detersivi

Inquinamento indoor: se la nostra casa è inquinata come l’ambiente esterno

di Silvia Barra

Quando vediamo immagini di città avvolte dall’inquinamento o respiriamo a fatica in mezzo al traffico, ci viene da pensare che per fortuna abbiamo la nostra casa, nella quale siamo al sicuro da sostanze tossiche e inquinamento.

Siete proprio sicuri che sia così? Purtroppo anche la nostra casa ospita e rilascia “veleni”, sostanze inquinanti presenti nelle pareti e negli oggetti che abbiamo in casa.

inquinamento indoorSenza allarmismi e facili accuse verso la chimica, proviamo a capire quali sostanze nascoste nella nostra casa sono fonte di quello che si chiama “inquinamento indoor”, cioè inquinamento di ambienti interni, in contrapposizione all’inquinamento dell’ambiente che tutti ben conosciamo. Nel secondo articolo dedicato all’argomento impareremo invece a conoscere il radon, gas radioattivo responsabile della radioattività indoor.

L’inquinamento indoor riguarda in realtà tutti i luoghi confinati, ad esclusione dei luoghi di lavoro industriali, per i quali esistono normative specifiche. Sono considerati luoghi confinati le abitazioni, gli uffici, le scuole, i centri commerciali e anche gli automezzi (ad esempio il trasporto pubblico, ma anche le automobili).

Nei luoghi di lavoro una normativa riferita alla salute e sicurezza delle persone esiste già dagli anni ‘50. Per quanto riguarda le abitazioni e i luoghi confinati in genere, come gli uffici, i primi episodi di interesse risalgono agli anni ’70 negli Stati Uniti. Continua...

i detersivi che puliscono più del bianco

Ma cosa intendiamo in fondo per pulito?   Privo di odori, di macchie visibili, di germi patogeni?  Certamente sì, ma a taluni questo probabilmente non basta.
Specie quando si tratta di biancheria, la corsa verso il bianco assoluto a tutti i costi ha da tempo sfondato anche la barriera del bianco assoluto, per sconfinare… nel più bianco del bianco!  Quando un tessuto è intrinsecamente composto da fibre che per la loro natura, oltre che per i coloranti utilizzati dal produttore o “rimasti” dopo i lavaggi, bianco puro e perfetta pulizia possono divenire concetti via via divergenti.  Vittime inconsapevoli di un retaggio culturale che identificava solo nel candore del bianco la pulizia di un capo, finiamo ora per ricercare biancori sempre più abbacinanti, senza fare troppo caso al fatto che anche la meno sbiancata delle nostre lenzuola bianche è probabilmente già più bianca delle migliori lenzuola delle nostre nonne, in ragione di un’evoluzione nei tessuti, nei processi di sbianca da parte del produttore, dei sistemi di lavaggio meccanizzati in lavatrice ed in ultimo anche dei detersivi e candeggianti disponibili.

Quando tutto questo ancora non basta, possiamo però sempre decidere di rendere i nostri capi non soltanto bianchi ma… luminosi!

Come molti sapranno, la percezione del bianco deriva da una riflessione totale della luce che incide su una superficie, in tutte le sue componenti cromatiche: non per niente ci viene insegnato che il bianco è la sommatoria di tutti i colori (almeno in un sistema additivo, come quello costituito dalle luci). Continua...

la chimica delle macchie

macchie Quando il problema ha la forma di una macchia, due sono i possibili approcci “filosofici”: scioglierla con qualcosa che la porti via, oppure farla reagire con qualcosa che la renda invisibile.   Un approccio ibrido è quello di farla reagire con qualcosa che la predisponga più facilmente ad essere portata via.
Il mondo dei saponi e dei tensioattivi invece merita una trattazione distinta e sarà sviluppato adeguatamente in un altro intervento.

Il primo approccio (scioglierla con qualcosa che la porti via) fa riferimento all’antico detto dei chimici secondo il quale “il simile scioglie il simile”: quando abbiamo una macchia su un tessuto dovremo in primo luogo domandarci di che sostanza si tratti, e questa domanda per un chimico si traduce automaticamente in quale sia la struttura della sua molecola.   Andremo quindi a cercare un’altra sostanza con una struttura molecolare simile, non solo nell’aspetto ma anche in tutta una serie di specifiche descrittive, a parità di caratteristiche daremo la preferenza a sostanze liquide (che penetrano meglio dei solidi nei tessuti e poi escono altrettanto bene dopo avere disciolto in esse la macchia) e quindi procederemo con la pulizia.
Paradossalmente per togliere una macchia d’olio potrei usare dell’altro olio: le molecole appartenenti alla macchia inizialmente presente probabilmente non ci saranno più ma avrò il ben più grave problema di eliminare tutte quelle dell’olio usato per la pulizia!   Continua...

CERCA LA CHIMICA DI CUI HAI BISOGNO

Sostieni la divulgazione della Chimica

Il tuo libero contributo sarà interamente devoluto alle attività di divulgazione della Chimica.

RICHIEDI LA NEWSLETTER

Una mail settimanale con gli aggiornamenti delle pubblicazioni, le attività dell'Associazione e le novità del mondo della divulgazione chimica

SEGUI CHIMICARE ANCHE SU FACEBOOK

segui chimicare anche su facebook



ARTICOLI RECENTI

LA NOSTRA STORIA

SEGUI CHIMICARE ANCHE SU TWITTER

Non solo gli aggiornamenti degli articoli pubblicati sui nostri blog e le novità del Carnevale della Chimica, ma anche le segnalazioni dei migliori interventi di divulgazione chimica in lingua italiana nel web.



zona-2