chimica ambientale

Che cos’è la Green Chemistry?

chimica verde - green chemistry

Non è una branca della chimica, non è una specializzazione e neppure una disciplina di settore. La Chimica Verde (in inglese Green Chemistry) è un approccio etico fatto di criteri, di priorità e di obiettivi, quindi a suo modo una filosofia, che attinge dalla conoscenza scientifica della chimica per guidare le applicazioni di questa disciplina, ad iniziare da quelle industriali, verso modalità sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico. Non è una branca della chimica, quindi, proprio perché è trasversale e pervasiva di tutti gli altri settori di questa stessa disciplina, da molti dai quali essa attinge conoscenze di base e teoriche, restituendo a beneficio di molti altri nuovi criteri e modalità operative.

Niente a che veder quindi con la chimica dell’ambiente, che invece è sì una disciplina specifica essenzialmente di tipo descrittivo all’interno della scienza chimica, occupandosi dello studio dei fenomeni chimici e biochimici che accadono nell’ambiente naturale, senza per altro fornire un giudizio etico sulle situazioni descritte (la più “naturale” delle molecole ed il più pernicioso degli inquinanti xenobiotici possono infatti rivestire per il chimico ambientale lo stesso grado di “interesse scientifico”), né fornendo indicazioni d’indirizzo politico per far sì che i soggetti gravanti sull’ecosistema modifichino in qualche misura il loro impatto. Continua...

dai cicli degli elementi all’ecochimica: quando è il pianeta stesso a vivere

In un pianeta vivo, gli atomi non stanno mai fermi.
E non parliamo della vita di un pianeta nel senso dell’accoglienza da parte sua di forme di vita biologica, così come con “movimento” degli atomi non facciamo riferimento di certo alle oscillazioni di ciascun atomo intorno alla lunghezza media di legame, né ai moto roto-traslazionali delle molecole delle quali fanno parte.
gea - terra vivente - rappresentazione artistico-allegoricaIl concetto di vita, associato alle condizioni di un pianeta, è qualcosa di sostanzialmente svincolato – si potrebbe quasi dire superiore – al fatto che essa includa entità biologiche come piante, animali o batteri: dall’antica concezione del nostro pianeta come Gaia – la madre terra vivente – alla più recente rivisitazione di Pandora di avatarica memoria, il concetto di vita per un pianeta è sempre stato associato ad una caratteristica fondamentale da esso condiviso con le forme biologiche: quella della tendenza all’omeostasi, tanto sul piano fisico quanto su quello chimico.  Un’omeostasi che non dev’essere in alcun modo confusa con l’inazione e l’inerzia dei pianeti per così dire “spenti”, costituiti da rocce identiche a sé stesse da miliardi di anni, bensì con la dinamicità con la quale un organismo complesso – non importa se biologico o meno – reagisce alle variazioni che in esso avvengono, stemperandone gli effetti, smorzandone le punte episodiche, bilanciandone gli incipienti scompensi, qualora dovessero tendere a manifestarsi. Continua...

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