ematochimica

Il sistema sanguigno Rh: scoperta, significato e trasmissione ereditaria

di Sergio Barocci

Nel 1901 K. Landsteiner attraverso una serie di semplici ma geniali esperimenti scoprì che l’aggregazione del sangue era in effetti una reazione immunologica che avveniva quando un soggetto che riceveva delle trasfusioni di sangue possedeva degli anticorpi contro le cellule del donatore.
Attraverso questo lavoro, egli rese possibile la determinazione del sistema sanguigno AB0 individuando la presenza di quattro diversi gruppi sanguigni che denominò rispettivamente A, B, AB e 0, rivoluzionando la credenza diffusa a quei tempi, in base alla quale il sangue era ritenuto identico in tutti gli individui, ponendo così le basi per il suo corretto utilizzo nella pratica trasfusionale.
Per tale scoperta, K. Landsteiner ricevette il Premio Nobel per la Medicina nel 1930.

 

La scoperta del sistema Rh

sintomi della reazione emolitica acutaDiversi anni dopo la scoperta del sistema AB0, ci si rese conto che tale sistema gruppo– ematico non era tuttavia l’unico ad avere un importante impatto per le trasfusioni di sangue ma anche un altro sistema , chiamato “ Rh”. La sua importanza deriva dal fatto che essendo fortemente immunogeno è in grado di stimolare la comparsa di anticorpi che possono provocare forti reazioni emolitiche trasfusionali.

Il fattore Rh fu scoperto tra gli anni 1939 – 1940 dopo il sistema AB0 e negli anni successivi dopo i sottogruppi A1, A2 etc. Continua...

La biochimica della coagulazione del sangue

di Sergio Barocci

Tempo di protrombina (PT)

Struttura e funzioni della protrombina

La protrombina è uno zimogeno cioè un enzima inattivo che viene attivato mediante un taglio proteolitico tra l’aminoacido arginina e l’aminoacido triptofano in posizione NH2 -terminale (dove la porzione NH2 -terminale va persa) e mediante un secondo taglio tra l’aminoacido arginina e l’aminoacido isoleucina in zona carbossi terminale (ma un – S – S – tiene unite queste due porzioni dell’enzima che scorrono l’una sull’altra per formare l’enzima maturo).
coagulazione del sangue in provettaLa trasformazione protrombina-trombina è un complesso di attivazione che vede l’intervento del calcio o fattore IV della coagulazione. Infatti, la protrombina interviene nel processo della coagulazione del sangue per la riparazione di una ferita o di una trombosi ( processo patologico che consiste nella formazione di trombi all’interno dei vasi sanguigni, che ostacolano o impediscono la normale circolazione sanguigna . Si distingue una trombosi arteriosa e una trombosi venosa a seconda del tipo di vaso sanguigno coinvolto). In breve: a causa del danno viene rilasciata tromboplastina la quale interagendo con un fattore presente sulla membrana cellulare delle piastrine, innesca l’attivatore protrombinico. L’attivatore protrombinico converte la protrombina, presente nel plasma, nell’enzima trombina o fattore IIa che a sua volta converte il fibrinogeno (una proteina solubile presente nel sangue) , in un polimero di fibrina insolubile. Continua...

I criteri interpretativi degli esami di laboratorio

di Sergio Barocci

laboratori di analisi chimico  clinicheI Laboratori di analisi chimico cliniche rappresentano un’area della sanità sottoposta da sempre a significativi cambiamenti in conseguenza di continui ed innegabili progressi tecnologici ma anche di richieste con sempre maggiore efficienza.  Nuovi analiti, dotati di valore clinico, sono stati recentemente introdotti sia come risultato della ricerca eziopatogenetica di malattie che dello sviluppo di nuovi approcci analitici.
Ad esempio la scoperta degli anticorpi monoclonali da parte di G. Koehler e C. Milstein, Premi Nobel per la Medicina nel 1984 e della Polymerase chain reaction o PCR da parte di K.B. Mullis, Premio Nobel per la chimica nel 1993, hanno rappresentato in questi ultimi trent’anni le più importanti novità scientifiche in campo laboratoristico.  Infatti, senza queste scoperte, oggi, alcune determinazioni immunologiche e diverse metodologie di biologia molecolare quotidianamente impiegate in campo clinico non sarebbero state possibili.

Le indagini di laboratorio rappresentano dei validi e utili test dal carattere qualitativo e/o quantitativo per dimostrare, diagnosticare, monitorizzare eventuali stati di malattia o predisposizioni a stati di malattia e come tali assumono un preciso ruolo nell’ambito dell’iter diagnostico.  Singoli test, o gruppi di test, possono dare informazioni prognostiche oppure essere ancora utilizzati per il monitoraggio terapeutico o per il decorso di una malattia.   Continua...

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