nanoparticelle

Nanomondo: un breve excursus dalle nanoparticelle d’oro alle nanoparticelle organiche

di Elisa Campioli

Questo articolo vuole essere un breve excursus sulle nanoparticelle, in particolare sulle nanoparticelle metalliche e organiche. Essendo il campo trattato molto vasto e complesso, viene qui fornita solo un’introduzione generale dell’argomento, rimandando la trattazione approfondita di ogni singola tipologia di nanosistemi ad articoli monografici.

Oggigiorno, quasi quotidianamente, sentiamo parlare di nanoparticelle.  A volte in accezioni negative, come quando si parla di inquinamento da polveri sottili, a volte in termini positivi, come quando si descrivono nuovi materiali o nuovi trattamenti medici.
Ma da cosa e come sono fatte le nano-entità?  Quali potenzialità offrono?  E perché la ricerca è così attiva in questo campo?
Occorre premettere che esistono tantissimi tipi di nanoparticelle, per cui una classificazione organica risulta alquanto difficile, tuttavia, possono essere schematicamente raggruppate in tre grandi macro-famiglie: inorganiche, costituite da metalli e semiconduttori, ibride (inorganiche/organiche) e totalmente organiche.  Ciascun gruppo raccoglie una vastissima gamma di nanostrutture con differenti proprietà e differenti campi di applicazione.  Si va, ad esempio, dal settore bio-medicale, al fotovoltaico, all’optoelettronico, fino al cosmetico.

Una nanoparticella viene generalmente definita come una struttura di dimensioni da due fino ad un centinaio di nanometri (nm).  Immaginiamo una tacca di un millimetro su un righello, dividiamola in mille parti, una di queste mille parti dividiamola in dieci parti.   Continua...

gli eccipienti dei farmaci: natura e funzioni della chimica di supporto

di Nicole Ticchi

 
Quando pensiamo ad un qualsiasi medicinale, di qualunque tipo esso sia, il primo pensiero va al principio attivo che lo caratterizza: acido acetilsalicilico, paracetamolo, cortisone, salbutamolo, solo per citarne alcuni, sono tra quelli più comunemente conosciuti.   D’altro canto sono proprio i principi attivi a determinare l’attività farmacologica, l’effetto benefico, sono loro i protagonisti indiscussi.
pillole colorate nei loro blisterMa c’è un’altra schiera di co-protagonisti, altrettanto importante, se non determinante, rappresentata da tutte le sostanze che insieme al principio attivo compongono il medicinale, gli danno corpo e forma, ma soprattutto ne modulano il rilascio: gli eccipienti.   Se riflettiamo ci accorgiamo che in etichetta la maggior parte della composizione è data proprio da queste sostanze, di cui spesso ci chiediamo l’utilità, dando poca rilevanza alla differenza fra l’uno e l’altro.    Questa differenza è invece fondamentale, ed è proprio su questo principio che molte aziende farmaceutiche continuano a proporre lo stesso principio attivo ma con formulazioni diverse tra loro.   Attenzione: lo stesso principio attivo associato a differenti eccipienti può avere effetti molto diversi!

Gli eccipienti sono ingredienti farmacologicamente inerti aventi lo scopo di ottenere forme farmaceutiche con le caratteristiche tecnologiche e biofarmaceutiche desiderate; spesso vengono definiti come ingredienti inerti, ma ora si preferisce definirli come “altri ingredienti”, ovvero diversi dal principio attivo.   Continua...

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