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nota per le professionalità scientifiche in visita

A questo punto, dopo le premesse relative a COS’E’ e COSA NON E’ questo sito, credo che a tutti voi risulti chiara la tensione di Chimicare a non sovrapporsi in qualità di (brutta?) copia alle realtà già esistenti nel web nell’ambito della divulgazione scientifica e specificamente chimica.

Prima di concepire Chimicare ho esplorato a lungo e in modo piuttosto approfondito l’offerta nell’ambito della divulgazione chimica in lingua italiana sul web. In quest’ambito ho individuato progetti importanti, che uniscono sicuramente un rigore scientifico ineccepibile ad una ricchezza di contenuto spiccatamente interdisciplinare: penso soprattutto a siti web gestiti direttamente o indirettamente da enti di ricerca, università ed associazioni.

Molte di queste realtà sono dettagliatamente descritte e linkate nella sezione Chimicerca del sito.
La mia personalissima impressione è tuttavia quella che, se si desidera raggiungere quella fetta di popolazione numericamente preponderante che non gode in effetti di strumenti interpretativi e conoscitivi scientifici pregressi, sia necessario un approccio comunicativo ancora più concreto, dalla scelta dei contenuti al linguaggio, anche se tutto questo, in ultima istanza, potrebbe generare nei professionisti più integerrimi un certo senso di imbarazzo.

Le realtà di divulgazione della conoscenza chimica che ho individuato, qualora non si configurino con un intento specificamente didattico, sembrano infatti rivolgersi a diretti professionisti chimici o comunque a figure tecnico-scientifiche, eventualmente anche alle figure umanistiche più curiose, che se non hanno a disposizione una specifica formazione chimica, dispongono comunque di tutti gli strumenti necessari per poter essere coinvolti nel progetto comunicativo.

Ma Chimicare non è soltanto divulgazione. Una sezione fondamentale del sito è dedicata al blog, e questa e forse la peculiarità principale che lo distingue dalle realtà più vicine. Che si possa fare dell’opinione in ambito scientifico potrebbe da un certo punto di vista apparire una contraddizione in termini.
Ho tuttavia notato che alcuni argomenti, tutti molto legati ai principi fondanti della disciplina, possono essere trattati molto meglio, in modo più breve, comprensibile ed accattivante con un intervento diretto del redattore che parla in prima persona piuttosto che con una lunga dissertazione formale. Detto fra noi, non è poi così frequente che un chimico professionista si fermi spesso a domandarsi che cosa sia in effetti una sostanza chimica, o dove finisca la chimica ed inizino le altre discipline, o cosa significhi effettivamente fare un’analisi chimica: quando lo scienziato inizia a domandarsi tutto questo, solitamente cerca di affrontare la cosa con approccio epistemologico, cadendo nel paradosso di utilizzare strumenti ed espressioni ancora più complesse per descrivere realtà che sono talvolta di una semplicità disarmante.

A di là dell’intento didattico, il blog è anche e soprattutto calore, dinamismo e affezione all’argomento trattato. La speranza è di riuscire con tutto questo a creare coinvolgimento, partecipazione ed empatia per colmare almeno un po’ di quel vuoto (imbarazzante e gelido ma dirò di più: sempre più pericoloso!) che separa l’opinione pubblica dai chimici e dalla loro materia.

C’è anche da dire che nell’ambito di una libera navigazione in rete, quasi per antonomasia dispersiva e un po’ frugale, risulta fondamentale per un comunicatore intercettare e poi ancorare l’attenzione del visitatore all’argomento trattato, e questo a mio avviso vale non soltanto quando l’intento è quello di vendere l’ultimo modello di telefono cellulare, ma anche di trasmettere un contenuto che se non correttamente predisposto potrebbe risultare per i più ostico e poco stimolante.

All’accusa che qualcuno potrebbe sollevare che sto svendendo la chimica solo per ricevere qualche adesione in più, rispondo in due modi diversi.

In primo luogo con l’evidenza che non è più possibile pensare di continuare ad arroccarsi nella propria torre d’avorio in una realtà mediatica dove tutti sbraitano più o meno a sproposito fatti ed opinioni che pongono solitamente la chimica sotto una luce che definire poco favorevole sarebbe un grosso eufemismo: quella per la nostra disciplina ha assunto tutte le sfumature che vanno da una semplice disaffezione (perché sempre meno iscritti al corso di laurea in Chimica?), fino ad una diffidenza preconcetta per sconfinare talvolta nella dichiarata ostilità.
In secondo luogo ho cercato e sto cercando tuttora di creare una continuità fra Chimicare ed il mondo della divulgazione ma anche della semplice informazione chimica e scientifica sul web, tramite link che si dipanano da keyword del testo, sezioni di approfondimento che indirizzano a chi l’argomento da me appena abbozzato lo ha sviluppato in modo serio e rigoroso, fino ai più importanti link istituzionali del settore.

In questo contesto Chimicare può essere vista come la prima linea, dove la concitazione del fuoco può produrre molti errori ma il coraggio certo non manca, e che apre la strada del fronte all’informazione e formazione che verrà.

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