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fisiologia

gli ormoni, negli animali e nei vegetali: una panoramica sui messaggeri chimici intercellulari

CHE COS’E’ UN ORMONE?

Un ormone è una sostanza chimica utilizzata da un organismo complesso pluricellulare per trasmettere un segnale da una cellula ad un’altra dello stesso organismo. Questa semplice definizione crea già dei fondamentali distinguo, ma anche delle inaspettate affinità, fra meccanismi di trasmissione diversi del segnale, sempre in ambito biologico.   Sono escluse per esempio tutte quelle forme di comunicazione cosiddette semiochimiche che, al di là delle loro modalità, finalità e target di destinazione (sesso, specie, ecc) comportano l’utilizzo di una sostanza chimica per la trasmissione di un segnale tra individui diversi.   Allo stesso modo sono escluse tutte quelle forme di comunicazione non unicamente basate sulla mediazione di sostanze chimiche, come ad esempio la trasmissione del’impulso nervoso.
posizione principali ghiandole a secrezione interna nell'essere umanoAl contrario, la definizione di ormone non fa alcun riferimento alla natura chimica specifica delle sostanze coinvolte, all’organizzazione del centro di produzione (che può essere una singola cellula, un gruppo di cellule, un tessuto o un organo), al bersaglio (che può anch’esso essere una singola cellula, un gruppo, un tessuto o un organo), alla tassonomia dell’organismo ed alle implicazioni in chiave biologica del segnale trasmesso.

Ovviamente il fatto stesso di parlare di trasmissione di un segnale “da una cellula ad un’altra dello stesso organismo” implica che si stia parlando di organismi pluricellulari.   Continua...

le piante e il sale: la natura del problema, le strategie di difesa, le tattiche di resistenza

di Salvatore Caiazzo


INTRODUZIONE

Le piante sono legate al loro ambiente, dove di solito vivono naturalmente protette, e sono in grado di concludere il loro ciclo vitale.   Tuttavia esse durante la loro vita, sono esposte ad ampie modificazioni delle condizioni ambientali ed a numerosi fattori di stress che secondo la loro durata e intensità, riducono la vitalità delle piante causando danni.
cultivar o cloni di riso tolleranti e sensisbili alla salinità acquaLa crescita e lo sviluppo delle piante dipendono dalle interazioni del genotipo (informazioni contenute nel codice genetico della pianta a livello dei cromosomi) con vari fattori esterni, come: intensità luminosa, la temperatura, la disponibilità idrica e dei nutrienti e la salinità.   Ogni volta che nell’ambiente si verifica una variazione di tali fattori, in difetto o in eccesso, si parla di “stress” perché l’organismo vivente soggiace a modifiche potenzialmente dannose.  Quando una pianta è in grado di sopravvivere a condizioni sfavorevoli si usa il termine “resistenza allo stress”, caratteristica che attraverso l’evoluzione può diventare stabile (in quanto l’ambiente seleziona in maniera favorevole solo quegli individui vegetali che sono in grado di resistere alla persistenza di tale fattore di stress, aumentando quella che nel gergo tecnico viene definita la FITNESS o successo della specie).

Alcune volte le piante si organizzano internamente in modo da impedire alle cellule di subire lo stress evitando le condizioni sfavorevoli: elusione dello stress; altre volte esse sopravvivono normalmente tollerando le condizioni sfavorevoli: tolleranza allo stress. Continua...

Perché le piante si piegano dalla parte della luce? (…una trattazione trasversale fra agronomia, biologia e chimica)

dominanza apicale albero Tutto ha inizio nelle gemme apicali: si chiamano così i germogli che stanno all’apice, in cima ai rametti di ogni pianta. Avrete sicuramente notato che nella maggior parte dei vegetali di taglia non proprio minimale, il germoglio che cresce alla fine del ramo, o più ancora quello che sta in cima a tutta la pianta, domina quelli sottostanti, crescendo molto più in fretta e determinando in questo modo la forma allungata del ramo e talvolta anche di tutta la pianta. Se così non fosse le piante crescerebbero in larghezza più che in altezza (ed in effetti alcune lo fanno). Le conifere come i pini e gli abeti rispettano molto bene la dominanza apicale, ma lo stesso fenomeno lo si può osservare un pò ovunque nel regno vegetale.

Nelle gemme apicali la pianta produce un ormone detto auxina, e chi ha dimestichezza con il greco capirà bene che il nome non è stato scelto a caso, dal momento che la radice “aux” sta per “crescita”. La cosa che non tutti immagineranno invece è che lo stesso ormone è implicato in due fenomeni apparentemente slegati l’uno dall’altro: la dominanza apicale ed il fatto che le piante si pieghino dalla parte della luce (fenomeno detto fototropismo). Continua...

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