata.
Ma lasciamo da parte le considerazioni pedagogiche e torniamo naso in su a guardare il cielo.  Perché ci appare azzurro, almeno nelle giornate limpide e guardando verso l’alto – come dicono gli astronomi “a mezzogiorno” – e non bianco come si dice che sia la luce del sole, notoriamente composta da una miscela di tutti i colori?
Ma le domande non finiscono qui: perché al tramonto e all’alba esso ci appare di colori diversi, che possono andare dal giallo al rosso? E perché le nuvole sono di solito bianche? Ed infine, se vi dicessi che in realtà il cielo al quale siete abituati, lo stesso che vi stava indicando il vostro bambino, non è azzurro ma viola?

Alla base della risposta a tutte queste domande vi è uno, o meglio “una classe” di fenomeni fisici accomunati dal fatto che comportano una deflessione, ovvero un cambiamento nella traiettoria della luce, quando questa incontra lungo il suo cammino delle particelle microscopiche con le quali non ha un rapporto diretto di scambio di energia.

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Gli insetticidi, dal DDT alla lotta biologica: una grande sfida per la chimica

di François Burgay
Articolo partecipante alla 1° ed. del concorso Parlar di Chimica

applicazione di insetticidi in fruttetoINTRODUZIONE

Prevenire, distruggere, respingere o controllare organismi non desiderati.   Questo è il ruolo dei pesticidi i quali stanno diventando sempre più importanti in un mondo che conta più di 7 miliardi di persone.   Come sarebbe possibile sfamare tutta la popolazione umana prescindendo dal loro utilizzo?
Sulla base di questi presupposti illustreremo come e dove agiscono gli insetticidi e quali sono le sfide per il futuro. Nell’impossibilità di elencare e di descrivere tutte le classi di pesticidi esistenti, abbiamo selezionato quelle più conosciute e famose in una scelta del tutto arbitraria.

 

I BERSAGLI DEGLI INSETTICIDI

Immaginiamo una serie di canali, uno in fila all’altro, costituiti da una vasca iniziale che prelude a un percorso intervallato da numerose dighe che si aprono e si chiudono in modo da lasciare defluire l’acqua.   All’origine di questi canali abbiamo una cascata (l’impulso nervoso) che, quando serve, riempie d’acqua la prima vasca che entra nel canale (assone) e, grazie alla presenza delle dighe (pompe sodio-potassio), lo attraversa fino alla fine.   Qui si trovano degli operai (acetilcolina) che, muniti di secchi, prendono l’acqua e, dopo un breve tratto, la riversano nella vasca successiva (acetilcolinesterasi).

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