cancerogeno

Ammine aromatiche: colorate e versatili nell’industria chimica, pericolose per la salute

di Silvia Barra

In questo articolo andiamo alla scoperta delle ammine aromatiche, composti organici utili in svariati settori industriali (dai coloranti al settore farmaceutico), ma anche molto pericolosi per la salute dell’uomo, in quanto cancerogeni.

Le ammine possono essere considerate dei derivati dell’ammoniaca, in cui uno o più atomi di idrogeno sono stati sostituiti con gruppi alchilici o arilici. Il simbolo generale per una ammina è NR3 dove R rappresenta gruppi alchilici o arilici o atomi di idrogeno.
Il capostipite della famiglia delle ammine aromatiche è l’anilina, un’ammina primaria la cui struttura è quella di un benzene, in cui un atomo di idrogeno è stato sostituito da un gruppo NH2. A temperatura ambiente si presenta come un liquido incolore dall’odore tipico delle ammine (pesce marcio).

 

Sintesi dell’anilina

L’anilina può essere prodotta in due modi.
1. Dal nitrobenzene, per riduzione con ingredienti economici, come ferro e acido cloridrico (o mediante idrogenazione catalitica)
2. Per trattamento del clorobenzene con ammoniaca, ad alte temperature e pressioni e in presenza di catalizzatori (in una reazione di sostituzione nucleofila aromatica).

La prima sintesi dell’anilina avvenne partendo da benzene di catrame (che nel XIX secolo si poteva procurare abbastanza facilmente), che veniva ossidato con acido nitrico per formare nitrobenzene, poi ridotto a formare anilina. Continua...

Sodio Laurilsolfato: questo (s)conosciuto compagno quotidiano

di Nicole Ticchi

“Vediamo un po’ cosa c’è qui dentro…”.   Una sfilza in inglese di nomi chimici, sostanze impossibili anche solo da immaginare…quante volte tra le corsie del supermercato, delle profumerie o dei negozi che vendono prodotti per l’igiene personale e della casa ci soffermiamo a leggere quelle fantomatiche etichette, che dovrebbero svelarci la misteriosa composizione di ciò che usiamo quotidianamente per qualsiasi azione legata alla nostra pulizia, viscosità di soluzioni di sodio laureth sulfateil miracoloso ingrediente che rende quella crema così profumata e setosa, il nostro bagnoschiuma preferito così vellutato e piacevole sulla pelle, il detersivo per i piatti così efficace.   E allora ecco comparire sostanze dai nomi così complicati e così difficili da ricordare.   Eppure, ogni tanto qualcuno rimane impresso, lo vediamo scritto più volte, diventa quasi familiare e, tutto d’un tratto, ecco che ne sentiamo parlare, lo vediamo comparire in alcune discussioni sui blog di internet, nelle trasmissioni in TV, sui siti di medicina e scienza, sui giornali; magari viene anche fuori che potrebbe possedere alcune proprietà tossiche, che potrebbe essere nocivo per la salute ed, infine, diventa un caso di dominio pubblico, oggetto di diatribe e di studi sempre più approfonditi.
Sono molte le sostanze che negli ultimi tempi sono state messe sotto accusa, “processate”, studiate e testate; alcune sono addirittura state ritirate dal mercato, poiché sia i dati relativi al loro utilizzo nella popolazione sia i dati sperimentali relativi ad analisi specifiche avevano dimostrato una loro pericolosità in seguito ad esposizione.   Continua...

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