diagnostica

I criteri interpretativi degli esami di laboratorio

di Sergio Barocci

laboratori di analisi chimico  clinicheI Laboratori di analisi chimico cliniche rappresentano un’area della sanità sottoposta da sempre a significativi cambiamenti in conseguenza di continui ed innegabili progressi tecnologici ma anche di richieste con sempre maggiore efficienza.  Nuovi analiti, dotati di valore clinico, sono stati recentemente introdotti sia come risultato della ricerca eziopatogenetica di malattie che dello sviluppo di nuovi approcci analitici.
Ad esempio la scoperta degli anticorpi monoclonali da parte di G. Koehler e C. Milstein, Premi Nobel per la Medicina nel 1984 e della Polymerase chain reaction o PCR da parte di K.B. Mullis, Premio Nobel per la chimica nel 1993, hanno rappresentato in questi ultimi trent’anni le più importanti novità scientifiche in campo laboratoristico.  Infatti, senza queste scoperte, oggi, alcune determinazioni immunologiche e diverse metodologie di biologia molecolare quotidianamente impiegate in campo clinico non sarebbero state possibili.

C.Milstein (1927 - 2002) e  G.Koehler (1946 - 1995)                     K.B. Mullis (1944  - )

C.Milstein (1927 – 2002) e G.Koehler (1946 – 1995); K.B. Mullis (1944 – )

Le indagini di laboratorio rappresentano dei validi e utili test dal carattere qualitativo e/o quantitativo per dimostrare, diagnosticare, monitorizzare eventuali stati di malattia o predisposizioni a stati di malattia e come tali assumono un preciso ruolo nell’ambito dell’iter diagnostico.  Singoli test, o gruppi di test, possono dare informazioni prognostiche oppure essere ancora utilizzati per il monitoraggio terapeutico o per il decorso di una malattia.   Continua...

Risonanza Magnetica Nucleare (2° parte): le applicazioni

di Nicole Ticchi

Alcuni atomi, inseriti in un campo magnetico e sottoposti a irraggiamento con onde radio, sono in grado di emettere segnali che ci forniscono preziose indicazioni sul loro intorno chimico e, in definitiva, sulla molecola cui appartengono.  Fa differenza quindi, se di fianco ad un carbonio o ad un idrogeno troviamo un ossigeno, un benzene o un altro atomo?  Assolutamente sì, ed è proprio tale differenza che ci permette di capire cosa ci troviamo di fronte.

schema di un NMR

schema di un NMR

Abbiamo visto nel precedente articolo [Introduzione all’NMR: come dialogano atomi e magneti] come questa tecnica sia preziosa per studiare la struttura di una molecola, per capire come sono legati tra loro gli atomi e per discriminare tra specie apparentemente molto simili.  Il chimico organico utilizza quotidianamente l’NMR; come già detto, ciò gli consente di dare un volto a ciò che ha ottenuto da una reazione o da una purificazione di matrici di vario genere.  Ma non è tutto.  Il quadro delle possibili applicazioni di questa tecnica è variegato e variopinto, con una considerevole flessibilità che permette di esplorare la scienza in tutte le sue espressioni.  Vedremo di seguito alcuni tra gli utilizzi più consolidati e frequenti, che coprono un ampia gamma di ambiti, dalla medicina all’agro-alimentare. Continua...

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